In Afghanistan la situazione è sempre più drammatica: I talebani hanno preso la capitale Kabul, l’Italia rimpatria il personale diplomatico

In Afghanistan la situazione sta diventando sempre più drammatica. I talebani hanno preso la capitale Kabul e l’intero Paese è diventato un emirato islamico. Il Presidente Ashraf Ghani è fuggito in Uzbekistan “per evitare un massacro”, come ha scritto sui social, mentre è in corso l’evacuazione degli occidentali da Kabul.

Nella capitale c’è il caos, la strada per l’aeroporto è bloccata, sono state chiuse le ambasciate ed evacuati i diplomatici di diversi Paesi.

Sono circa 70 le persone a bordo del Kc767 dell’Aeronautica Militare partito domenica sera da Kabul che dovrebbe atterrare a Fiumicino alle 14.30 di questo pomeriggio con a bordo il personale diplomatico italiano e una ventina di ex collaboratori afghani. Nei prossimi giorni nuovi voli riporteranno in Italia altri connazionali rimasti nel Paese.

“Osserviamo allibiti i talebani che prendono il controllo dell’Afghanistan. Sono profondamente preoccupata per le donne, per le minoranze e per tutti i diritti umani. I poteri globali, regionali e locali devono chiedere un immediato cessate il fuoco e fornire urgentemente aiuto e protezione umanitaria ai rifugiati e ai civili”, ha dichiarato il Premio Nobel per la Pace Malala Yousafzai.

E a destare preoccupazione è proprio il rischio di un ritorno a venti anni fa con i talebani al potere e i diritti delle donne, tra cui quello all’istruzione, e le libertà conquistate poco alla volta, rimesse in discussione. Fino al 2001 infatti alle donne veniva negato qualsiasi diritto, non potevano ridere, indossare tacchi o smalti, truccarsi, lavorare o frequentare la scuola, né stringere la mano o guardare negli occhi un uomo, il burqa era obbligatorio, era proibito usare le biciclette e fare ogni tipo di sport, potevano uscire solo accompagnate da un tutor maschile altrimenti erano costrette a restare sempre in casa.

“Noi non contiamo perché siamo nati in Afghanistan, scompariremo lentamente dalla storia. A nessuno importa di noi”, ha detto tra le lacrime una ragazza afghana in un video pubblicato via Twitter dalla giornalista iraniana Masih Alinejad.

E’ necessario dunque un intervento immediato dell’Onu e delle principali istituzioni mondiali per aiutare la popolazione afghana e i richiedenti asilo politico.

credit foto Ansa

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