L’idea è quella di esaltare il patrimonio enoico etneo e siculo, affiancando espressioni di quello nazionale e internazionale, facendo in tal modo risaltare le variegate vie dei vini di alto lignaggio. Nasce così “Incontri”, un trittico di eventi, ospitato, in provincia di Catania, nella Tenuta Monte Serra di Viagrande, roccaforte di Benanti, cantina nei cui vini riecheggia, con eleganza e gusto, la storia del vino siciliano e nazionale.
Il terzo appuntamento, tenutosi lo scorso 20 marzo, ha permesso di celebrare le cordiali e preparate ospitalità e accoglienza, gli intriganti vini e la cucina raffinata e concreta dei padroni di casa e le voci enoiche di una cantina di prestigio toscana qual è Argiano.

BENANTI
La famiglia Benanti vede il suo esordio nell’attività agricola nel lontano 1734, debuttando nell’ambito della vitivinicoltura nel 1890. Il momento che imprime un’accelerazione importante all’azienda si colloca nel 1988. Proprio in quell’anno, il compianto Cavaliere Giuseppe Benanti dà vita all’azienda, conferendole l’assetto e la configurazione su cui si basa un percorso rilevante di successo che continua tutt’oggi. Fondamentale la collaborazione dei figli del capostipite, Salvino e Antonio, che hanno concorso a definire un cammino di espansione e sviluppo produttivo, nonché di affermazione del brand in oltre 50 paesi del mondo. Vessillo di questa lusinghiera traiettoria è Pietra Marina, vino rappresentativo di un’impresa che veicola il territorio etneo vinificando da 30 ettari di vigneti di nerello mascalese, nerello cappuccio e carricante (il primo spumante metodo classico etneo con questo vitigno è targato proprio Benanti). Protagonisti sono differenti versanti etnei – accomunati da una grande mineralità dei suoli -, attraverso cinque tenute: Contrada Calderara Sottana (Randazzo), Contrada Dafara Galluzzo (Castiglione di Sicilia), Contrada Rinazzo (Milo), Contrada Monte Serra (Viagrande) e la più alta, a quasi 1.000 metri, Contrada Cavaliere (Santa Maria di Licodia).
ARGIANO
Si dice che l’azienda di Montalcino (in provincia di Siena) debba il suo nome all’Ara Jani, il tempio dedicato al dio Giano, eretto sulla collina che sarebbe stata denominata di Argiano. Quello che è certo è che si tratta di un’azienda che produce vino dal 1580 e che ha cominciato un percorso di rilievo già poco prima della metà del diciannovesimo secolo, con la contessa Ersilia Caetani Lovatelli. Il secolo successivo segna l’inizio dei primi riconoscimenti internazionali e nel 1967 Argiano è una delle aziende fondatrici del Consorzio del Brunello. Il 1995 racconta come Giacomo Tachis, assieme alla titolare di quel periodo Noemi Marone Cinzano, crei la prima annata di uno degli storici supertuscan, ossia Solengo. Dal 2014 patron dell’azienda diviene André Santos Esteves che principia il “nuovo Rinascimento” della tenuta, in virtù dello studio dei suoli e grazie al progetto di restauro di Villa Bellaria. Nel 2023 il Brunello 2018 di Argiano è il Wine of the Year nella Top 100 della rivista Wine Spectator, sancendo la crescita di questa cantina che si distingue per la microzonazione, la viticoltura organico-rigenerativa, l’adesione a principi di sostenibilità e la biodiversità. I 125 ettari aziendali, che si estendono su un altipiano sito a circa 350 metri s.l.m., sono prevalentemente boschivi, con 10 ettari di uliveto. 60 sono gli ettari vitati, impiantati soprattutto a sangiovese (42 ettari), con la restante parte piantumata con varietà francesi, quali cabernet sauvignon, merlot e petit verdot. I suoli sono contraddistinti da marna calcarea, soprattutto dove si coltiva il sangiovese (parte centro nord aziendale) e sono alluvionali più sciolti e sabbiosi dove regnano i vitigni francesi (parte sud della proprietà).

BENANTI E L’ENOTURISMO
Il savoir-faire, non gli fa difetto, così come la preparazione enoica e commerciale. Salvino Benanti, pilastro dell’azienda di famiglia, sa come accogliere e fare sentire a casa i propri ospiti. Una casa elegante, trasudante di storia passata e futura, stimolante ma senza eccessi, armonicamente votata al gusto. Del resto, Benanti da tempo punta su un enoturismo che poggia su un’atmosfera molto raffinata e, al tempo stesso, però, che sia soft e easy, tanto da accattivare una clientela, in molte occasioni, anche giovanile, anche di trentenni, che sono in grado di percepire la finezza senza orpelli di questo tipo di sensazioni. Colpisce anche il rimando ad orizzonti internazionali per la visione che si ha dell’intrattenimento degli ospiti, sfruttando ambienti interni ed esterni (come avverrà anche con quelli contermini la piscina) con grande consapevolezza del potenziale della struttura che si trova a pochi chilometri dal centro di Catania. La ristorazione, solo su prenotazione e con fasce diverse sino alla premium, è attiva, per un massimo di 30 coperti, dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18. Ci sono tre turni. Il mattutino e il pomeridiano con una degustazione soft. Verso le 13 c’è invece il pranzo completo.
“INCONTRI” EPISODIO 3: BENANTI E ARGIANO
A rappresentare Argiano, per l’evento organizzato da Benanti e dall’azienda di distributori di vini Sarzi Amadè (presente con il responsabile dell’area manager centro-sud Italia Tommaso Delinavelli), l’affascinante e competente Beatrice Giabbani che ha condotto i presenti alla scoperta dei vini della cantina toscana.
Il pairing, molto azzeccato, con i vini delle due cantine partecipanti, si è giovato della professionalità dei due resident chef Enrico Rinaldi e Gianluca Sottile. Il primo, nonostante il cognome nordico è siciliano al 100% e vanta dieci anni con la nota chef Antonia Klugmann; il secondo, pur avendo un cognome prettamente siciliano, ha origini piemontesi, provenendo dalla Langa e ha trascorsi al Therasia Resort Sea & Spa di Vulcano. La loro cucina sa essere creativa e al contempo capace di fornire un pairing adeguato ai vini proposti. Altro elemento distintivo della serata è stato il servizio molto attento, presente e puntuale, che ha collaborato a trasmettere la sensazione di sentirsi in un luogo riservato e, al contempo, conviviale, accurato e fine, ma senza convenevoli e fronzoli che avrebbero svilito l’essenza della serata.
La cena è stata inaugurata da una Selezione di Tapas che ha attinto alla tradizione rivisitandola con gradevolezza. L’accostamento è stato con il Noblesse Spumante Metodo Classico Brut di Benanti (Carricante 100%, 48 mesi sui lieviti), dal colore giallo paglierino e dal perlage fine. I sentori di zagara, agrumi mela, mandorla e pasticceria compongono il suo bouquet olfattivo. Al sorso appare cremoso, vivace con un buon intreccio tra acidità e sapidità che si distendono verso il lungo finale.
Audacemente armonica la combinazione del secondo piatto, ossia Ricciola, Carne Salada, Zenzero e Cetriolo. Il pairing suggerito è stato con il DOC Etna Bianco Superiore, Pietra Marina 2020 di Benanti (Carricante 100%). Il colore è giallo paglia con nuance verdognole. Al naso emergono aromi di zagara, ginestra e frutta bianca, accompagnati da note di mandorla. In bocca riempie il cavo orale con piacevolezza, con una trama acida interessante che conduce al finale lungo e animato da una buona sapidità.
La terza proposta, ossia Tartare di Manzo Fumé, Senape ed Erba Cipollina, ha sprigionato un concentrato di sapori variegati che ha trovato la sua complicità enoica nel DOC Rosso Di Montalcino, Sella Del Leccio 2022 di Argiano (Sangiovese 100%). Il colore è rosso rubino. Al naso regala sensazioni di lavanda, ciliegia, fragola, con accenni speziati. In bocca è elegante, equilibrato e strutturato, con un tannino setoso che lo rende quasi etereo e fresco. Possiede un carattere definito che si prolunga verso il finale che riprende il fruttato colto all’olfazione.
Bottoni Verza Capriolo e Guanciale è il nome della quarta portata, costituita da un intrigante e fine connubio di sapori rustici e brumali. Ad esaltarlo il DOCG Brunello Di Montalcino 2021 di Argiano (Sangiovese 100%). Il colore è rosso rubino intenso e profondo, che vira verso il granato. Al naso svettano aromi di viola, agrumati e di frutta rossa matura, affiancati da sentori di liquirizia, lievemente balsamici, di tabacco e cioccolato. In bocca è corposo e si inarca sul palato senza essere invadente, perché sempre raffinato, grazie ad un tannino vellutato. Lungo e, anch’esso dotato di una certa freschezza, è persistente, si mantiene sempre vivo e morbido.
Con Manzetta, Porro Bruciato e Salsa al Pepe si è assaporato un altro piatto gourmet che ha vissuto del gioco, ben riuscito, tra l’affumicatura del porro bruciato e l’energia gustativa dell’elemento speziato costituito dalla salsa al pepe. L’abbinamento è con il supertascan Solengo 2023 di Argiano (Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Petit Verdot). Il colore di questo vino, il cui nome significa in toscano “cinghiale solitario”, è rosso carminio molto intenso. All’olfazione si palesano sentori di ribes nero, mora e lampone. Poi ancora: aromi di vaniglia, pepe, liquirizia e tabacco. In bocca è pieno, corposo e morbido, generoso nel rimandare alle sensazioni fruttate colte all’olfatto. Lungo e profondo, non si assopisce mai.
A chiudere il convivio un’accurata Selezione di Piccola Pasticceria.
Benanti Viticoltori
Tenuta Monte Serra
Via Giuseppe Garibaldi, 361 – 95029 Viagrande CT
Telefono: 095 789 0928
di Gianmaria Tesei
