Intervista con Nathaly Caldonazzo: “Il teatro ha quella particolare magia che non finirà mai”

“E’ uno spettacolo che volevo fare da tantissimo tempo e finalmente il sogno si è realizzato”. Nathaly Caldonazzo debutterà in prima nazionale con lo spettacolo “Sunshine”, di cui è protagonista con Francesco Branchetti, al Teatro Tor Bella Monaca di Roma il 4 ottobre.

Attrice, conduttrice e cantante, ha all’attivo una cinquantina di spettacoli teatrali, tra classici di Molière, Goldoni e Shakespeare, nonché musical, commedie e drammi contemporanei. Ha recentemente preso parte al Grande Fratello Vip, ed ha dato vita a “Squartalized”, un importante progetto artistico che indaga e approfondisce il trauma della violenza sulle donne, tema che le sta molto a cuore.

In questa intervista che ci ha gentilmente concesso Nathaly Caldonazzo ci ha parlato di teatro, di moda, infatti ha condotto lo scorso 25 settembre il Milano Fashion Show 2022, ma anche del sogno di interpretare un film da protagonista e di scrivere un libro o una pellicola su Squartalized.

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Nathaly Caldonazzo e Alviero Martini al Milano Fashion Show 2022 – credit foto Gennaro Piscopo

Nathaly, ha presentato pochi giorni fa il Milano Fashion Show 2022. Qual è il suo rapporto con la moda?

“Sono innamorata da sempre della moda, ma non sono maniacale nel senso che non devo per forza farmi andare bene i capi di abbigliamento che non sento miei. Alcuni pezzi mi piacciono, come l’abito lungo da sera, ma in generale ho uno stile rock, mi sento così anche come spirito”.

C’è un accessorio di cui non può fare a meno?

“Io sono innamorata degli stivali e dei leggins, è la mia divisa invernale perchè tendo a viaggiare molto con la tournée teatrale o a spostarmi per le mostre di pittura, quindi prediligo un abbigliamento comodo, pratico. Inoltre non può mancare un maglione nero, con il collo alto e stretto”.

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Nel corso del Milano Fashion Show 2022 è stata annunciata la sua mostra “Squartalized”, un progetto artistico molto interessante che indaga e approfondisce il trauma della violenza sulle donne. Ci racconta com’è nata?

“Nasce da una mia ferita personale dell’anima, infatti “squartalized” significa squarcio paralizzante, il mood nel quale si sente soprattutto la donna, ma può capitare anche ad alcuni uomini, quando subisce una violenza emotiva, psicologica, una manipolazione. E’ una ferita che alla stessa stregua di quella fisica ti manda ko. Stavo attraversando un periodo squartalized, non il primo della mia vita, perchè le storie, i punti in cui vieni ferito e le ragioni sono diverse, ed era arrivato il momento di buttare tutto quello che provavo in qualcosa di positivo perchè il dolore può dar vita ad una rinascita e alla creazione di progetti belli. Tante canzoni d’amore, poesie o grandi opere, ad esempio, sono state scritte e create in periodi di sofferenza. Bisogna trovare il coraggio di prendere le redini della situazione, capirla, sviscerarla, superare con il tempo necessario lo squarcio paralizzante. Non puoi nascondere il dolore sotto a un tappeto o rimuoverlo perchè ritorna, quindi devi attraversarlo come un samurai, come diceva il grande Franco Battiato. Recitando a teatro mi capita di fare ruoli diversi e quando mi servono dei mood di qualunque genere li vado a ripescare dentro di me, pensando a quello che ho vissuto nella mia vita. Quindi è anche un’incitazione a dire “sei caduto, ora rialzati e cammina””.

Quando è nata la sua passione per la pittura?

“Io già dipingevo da una decina d’anni insieme al mio maestro Croce Taravella, un artista delle Madonie, che mi ha insegnato tutto e lo scorso anno è arrivato l’incontro con Vito Bongiorno, anche lui siciliano ma di Alcamo, che lavora con i carboni, ha un suo mondo artistico meraviglioso, con opere esposte nei musei. Abbiamo unito le nostre tipologie molto diverse di arte e la cosa strana è che dopo aver parlato di tutto, perchè anche lui ha vissuto dei periodi squartalized, si è creata una bella intesa professionale e abbiamo formato dodici opere a quattro mani. La mostra itinerante partirà da Roma per arrivare poi in Sicilia, a Napoli e a Milano, perchè la violenza sulle donne è un argomento purtroppo sempre molto attuale”.

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Nathaly Caldonazzo e Vito Bongiorno – credit sito www.squartalized.com

Oggi si tende forse a non dare la giusta importanza alla violenza psicologica, che è più silente e meno evidente di quella fisica, ma ugualmente squarciante…

“E’ vero. La violenza dell’anima è più nascosta, intima, difficile da considerare come un danno perché ti squarcia l’anima, anzichè il volto. Poi magari una persona ha paura, ha senso del pudore nel dire che l’ha subita, infatti a volte tendiamo ad esternarla o a denunciarla quando si vede, invece ha sempre un suo peso importante”.

Passando al teatro, il 4 ottobre a Roma, al Teatro Tor Bella Monaca, debutterà in prima nazionale lo spettacolo “Sunshine”, del quale è protagonista con Francesco Branchetti. Cosa può anticiparci?

“E’ uno spettacolo che volevo fare da tantissimo tempo. Mi era capitato di vederlo a teatro interpretato da altri attori una quindicina di anni fa ed ero rimasta folgorata. Dopo centoventi repliche di “Parlami d’amore” e una tournée andata molto bene, ho detto a Francesco Branchetti perchè non provasse a prendere i diritti di Sunshine. Così è stato e martedì si realizzerà il mio sogno. Sono contenta e curiosa di portare in scena questo spettacolo, che poi arriverà anche in altre città italiane, come Milano, a gennaio”.

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Nathaly Caldonazzo e Francesco Branchetti

“Sunshine” racconta l’incontro tra due anime sole. Cosa l’ha più affascinata?

“Il cambio di scena, il fatto che lei lavora in questo peep-show e all’inizio sono in scena all’interno di una scatola che ha un suo fascino. Io cercherò di rendere al meglio il personaggio perchè sono allergica a tutto ciò che è volgare. Mia mamma era una Bluebell del Lido di Parigi e mi ha trasmesso un determinato stile, per cui non mi piace trascendere nel trash ed è facile in una situazione del genere. Penso invece che si possano fare le cose con eleganza e soprattutto restando me stessa”.

Prima diceva che attinge dalla sua vita e dalla sue esperienze per interpretare i vari personaggi. Ce n’è uno in particolare, tra quelli portati a teatro, al quale è più legata?

“La Bisbetica domata di Shakespeare, il musical Moulin Rouge, La locandiera di Goldoni, Baciami James con Franco Castellano, devo dire che li ho amati tutti e spero di fare ancora tanti personaggi, perchè il teatro ha questa magia che non finirà mai, è una “nicchia” che vorrei, nonostante le guerre e le pandemie, continuasse a respirare, a vivere e ad avere un suo spazio nel mondo, per chi lo ama e per chi lo fa”.

Quali progetti ci sono all’orizzonte, oltre a Sunshine e alla mostra Squartalized?

“C’è la musica ma non posso ancora parlarne, e altri progetti in via di definizione per cinema e tv”.

Cosa le ha lasciato l’esperienza al GF Vip?

“E’ un’esperienza da fare nella vita perchè ti rimarrà dentro per sempre. Prendere parte al GF Vip mi ha permesso di conoscere meglio me stessa, di capire che ci sono anche altri punti di vista che magari prima ero troppo chiusa mentalmente per prendere in considerazione. Dentro la Casa impari tanto e insegni anche. Il complimento che mi fa più piacere è quando mi dicono che sono stata un esempio per qualcuno”.

Un sogno nel cassetto…

“Vorrei fare un film da protagonista, interpretando una bella storia. E poi magari iniziare a scrivere Squartalized, è un progetto che ho nel cassetto, sia come libro che come pellicola. Non so ancora se metterò insieme quattro episodi intensi con quattro ferite diverse oppure racconterò la mia storia, in ogni caso mi piacerebbe scriverlo e interpretarlo”.

di Francesca Monti

credit foto Valerio Faccini

Grazie a Patrizia Faiello

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