Alessandro Preziosi nel viaggio sensoriale de “ll Piacere”

È un viaggio sensoriale, quello proposto dal noto attore Alessandro Preziosi, con la lettura dei brani tratti dal romanzo il Piacere del Vate Gabriele D’Annunzio, un invito a cui gli spettatori hanno risposto con un sold out senza titubanza, in scena nella cornice del teatro Verdi di Fiorenzuola, gioiellino architettonico ottocentesco progettato da Perrau.

Una festa nella festa, la riapertura della Stagione teatrale, con la nuova Direzione Artistica di Mino Francesco Manni, attore di cinema e teatro, autore, laureato in Lettere e Filosofia, con indirizzo in Storia del Teatro e dello Spettacolo, ed una amicizia ventennale che lo lega ad Alessandro Preziosi, dagli albori della sua notorietà conquistata con il ruolo del Conte Ristori, nella fiction di Elisa di Rivombrosa per la regia di Cinzia TH Torrini.

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Il recital minimalista propone letture a leggìo, accompagnate da musiche, luci e adattamento curato da Tommaso Mattei, per donare tridimensionalità al godimento verso il gusto dell’Arte che Dannunzio prova, come valore assoluto del “piacere”, modulate con notevole maestria dalle parole di Preziosi, capace, nonostante una spiacevole tosse, di entrare in campo nel tessuto narrativo e domarle o enfatizzarle al momento del bisogno, padroneggiando lo strumento dell’attore: la voce.

Il Piacere è il romanzo scritto da Gabriele D’Annunzio nel 1889 a Francavilla a Mare, che a partire dal 1895, prenderà il sopratitolo “I romanzi della Rosa”, formando un ciclo narrativo, una trilogia dannunziana di fine ottocento, insieme all’Innocente e a Il trionfo della morte.

Ne il Piacere i rimandi ai modelli letterari e artistici, legati all’ambiente romano a cui il poeta era inserito ed agli autori per lo più francesi a lui contemporanei, si aggiungono le influenze dei poeti maledetti, come Baudelaire, e ancora Flaubert, Zola, Shelley, Wilde, Huysmans.

Il personaggio ed alter ego di Dannunzio nel Piacere è Andrea Sperelli, dandy, dalla cultura sopraffina votato all’edonismo, ragione di vita, e morboso tramite usato nei rapporti amorosi con Elena Muti e Donna Maria Ferres, descritti, consumati, attesi all’infinito e virtualmente compiuti.

Alessandro Preziosi entra ed esce dalla narrazione con fare giocoso, senza preoccuparsi di risultare lezioso o ridondante, poiché sono già i contenuti del suo “piacere” ad esserli, nell’abbondanza della descrizione dannunziana delle feste, nelle vezzeggianti vesti, acconciature e preziosi delle donne dei salotti romani, nell’ebbrezza delle opere artistiche di cui la Roma imperiale e papale si fregia di esibire in tutto il suo splendore al mondo, non curante della sindrome di Stendhal, e dell’estasi di un malessere contemplativo al cospetto di tanta bellezza.

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…”bisogna fare la propria vita come si fa un’opera d’arte”…   Gabriele D’Annunzio.

E nelle parole del nuovo Direttore Artistico Manni, “la bellezza ci salverà”, l’invito ai prossimi due appuntamenti:

27 novembre Ascesa in Paradiso il sommo poeta Dante di e con Mino Manni, accompagnato da voce e strumenti;

4 dicembre concerto diretto dal M° Marco Beretta, con le famose arie di Verdi, Mascagni, Puccini e Rossini.

di Emanuela Cassola Soldati

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