La Danza, opera immateriale e inpermanente, come un mandala, si compie nel tempo presente della creazione per essere condivisa al momento e si custodisce solo con la memoria storica tramandata a voce e nel tempo conservata e salvata con l’ausilio anche della tecnologia. In soccorso è arrivata nei primi anni del secolo novecento anche la scrittura ideata da Rudolf Von Laban, con la Kinetografia, un sistema di notazione fatta da un insieme di simboli messi su un binario verticale simile allo spartito musicale , una sorta di dattilografia, per descrivere i passi e lo spostamento nello spazio, usata anche in campo terapeutico, in pochi a saperlo leggere ed usare con dovizia al mondo. Studiato insieme ad antropologia gestuale negli anni ’90 della mia formazione presso la blasonata Accademia d’Arte Drammatica P.Grassi a Milano, forse non è un caso che oggi mi riconduce a quel periodo ancora analogico ben presto divenuto digitale, che abbraccia la vita e la carriera di Susanna Egri.

La signora Susanna Egri Erbstein, festeggia brillantemente con vigore i suoi primi cento anni, un traguardo non solo riferito all’età, ma alla sua splendida carriera, dedizione, abnegazione e gioia votata alla danza, da sempre sua alleata e compagna di vita. Ungherese d’origine, nata a Budapest, orgogliosa del cognome del padre, Ernest Erbstein, il grande allenatore del Grande Torino, scomparso tragicamente nella sciagura di Superga, scampata con la famiglia alle persecuzioni contro gli ebrei, arrivata in Italia, prende il nome di Egri.

Egri ancora oggi con la sua presenza, esile, leggera, lucida, illumina di saggezza e profondo sapere, tutti coloro che studiano e dialogano con lei. Un concentrato di bellezza fatto di rigore, tecnica e disciplina giornaliera e tanta esperienza giocata in campo, per parafrasare gli insegnamenti del padre nel calcio.
Fondatrice della compagnia Egri Bianco, accanto a lei Raphael coreografo e co direttore, il suo ‘Delfino’ come lo definisce la stessa Susanna , vicino a lei da decenni nella produzione artistica, performativa, didattica, di ricerca e divulgativa della danza. Danza che lei stessa riassume in un connubio di stili e tecniche imparate, dal balletto classico, al contemporaneo di sperimentazione, al jazz, all’etnografico e di figura, non che le arti figurative e la composizione musicale, che lei stessa portò per la prima volta in Italia esordendo in tv nel 1954, il 3 gennaio data della inaugurazione della trasmissione italiana dagli studi della RAI di Torino. Ogni giorno veniva trasmesso, un balletto sperimentale differente.
Divenuta famosa per aver ballato all’Olimpichetto accanto a Vittorio Gassman nella tournée del teatro italiano a Londra e Parigi. Egri venne scelta a Venezia dal regista che cercava una ballerina che sapesse interpretare la musica contemporanea del compositore, da cui si aggiudicò il contratto di prima ballerina della Compagnia della Biennale di Venezia in tournée e l’appellativo di sapersi ‘disegnare nello spazio’, cosa che ha accompagnato la sua cifra stilistica sempre fino ad oggi.
La tragedia di Edipo Re in chiave cinquecentesca con ricostruzione storica dei costumi portata in tournée al Cambridge Theatre a Londra, esordì con un cambio di programma drammatico, poichè trafugati i costumi di scena, la Compagnia si vide costretta ad indossare semplici tute nere . Situazione critica che si rivelò vincente, e di cui tutti gli organi di stampa internazionali parlarono, immaginando ad un possibile voluto scoop pubblicitario. Ma a togliere l’imbarazzo di quel momento fu niente meno che l’idea di Ser Laurence Olivier, attore shakespeariano di fama mondiale, preposto a fare gli onori di casa all’Olimpichetto.
Susanna Egri presente anche nella trasmissione Canzonissima accanto a Paolo Villaggio, nel film La Locandiera con Celentano, Claudia Mori e ancora Villaggio, non ha mai smesso di danzare e diffondere l’arte tersichorea ancora oggi insegnando tutti i giorni, presso la sede della sua scuola.

La Signora Egri ancora oggi in Cina la chiamano la ‘Marco Polo della Danza’, e per quanto sia stata tanto amata, lei ha dedicato la sua vita completamente alla danza, senza rimpianti per una vita piena ed appagante di esempio per chiunque e in ogni settore voglia perseguire obiettivi differenti al di là dell’arte.
L’omaggio e i festeggiamenti a questa meravigliosa interprete anche pionieristica inizieranno con la messa in onda del documentario “Susanna Egri una vita sulle punte” su RAIPlay, per proseguire al teatro il Maggiore di Verbania in data 18 febbraio, giorno del suo compleanno, ove lo spettacolo creato in suo onore da Raphael Bianco, presenta ‘Cantata profana: Il Cervo Fatato’ tratto da una leggenda ungherese su musica di Béla Bartok e ‘Istantanee’ 31 brevi coreografie, ritenuto il capolavoro della Egri. A seguire il 16 luglio al teatro Carignano. Ma il suo più grande regalo sarà finalmente dopo tanto tempo, la sede di un teatro stabile per la Compagnia, a cui ha pensato la stessa Fondazione Egri, con l’inizio dei lavori all’ex Arlecchino di corso Sommelier a Torino.
…se penso che la mia prima insegnante di danza classica negli anni ’70 è stata una ballerina ungherese…
di Emanuela Cassola Soldati
