Sinisa Mihajlovic: “E’ stato commovente l’affetto della gente, mi sono sentito protetto e amato. Alle persone che stanno lottando contro una grave malattia dico di non perdere mai la voglia di vivere”

Sinisa Mihajlovic in una conferenza stampa ha parlato delle sue condizioni di salute a quattro mesi dall’inizio della sua coraggiosa battaglia contro la leucemia e a un mese dal trapianto di midollo osseo.

“Il 13 luglio ho annunciato la mia malattia e pensavo fosse giusto dopo il percorso fatto indire una conferenza insieme ai medici per spiegare quali sono le mie attuali condizioni. In questi quattro mesi difficili ho conosciuto in ospedale medici straordinari, infermieri che mi hanno curato, sopportato e soprattutto supportato. So che ho un carattere forte, anche difficile, ma loro sono sempre stati meravigliosi con me. Chi meglio di loro può capire quanto sia difficile fisicamente e psicologicamente affrontare una malattia del genere. Voglio ringraziare tutti di cuore, partendo dal professor Michele Cavo e dalla dottoressa Francesca Bonifazi che mi ha sottoposto al trapianto di midollo e tutti i medici che ci sono stati vicino. Ho capito subito che ero nelle mani giuste”, ha dichiarato il mister.

“E’ stato commovente e molto bello l’affetto della gente, i cori allo stadio, nel mio mondo del calcio mi sono sentito protetto e amato, come parte di una famiglia. Volevo ringraziare tutti i tifosi delle squadre in cui ho allenato e non ma soprattutto quelli del Bologna che sono stati unici e mi hanno adottato come un fratello. Ringrazio la società in tutte le sue componenti, lo staff, il Presidente perchè fin dal primo momento sono stati eccezionali,non hanno mai messo in dubbio la mia permanenza al Bologna e mi hanno fatto sentire tranquillo. Vorrei ringraziare i miei amici, e soprattutto mia moglie che è stata tutti i giorni con me, mi sono sentito molto fortunato ad avere una donna accanto così che forse è l’unica persona che conosco ad avere piu’ palle di me. Grazie ai miei figli che sono la mia vita e quando c’era il problema di trovare un donatore di midollo anche con tanta paura hanno accettato subito di sottoporsi alle analisi ed è stata una grande dimostrazione di amore nei miei confronti. Grazie a mio fratello e a mia mamma che vive in Serbia”, ha dichiarato Sinisa con la voce rotta dalle lacrime. “Ho passato quattro mesi e mezzo tosti rinchiuso in una stanza di ospedale da solo, con aria e acqua filtrata, il mio piu’ grande desiderio era prendere una boccata di aria fresca e non mi sono mai sentito un eroe. Solo un uomo con un carattere forte ma anche con le sue fragilità e queste malattie non si possono vincere solo con il coraggio ma servono le cure. Voglio dire a tutte le persone che sono malate di leucemia o che hanno qualche altra malattia grave che non si devono sentire meno forti se non la affrontano come ho fatto io, non c’è da vergognarsi ad avere paura, a piangere, l’unica cosa che non devono perdere mai è la voglia di vivere. E’ una malattia bastarda e ci vuole pazienza, bisogna crearsi obiettivi giornalieri e cercare di raggiungerli, senza mollare mai. Anche nella tempesta se ci credi dopo arriva il sole. Ho ancora paura, ma è una paura che ti fa rigare dritto, che non ti fa esagerare. Ci sono momenti di stanchezza che sono normali, prendo 19 pastiglie al giorno. Spero dopo questa esperienza di essere un uomo migliore perchè nella vita precedente la pazienza non era il mio forte, ora mi godo ogni minuto della giornata, tutto quello che sembrava dovuto lo vedo in un’altra maniera”.

Il primario di Ematologia dell’Ospedale Sant’Orsola, Professor Michele Cavo, ha spiegato: “Siamo ancora in una fase precoce  e abbiamo bisogno di tempo per capire la risposta finale del paziente, per monitorare Sinisa, le possibili complicanze. A dispetto di questo carattere estremamente forte e vigoroso Mihajlovic si è sempre fidato ciecamente di noi anche quando i no gli stavano stretti. Sinisa mi ha chiesto di chiudere un cerchio aperto da 4 mesi. Legittimo dal suo punto di vista, ma per noi medici ci vorrà ancora un po’ di tempo per chiuderlo. Per ora siamo felici di averlo restituito in questa ottima forma a tutta la comunità, sia quella laica sia quella sportiva”.

Durante la conferenza, nella sala stampa sono arrivati a sorpresa i giocatori del Bologna che hanno affidato al capitano Blerim Džemaili il loro saluto al mister: “Dire che ci sei mancato è poco, siamo stracontenti che sei tornato con noi e volevamo farti questa sorpresa anche se al momento sappiamo che non sei tanto contento di come stiamo giocando ma cercheremo di migliorare e fare bene”.

di Francesca Monti

credit foto Ansa

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...