Alessandro Borghi ha vinto il David di Donatello come miglior attore protagonista per il film “Sulla mia pelle”: “Questo premio è di Stefano Cucchi e lo voglio dedicare agli esseri umani e all’importanza di essere considerati tali”

Alessandro Borghi ha vinto il David di Donatello 2019 come miglior attore protagonista, per la sua intensa e straordinaria interpretazione di Stefano Cucchi nel film “Sulla mia pelle” di Alessio Cremonini.

L’attore, ricevendo il Premio dalle mani di Uma Thurman, ha dichiarato: “Grazie Alessio Cremonini per la tua amicizia e per il tuo talento, a Jasmine Trinca che è meravigliosa, ad Andrea Occhipinti per il coraggio, alla famiglia Cucchi per essersi fidati di me, grazie a tutte le persone che arricchiscono la mia vita e che accompagnano il mio lavoro e lo rendono meraviglioso, grazie alla mia famiglia. Questo premio è di Stefano Cucchi ed è un premio che voglio dedicare agli esseri umani e all’importanza di essere considerati tali a prescindere da tutto”.

Umanità, sensibilità e intensità, qualità che sono proprie di Alessandro Borghi, indubbiamente uno dei più importanti attori italiani della nuova generazione. Nel 2016 grazie alle sue interpretazioni nel film di Sollima “Suburra” e in quello di Caligari “Non essere cattivo” ha ottenuto due nomination ai David di Donatello e vinto il Nastro d’Argento come attore rivelazione. Lo abbiamo visto nell’opera prima di Michele Vannucci dal titolo “Il più grande sogno”, nel cortometraggio “Ningyo” diretto da Gabriele Mainetti, in “Fortunata” di Sergio Castellitto, in “Suburra – La serie”, prima produzione italiana per Netflix, nella pellicola di Ferzan Ozpetek, dal titolo “Napoli Velata” e ne “Il Primo Re”, il nuovo film di Matteo Rovere.

In “Sulla mia pelle” Alessandro Borghi è riuscito a rendere con sensibilità e allo stesso tempo veridicità la drammatica storia del trentenne Stefano Cucchi che morì il 22 ottobre 2009, nella struttura protetta del nosocomio romano Pertini, sei giorni dopo il suo arresto per droga, durante la custodia cautelare, in seguito alle percosse ricevute. Il caso giudiziario, finito in Cassazione, ha coinvolto agenti di polizia penitenziaria, medici del carcere di Regina Coeli e anche i carabinieri. La sorella Ilaria (interpretata da Jasmine Trinca) da oltre nove anni combatte perché sia fatta luce e giustizia sulla tragica morte del fratello.

di Francesca Monti

credit foto Ansa

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