Francesco Montanari “regista” di “Domenica Con”: su Rai Storia un palinsesto per rendere omaggio a Gian Maria Volonté

Un giovane attore, già affermato, e un grande interprete del passato: Francesco Montanari, “regista” di Rai Storia domenica 24 maggio per “Domenica Con”, sceglie di rendere omaggio dalle 9.00 a mezzanotte a Gian Maria Volontè e alla figura del “cattivo” al cinema e in tv. Ma – avvisa Montanari – cattivo inteso “come colui che scombussola tutte le regole sociali in cui vive, in cui agisce, mettendole profondamente in discussione”.
Prende così vita– nella “Domenica Con” curata da Giovanni Paolo Fontana ed Enrico Salvatori – un palinsesto “scavato” nel patrimonio delle Teche Rai e di Rai Cultura, in cui si fondono cinema, tv e storia, nel nome di Volontè e di alcune sue celebri interpretazioni. Come “Cristo si è fermato ad Eboli”, in prima serata, diretto nel 1979 da Francesco Rosi e tratto da Carlo Levi; o come “Le quattro giornate di Napoli” di Nanni Loy, nel primo pomeriggio, sull’insurrezione dei napoletani contro gli occupanti tedeschi. Ma non mancano frammenti da “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” di Elio Petri o “Ogro” di Gillo Pontecorvo.
La giornata si apre, invece, con una puntata del primo vero exploit televisivo di Volontè: lo sceneggiato “Caravaggio”, andato in onda nel 1967, dopo che – tre anni prima – l’attore aveva già interpretato un’altra grande figura della storia dell’arte italiana, Michelangelo.
Seguono una sua partecipazione a “Diamoci del tu”, del 1967, rivolta ai giovani e condotta da Giorgio Gaber e Caterina Caselli, e uno spazio dedicato al ricordo di Sacco e Vanzetti – protagonisti anche di un doc di Giuliano Montaldo – e all’impegno di Volontè nell’usare la propria arte per parlare di temi sociali.
Nel pomeriggio, tra le altre proposte di Montanari, brani da “Raffaella Venerdì, Sabato e Domenica”, da “Parla con me” e da “Blitz”, dove Volontè – abbandonata l’immagine scontrosa – si lascia andare a racconti più intimi. E poi, anche un ricordo del suo grande amico e collega Ennio Fantastichini.
Ma ci sono le “cattive” e, intorno alle 18, Francesco Montanari presenta “Le Scandalose”, la narrazione di donne terribili, attraverso verbali, atti processuali, interviste e memoriali, mentre “Gian Maria Volontè, un attore contro”, subito dopo, è un ritratto corale, che scandaglia il carattere dell’attore, morto prematuramente in Grecia nel 1994, durante le riprese del film “Lo sguardo di Ulisse” di Theo Angelopoulos.
In serata, infine, subito prima di “Cristo si è fermato a Eboli” un commento di Beniamino Placido e un breve ritratto di Carlo Levi, autore del romanzo omonimo, tracciato da Alberto Moravia, Enzo Siciliano e Manlio Rossi Doria.

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