La Senatrice a vita Liliana Segre nel corso dell’ultima testimonianza pubblica alle scuole italiane e ai giovani del mondo: “Non ho mai perdonato, come non ho dimenticato, certe cose non sono mai riuscita a perdonarle”

“Grazie Liliana! L’ultima testimonianza pubblica di Liliana Segre alle scuole italiane e ai giovani del mondo da Rondine Cittadella della Pace”, è il titolo dell’evento che si è tenuto, nel borgo medioevale di Rondine, ad Arezzo, sede dell’organizzazione internazionale impegnata da oltre vent’anni nella formazione di giovani leader di pace.

La senatrice Liliana Segre ha offerto la sua testimonianza ai giovani di Rondine, in rappresentanza di tutti i giovani d’Italia e del mondo perchè proseguano e diffondano il suo messaggio di superamento dell’odio e dell’indifferenza.

Un giorno di settembre nel 1938 sono diventare “l’altra”. Quando le mie amiche parlano di me aggiungono sempre “la mia amica ebrea” e quel giorno a 8 anni non sono più potuta andare a scuola. Ero a tavola con mio papà e i nonni e mi dissero che ero stata espulsa. Chiesi perché e mi risposero: perché siamo ebrei, ci sono delle nuove leggi e gli ebrei non possono più fare una serie di cose. Se qualcuno legge a fondo le leggi razziali fasciste una delle cose più crudeli è stato far sentire invisibili i bambini. Sono stata clandestina e so cosa vuol dire essere respinti. Si può essere respinti in tanti modi“, ha detto la senatrice a vita.

Parlando del drammatico periodo nei lager Liliana Segre ha ricordato: “Quando non si ha niente, solo il proprio corpo che dimagrisce a vista d’occhio, è molto difficile creare amicizie perché la paura di morire per un passo falso o un’occhiata ti fa diventare quello che i tuoi aguzzini vogliono che tu sia: disumana, egoista. Dopo il distacco da mio padre il terrore di diventare amico di qualcuno e poi perderlo mi faceva preferire la solitudine. Quando si toglie l’umanità alle persone bisogna astrarsi e togliersi da lì col pensiero se si vuole vivere. Scegliere sempre la vita. Io sono viva per caso. Non ho mai perdonato, come non ho dimenticato, certe cose non sono mai riuscita a perdonarle. Il campo di sterminio funzionava alla perfezione, da anni. Cominciammo a capire che dovevamo dimenticare il nostro nome, che nella tradizione ebraica ha un significato. Mi venne tatuato un numero sul braccio e dopo tanti anni si legge ancora bene: 75190. Dovemmo subito impararlo in tedesco. Quando entrai ad Auschwitz eravamo condannate a delle pene ma non c’era il contrappasso. Per un attimo vidi una pistola a terra, pensai di raccoglierla ma non lo feci perchè capii che io non ero come il mio assassino. Da allora sono diventata una donna libera e di pace“.

Nell’occasione, il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina ha consegnato alla Senatrice a vita, e attraverso di lei idealmente a tutti i giovani, una copia della Costituzione Italiana nella sua versione originaria, accompagnata da una lettera del Presidente Mattarella.

Questo il testo:

“Carissimi, nell’ultima occasione in cui Liliana Segre rende direttamente la sua preziosa testimonianza ai giovani desidero regalarvi il testo della nostra Costituzione, nella sua versione originaria. La Costituzione è stata scritta avendo davanti agli occhi le tragiche vicende che hanno coinvolto anche Liliana Segre da ragazza ed è stata approvata con la ferma determinazione di non permettere che i mostri del totalitarismo e dell’antisemitismo, che avevano devastato l’Europa pochi anni prima, potessero ancora avvelenare l’Italia, il nostro Continente e il mondo.

Mai più privazione della libertà, mai più guerre di aggressione, mai più negazione dei diritti umani, mai più razzismo, odio, intolleranza: questa era la comune volontà dei padri costituenti.

E’ merito loro se la nostra Repubblica è fondata su principi di grande valore: democrazia, libertà, uguaglianza, centralità della persona umana, pace e giustizia tra le Nazioni.

A voi viene affidato per il futuro questo patrimonio. Auguri!”.

F.M.

credit foto Ansa

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