Venerdì 9 febbraio è andata in scena la serata del Festival di Sanremo 2024 dedicata alle cover con l’esibizione di tutti e 30 i Big accompagnati da un ospite. Una vera e propria festa della musica. Sul palchetto d’onore è presente il Principe Alberto di Monaco.
A co-condurre la quarta serata della kermesse una meravigliosa Lorella Cuccarini, che ha portato freschezza ed energia sul palco dell’Ariston. L’ingresso in scena è stato a passo di danza, con l’artista accanto ad una giovane ballerina, com’era lei quando da bambina sognava di danzare in tv guardando i programmi condotti da Pippo Baudo, quindi insieme ad Amadeus e a Fiorello ha ballato sulle note di La notte vola, Grease, Sugar Sugar. A Lorella Cuccarini il direttore artistico del Festival ha poi regalato una bambola vestita come lei, realizzata con le proprie mani dalla signora Marina, in omaggio a sua mamma che per anni ha lavorato nell’alta moda come sarta.

Ha quindi preso il via la gara con le esibizioni dei 30 Big:
Sangiovanni in “Farfalle” – “Mariposas” con Aitana
Annalisa in “Sweet Dreams (Are made of this)” con La Rappresentante di lista e il coro Artemia
Rose Villain in un Medley di Gianna Nannini con Gianna Nannini
Gazzelle in “Notte prima degli esami” con Fulminacci
The Kolors in un Medley di Umberto Tozzi con Umberto Tozzi
Alfa in “Sogna, ragazzo, sogna” con Roberto Vecchioni
Bnkr44 in “Ma quale idea” con Pino D’Angiò
Irama in “Quando finisce un amore” con Riccardo Cocciante
Fiorella Mannoia in “Che sia benedetta” e ”Occidentali’s Karma” con Francesco Gabbani
Santi Francesi in “Hallelujah” con Skin
Ricchi e Poveri in “Sarà perché ti amo” e “Mamma Maria” con Paola & Chiara
Ghali in un Medley “Italiano vero” con Ratchopper
Clara in “Il cerchio della vita” con Ivana Spagna e il Coro di voci bianche del Teatro Regio di Torino
Loredana Bertè in “Ragazzo mio” con Venerus
Geolier nel Medley “Strade” con Guè, Luche’ e Gigi D’Alessio
Angelina Mango in “La rondine” di suo papà Pino Mango, con Il quartetto d’archi dell’Orchestra di Roma
Alessandra Amoroso in un Medley con Boomdabash
Dargen D’Amico con un omaggio a Ennio Morricone con BabelNova Orchestra
Mahmood in “Come è profondo il mare” con i Tenores di Bitti
Mr.Rain in “Mary” con Gemelli Diversi
Negramaro in “La canzone del sole” con Malika Ayane
Emma in un Medley di Tiziano Ferro con Bresh
Il Volo in “Who wants to live forever” con Stef Burns
Diodato in “Amore che vieni, amore che vai” con Jack Savoretti
La Sad in “Lamette” con Donatella Rettore
Il Tre in un Medley di Fabrizio Moro con Fabrizio Moro
BigMama in “Lady Marmalade” con Gaia, La Niña e Sissi
Maninni in “Non mi avete fatto niente” con Ermal Meta
Fred De Palma in un Medley degli Eiffel 65 con Eiffel 65
Renga Nek in un Medley Renga Nek
Ospiti della serata il campione del mondo di MotoGp Pecco Bagnaia, Elena Sofia Ricci e Margherita Buy, al cinema dal 22 febbraio con Volare, opera prima della Buy. In Piazza Colombo si è esibita Arisa mentre sulla Costa Smeralda è tornato live il Capitano Gigi D’Agostino.
Sul palco dell’Ariston Amadeus ha letto il discorso del Coordinamento Nazionale Riscatto Agricolo:
“Gli agricoltori italiani pagano lo scotto di decisioni sbagliate non basate sulla scienza. Basti pensare a politiche comunitarie quali il green deal, la direttiva sulla qualità dell’aria o il regolamento sui fitofarmaci, fortunatamente ritirata dalla Commissione UE grazie alle nostre proteste; tutte queste politiche, a nostro avviso eccessivamente sbilanciate a favore dell’ambiente, vanno a discapito di tutta l’agricoltura italiana, con particolare riferimento alle piccole aziende.
Su queste questioni pesa poi la spada di Damocle dei prezzi pagati agli agricoltori. Ricordiamo a tutti che noi non possiamo programmare il prezzo di vendita dei nostri prodotti, perché siamo sottoposti ad un mercato drogato dalle speculazioni, dove il prezzo a noi pagato è un decimo di quello che pagano i consumatori.
Per questo stiamo protestando in questi giorni: chiediamo una legge chiara che garantisca la giusta distribuzione del valore lungo la filiera agroalimentare, con reciproci benefici per i produttori agricoli e per i consumatori. I prezzi pagati agli agricoltori sono fermi da trent’anni, tanto che ai consumatori alcuni prodotti arrivano a costare fino a dieci volte di più. Siamo l’unica categoria a non poterci basare sui costi di produzione a non poter applicare i costi, subendo tutti gli svantaggi del mercato e delle possibili intemperie della stagione, pur avendo costi alti e certi legati alla semina e alla produzione.
Non stiamo ora a tediarvi elencandovi nel dettaglio quello che chiediamo, che abbiamo più volte spiegato alla stampa e portato all’attenzione della politica, ma vogliamo limitarci a trasmettere un
messaggio molto semplice: noi agricoltori non siamo in piazza per chiedere aiuti o sussidi, ma solo per assicurarci che ci venga corrisposta la giusta remunerazione per il duro e insostituibile lavoro che svolgiamo quotidianamente, grazie al quale ogni cittadino può mangiare ogni giorno. Questo purtroppo non avviene da tempo, tanto che oggi la maggior parte dei frutti del nostro lavoro è
ampiamente sottopagato, con ricavi che sono abbondantemente inferiori ai costi di produzione.
Protestiamo quindi per difendere la DIGNITA’ di tutti gli agricoltori e per chiedere con forza che venga corrisposto il GIUSTO VALORE alle nostre produzioni.
Un Futuro all’Agricoltura e al Made in Italy
Tutto questo semplicemente perché senza agricoltura non c’è vita, non c’è sovranità alimentare, non c’è libertà; chiediamo solo la possibilità di continuare a onorare gli insegnamenti dei nostri genitori e dei nostri nonni, che con rispetto, amore e dignità ci hanno portato a coltivare il valore della terra e di ciò che rappresenta, con il solo e unico obiettivo di lasciare un mondo migliore ai nostri figli.
Concludiamo con un saluto all’Italia, alla Rai e a te Amadeus.
Grazie per aver dato voce agli agricoltori nel tempio della musica italiana.
Negli scorsi giorni abbiamo insistito nel voler salire noi stessi sul palco per un unico motivo: far vedere anche i nostri volti, facce pulite che rappresentano il futuro dell’agricoltura italiana e occhi
appassionati di chi crede ancora che, citando Papa Francesco, NON C’E UMANITÀ SENZA COLTIVAZIONE DELLA TERRA.
Questo è il discorso che avremmo voluto leggere sul palco dell’Ariston.
Oldoni Alessandra
Goglio Giulia
Pedrotti Davide
Pizzaris Fabio”.
Dopo 27 anni c’è stato il ritorno dei Jalisse al Festival di Sanremo dove hanno cantato “Fiumi di parole” con cui avevano vinto la kermesse nel 1997, con la direzione musicale dei Maestri Peppe Vessicchio e Leonardo De Amicis.
Questa la classifica Top 5 della serata cover data dal voto del televoto, della sala stampa e della giuria delle radio:
1) Geolier con Gué, Luchè, e Gigi D’Alessio con il medley Le strade
2) Angelina Mango con La rondine
3) Annalisa con La Rappresentante di lista il coro Artemia in Sweet Dreams
4) Ghali con RapChopper con il medley
5) Alfa con Roberto Vecchioni in Sogna ragazzo, sogna.
di Francesca Monti
credit foto Rai
