Il 16 gennaio arriva in prima serata su Rai 1 la nuova serie “La Sposa” con Serena Rossi e Giorgio Marchesi, per la regia di Giacomo Campiotti. Le dichiarazioni dei protagonisti

Il 16 gennaio arriva in prima serata su Rai 1 la nuova serie in tre puntate “La Sposa”, coprodotta da Rai Fiction e Endemol Shine Italy, che ha per protagonista Serena Rossi, con la regia di Giacomo Campiotti. Un toccante racconto sulla crescita personale e famigliare di una donna ed una struggente storia d’amore, che vede nel cast anche Giorgio Marchesi, Maurizio Donadoni, Antonio Nicolai, Claudia Marchiori, Antonella Prisco, Matteo Valentini, Mario Sgueglia.

La Sposa è una serie ambientata nel passato, ma che parla al presente. Affronta tematiche attualissime come l’emancipazione femminile, la parità di genere, e il rispetto delle differenze socio-culturali. Un racconto moderno, che ha per protagonista una figura femminile coraggiosa e forte, un grande esempio di tenacia e riscatto sociale.

“Quando è arrivato il concept di questa serie mi sono riconosciuto, ho pensato alle nostre madri e alle nostre nonne. E’ una storia che ha una protagonista fortissima, Maria, interpretata da Serena Rossi. E’ una donna che cambia gli altri con la sua luminosa determinazione, accetta il matrimonio per procura, è una femminista ma allo stesso tempo è inconsapevole del femminismo. E’ un personaggio che ovunque va illumina gli ambienti, i destini delle persone, la comunità in cui si trasferisce a vivere. C’è il racconto dell’Italia che sta cambiando velocemente, ma anche della vita in campagna, ed è una storia di emigrazione dove vengono evidenziate le differenze tra Nord e Sud“, ha dichiarato Francesco Nardella, vicedirettore di Rai Fiction.

“La protagonista della serie si evolve ma resta sempre attaccata alle proprie radici. E’ una donna vera, che affronta mille difficoltà con coraggio, tenacia e donando amore incondizionato agli altri. Ringrazio Rai Fiction che ha creduto in questa storia controcorrente, gli sceneggiatori, che sono partiti da uno spunto storico reale riuscendo a realizzare un racconto dai risvolti sorprendenti, il cast artistico e tecnico che ha messo a disposizione non solo un’enorme professionalità ma tutta la sua passione. Abbiamo girato in Puglia, a Monte Sant’Angelo, la parte calabrese della storia, quella veneta in Piemonte, il casale dei Bassi si trova fuori Torino e il paese immaginario nel vercellese”, ha affermato Benedetta Galbiati di Endemol Shine.

Serena Rossi 9C3A2182

Quindi la parola è passata a Serena Rossi, che dà volto e cuore a Maria: “E’ una serie che parla del nostro passato ma anche del futuro. Mi sono rivista in Maria e in mia nonna che è mancata mentre giravamo la serie, che è dedicata a lei e a tutte le nonne d’Italia. E’ una storia che parla di persone semplici, con grande dignità, che hanno fatto tanti sacrifici, ma anche di accoglienza, di diversità. Maria è una “diversa”, così come Paolino, il figlio di Italo. Io cerco sempre di vedere il buono nelle persone, cerco di difendere questo candore fanciullesco, proprio come il mio personaggio, che nel corso della serie farà molta fatica, sopporterà anche degli atteggiamenti pesanti, del razzismo, del maschilismo ma in silenzio perché è più forte di tutto questo e vede oltre, riuscendo a rendere migliori le persone. Quando mi hanno proposto questa sceneggiatura ero concentrata su Mina Settembre, ma appena l’ho letta ho iniziato a piangere e ho deciso di accettare questo ruolo. Io credo tanto nelle tradizioni, nelle origini che ti fanno sentire che appartieni profondamente a qualcosa e Maria ce lo insegna”.

Serena Rossi 9C3A0928

Serena Rossi ha raccontato che sono state diverse le scene difficili da girare: “Fisicamente è stato molto impegnativo, mi sono tuffata nel fiume Dora con il freddo, ho falciato il grano, ho munto una mucca, ho cercato di sporcarmi davvero e di andare fino in fondo. Dal punto di vista emotivo ci sono state tante scene in cui la commozione era forte. Per quanto riguarda il dialetto calabrese ha mille sfaccettature ed era difficile cercare un accento che potesse rappresentarci, abbiamo avuto un coach che ci ha dato delle linee guida. Io ho cercato di tenere una sporcatura leggera in tutta la serie e di spingere un po’ di più quando Maria si arrabbia o parla con la sua famiglia. Lavorare con Antonio che interpreta Paolino è stato bello, l’ho conosciuto al provino, abbiamo fatto la scena insieme e mi ha subito colpito. Sul set è diventato un po’ il mio figlioccio e mi chiamava la tosa delle tose”.

Giorgio Marchesi 9C3A0515

Giorgio Marchesi interpreta invece Italo: “E’ un personaggio senza luce, che non riesce neanche a vedere se stesso, oltre suo figlio e quello che lo circonda, si trascina in vita, ma è come se fosse perso. L’arrivo di Maria, mentre lui stava ancora cercando Giorgia, la moglie scomparsa, viene visto da lui come un’usurpazione dei propri spazi, della propria casa. Poi piano piano questa donna inizierà a dare luce alla sua vita parlando con i fatti. All’epoca anche le emozioni erano un tabù, ancora di più per gli uomini. Italo vive con lo zio e il figlio, rappresentano tre solitudini finché poi Maria riesce a unirle creando una famiglia. Mi sono trovato benissimo sul set con Serena che ha portato la gioia, cantando già al mattino”.

Maurizio Donadoni, Giorgio Marchesi, Antonio Nicolai 9C3A1711

L’attore ha poi parlato di come ha lavorato sul personaggio: “La difficoltà maggiore è stata quella di trovare una sorta di malinconia costante. Soprattutto nella prima parte Italo è schiacciato da uno zio molto forte, Vittorio, interpretato da uno straordinario Maurizio Donadoni, e a un certo punto lascia spazio a Maria che sa gestire le cose degli uomini ma non perde mai la femminilità. Italo ha il coraggio di essere più moderno rispetto a quelli che lo hanno preceduto.  Campiotti nella regia è stato attento ad ogni dettaglio e credo che questo si veda nelle immagini perché sono piene di avvenimenti. E’ stato bello lavorare anche con il piccolo Antonio che si è buttato in un’avventura che non conosceva, ha un viso e un’espressività molto vere. Credo che la scelta che è stata fatta sia stata non tanto cercare un bambino che avesse già esperienza ma fare un lavoro sulla recitazione libera. Mi sono trovato benissimo con lui, giocavamo molto sul set”.

Italia, fine degli anni ’60, periodo di grandi cambiamenti e di trasformazioni, dal costume alla politica. Ma in alcune zone del Paese sono ancora diffuse pratiche arcaiche come i matrimoni per procura, in cui giovani donne del Sud vengono date in spose a uomini del Nord, per lo più agricoltori. È questa la premessa che innesca il toccante racconto de La Sposa sulla crescita personale e famigliare di una donna ed una struggente storia d’amore. Il soggetto di serie è di  Valia Santella, che firma anche le sceneggiature insieme a Eleonora Cimpanelli e Antonio Manca.

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Maria (Serena Rossi) è una giovane donna calabrese che, per salvare la famiglia dall’indigenza, decide di accettare il matrimonio per procura voluto dal rude agricoltore vicentino Vittorio Bassi (Maurizio Donadoni). La famiglia di Maria è fortemente indebitata con Zi’ Michele e sua moglie Carmela, che hanno combinato il matrimonio, e accettarlo è l’unica soluzione per pagare il debito. La prima scelta di Zi’ Michele è Luisa (Giulia D’Aloia), sorella minore di Maria, ma la ragazza è già fidanzata e Maria, per consentirle di vivere il suo amore, si offre di prendere il suo posto. Pur di aiutare la madre (Mariella Lo Sardo) e i fratelli, Maria è disposta a tutto, anche a rinunciare alle sue radici e al suo sogno romantico con Antonio (Mario Sgueglia), il primo amore, di cui però non ha notizie da tempo dopo il suo trasferimento in Belgio. Maria stila un accordo con Vittorio, con il quale l’uomo si impegna a saldare il debito, a pagare l’affitto, gli studi di suo fratello Giuseppe (Matteo Valentini) e a organizzare anche il matrimonio della sorella. Giunta all’altare, però, Maria scopre che non sposerà Vittorio, ma suo nipote Italo (Giorgio Marchesi), che non ha mai visto. Arrivata al Nord, Maria deve fare subito i conti con una realtà totalmente ostile, dovuta al suo essere meridionale e donna, al duro lavoro nei campi, ma soprattutto al rifiuto di Italo, ancora troppo sconvolto dalla misteriosa scomparsa della prima moglie, Giorgia, di cui è ritenuto responsabile dai compaesani. Italo non vuole saperne di Maria: è stato lo zio Vittorio a fargli firmare le carte del matrimonio per procura con l’inganno, per assicurarsi una discendenza “sana”. In realtà, Italo ha già un figlio, Paolino (Antonio Nicolai), un bambino molto intelligente che soffre, però, di crisi epilettiche e che, traumatizzato dalla scomparsa della madre, si è chiuso in sé stesso, passa il suo tempo nella stalla con gli animali e ha smesso di andare a scuola.

Nonostante questo contesto così difficile, Maria non si lascia andare. Anzi, resiliente e generosa, cerca un modo per migliorare la vita di tutti, rendere la casa dove vive più accogliente e le persone con cui abita migliori. Il rapporto con Paolino – e il desiderio di aiutarlo – è per lei un raggio di sole. Con spirito pratico e grande dolcezza, Maria costruisce per sé e per gli altri una vita vera, felice. La sua determinazione, la sua intelligenza e il suo grande cuore riusciranno a portare un cambiamento nelle vite di chi la circonda, rendendola artefice di una profonda trasformazione familiare e nelle relazioni con i contadini della tenuta Bassi.

A turbare questa rinascita arriverà Antonio, diventato nel frattempo un rampante imprenditore edile, che ha deciso di coinvolgere nella sua attività Giuseppe e che non sembra disposto a rinunciare a Maria.  A fare da sfondo alla storia dei protagonisti il contrasto fra i valori e le dinamiche del mondo contadino e quelli, spesso controversi, dell’Italia più industrializzata, con le conseguenti infiammate lotte sociali di fine anni Sessanta: gli scioperi di braccianti e operai, le rivendicazioni sindacali per condizioni di lavoro più eque, il sogno di un nuovo modello economico che concili tradizione e progresso.

di Francesca Monti

credit foto ufficio stampa

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