Roberto Saviano è il protagonista della nuova puntata di “Supernova”, il podcast di Alessandro Cattelan.
Alla vigilia della pubblicazione del suo prossimo romanzo “L’amore non muore” – la storia di Rossella Casini, riconosciuta come vittima di ‘ndrangheta sebbene il suo corpo non sia mai stato ritrovato – Saviano ha condiviso episodi inediti, ripercorrendo alcuni momenti significativi della propria vita personale e professionale. Tra questi, un “curioso” lavoro giovanile come assistente a eventi che oggi chiameremmo baby shower, intrapreso per osservare da vicino le dinamiche interne a famiglie legate alla criminalità organizzata.
“Quando voglio guardare qualcosa di divertente su Internet, cerco le cose napoletane. Come i baby shower – ha dichiarato – Sono incredibili. Un po’ mi sento a casa. In quelle cose ci sono cresciuto: sono stato l’assistente di Mario Spada, un grande fotografo, per vedere da vicino i matrimoni della mala. Ero ragazzino e sono situazioni in cui senti di essere stranamente in qualcosa di autentico. Il kitsch, in fondo, è un’imitazione della verità”.
Nel corso della conversazione ha ripercorso anche l’impatto mediatico e personale seguito all’uscita di “Gomorra”, bestseller che ha segnato anche l’inizio della sua vita sotto scorta tra Italia e Stati Uniti, oltre a suscitare invidie e polemiche legate ai numerosi riconoscimenti ottenuti. Non sono mancate curiosità sorprendenti: dall’incontro con Philip Roth all’intitolazione di un asteroide a suo nome, gesto simbolico compiuto da uno scienziato per rendere omaggio al suo impegno civile.
A proposito delle invidie e dell’incontro con Roth, Saviano ha dichiarato: “Lo incontro a casa di Antonio Monda. Stiamo sul divano e posto una foto che potete ancora trovare online. Lui mi chiede: “Se la posto la mafia mi uccide?” e gli rispondo: “Non credo proprio”. Allora lui continua: “Che peccato. Mi tocca morire vecchio. Pensa che bello essere ammazzato dalla mafia perché ho fatto una foto con te”. Io dico: “Non credo accadrà”. Poi parliamo e a un certo punto qualcuno dice: “Vabbè dai quella è invidia”. “Qualcuno ti invidia” – mi dice e io rispondo – “Bhe sai, insomma, ho un grande pubblico”. E lui conclude: “Nessuno può invidiare la tua vita”. Non riusciva proprio a capire”.
Qual è il Paese con più vittime di mafia in Europa? Inaspettatamente non è l’Italia e Roberto Saviano ha rivelato che è la Svezia: “È attraversata da conflitti violentissimi tra famiglie mafiose. Secondo te perché non vengono raccontate? Perché non hanno una letteratura. La mafia italiana è così conosciuta, raccontata e contrastata perché ha una letteratura. Quella Russa, quella albanese, le organizzazioni francesi no”.
