Intervista con Anna Danesi: “L’insegnamento più importante che mi ha trasmesso la pallavolo è non mollare mai e crederci sempre”

“Ci sono stati periodi bui nella mia carriera, in cui mi sono sentita fragile, ma li ho accettati e così sono diventata più forte”. Maglia numero 11, caparbietà e riservatezza, un grande amore per la pallavolo nato quando aveva cinque anni: Anna Danesi è la Capitana della Nazionale di Volley con cui ha vinto tutto, dall’oro olimpico ai Giochi di Parigi 2024 al titolo iridato lo scorso settembre in Thailandia, passando per tre VNL e un Europeo, ed è la centrale della Numia Vero Volley, con cui ha recentemente conquistato la Supercoppa Italiana. 

In questa intervista Anna Danesi ci ha parlato delle emozioni vissute il giorno della vittoria del Mondiale, ma anche del suo libro “Un sogno d’oro. La mia storia, la pallavolo, le sfide del futuro”, della collaborazione con l’associazione “Let’s Keep the Ball Flying” e dei prossimi obiettivi.

Anna, dopo la VNL 2025 ha vinto con l’Italvolley anche uno storico oro ai Mondiali al termine di un torneo eccezionale concluso con il successo in finale sulla Turchia. Ci racconta le emozioni vissute quella domenica?

“Le emozioni vissute quella domenica sono state veramente fortissime, reduci da una semifinale al cardiopalma contro il Brasile che è stata molto difficile da portare a casa. Quella domenica abbiamo sofferto perché contro la Turchia abbiamo perso molto male i due set, con parziali bassi, cosa che non ci era mai successa prima in Nazionale. Abbiamo però poi gioito al termine della partita perché era l’unica medaglia d’oro che mancava al nostro gruppo a livello di competizioni internazionali. Quindi quella partita in particolare è stata un mix di emozioni, tra paura, sollievo, gioia”.

Negli ultimi due anni la Nazionale femminile ha avuto uno step importante sia a livello mentale che di gioco, quanto ha influito in questo l’arrivo di Julio Velasco?

“Julio ci ha aiutato tantissimo. Arrivavamo da un anno disastroso in termini di risultati e lui ci ha tolto tante responsabilità, ha definito chiaramente i ruoli in squadra, ci ha trasmesso molto della sua esperienza, non solo pallavolistica, infatti sono convinta che porteremo per tutta la vita e non solo adesso, sui campi da pallavolo, parecchie frasi che ci ha detto”.

Nel 2024, come racconta nel suo libro “Un sogno d’oro. La mia storia, la pallavolo, le sfide del futuro” ha realizzato il sogno di conquistare l’oro olimpico ai Giochi di Parigi. Qual è il ricordo più bello che conserva di quel momento?

“Mi ricordo quando, finita la finale, sono riuscita ad intravedere tra il pubblico i miei genitori. L’abbraccio con loro, le lacrime e quello che ci siamo detti rimarranno sempre impressi dentro di me. Molto spesso rimangono dietro le quinte e dico, ingiustamente, perché anche loro hanno fatto tantissimi sacrifici per permettermi di arrivare lì”.

Sul podio di Parigi 2024 lei e Myriam Sylla avete scambiato le vostre medaglie d’oro, una bellissima immagine a testimoniare l’amicizia che vi lega. Quanto questo valore è importante per lei nello sport e nella vita?

“E’ uno dei valori più importanti per me. Non è sempre stato facile fare amicizia durante il periodo della scuola perché ho cambiato spesso città e molte volte i miei compagni non avevano i miei stessi orari per cui creare un legame con loro è stato complicato. Con la pallavolo invece, nonostante io abbia cambiato diverse squadre, ho notato che il rapporto che si crea con alcune giocatrici è veramente solido e duraturo. Non sono una persona che si apre facilmente ma con quelle che io considero amiche poi do il 100%”.

C’è una persona o più persone a cui si sente di dire grazie?

“Come dicevo prima, sicuramente ai miei genitori e alla mia famiglia in generale. Al mio fidanzato, che ogni estate deve aspettare che torni dalle competizioni internazionali e che funge un po’ da pungiball quando le cose in campo non funzionano per me. E ovviamente a tutte le persone che hanno creduto in me sempre, anche nei periodi più bui”.

Nel suo libro parla anche delle fragilità, quanto è fondamentale prenderne consapevolezza e affrontarle?

“Essere fragili molte volte è visto come un segno di debolezza ma in realtà se uno lo è non è un problema. Bisogna accettarsi per quello che si è, con le proprie emozioni e paure. Ci sono stati periodi bui nella mia carriera, in cui mi sono sentita fragile, ma li ho accettati e così sono diventata più forte, per affrontarli in modo più sicuro nel caso si ripresentassero”.

Com’è riuscita a conciliare sport, studio e tempo libero dato che ha preso tre lauree?

“Una volta finite le superiori, ho dedicato tempo allo studio, molte volte tralasciando momenti di svago con le mie compagne. Non è sempre stato facile ma oggi mi dico che ne è valsa la pena. Ora so che finita la carriera potrò fare quello che più mi andrà, rimanendo in lavori inerenti ai miei studi”.

Qual è l’insegnamento più prezioso che le ha regalato la pallavolo e che vorrebbe trasmettere alle ragazze, alle bambine che la vedono come un esempio?

“Mi ha insegnato a non mollare mai e a crederci sempre. E noi siamo la dimostrazione di questo. Nel 2023 nulla andava come volevamo, eravamo stanche di quello che stavamo vivendo in Nazionale… e solo un anno dopo siamo diventate campionesse olimpiche, rimanendo semplicemente noi stesse e restando unite”.

Com’è nata la collaborazione con l’associazione “Let’s Keep the Ball Flying”?

“Il ragazzo che ha fondato questo progetto mi ha chiesto di entrare a farne parte e mi è sembrata una grande opportunità per fare del bene, rimanendo sempre legata al mondo della pallavolo. Vedere infatti che ragazzi e ragazze meno fortunati di me possano in qualche modo provare a fare quello che io faccio tutti i giorni mi riempie di felicità”.

Quali sono gli obiettivi stagionali con la Numia Vero Volley Milano?

“Ora che abbiamo vinto la prima coppa della storia del Vero Volley (la Supercoppa Italiana, ndr), non ci resta che sognare in grande. Sappiamo che ci sono tre, quattro squadre che vogliono arrivare a conquistare lo scudetto o la Coppa Italia quindi anche noi vogliamo provarci”.

Dopo l’oro olimpico e quello mondiale, qual è il prossimo sogno che vorrebbe realizzare?

“Vorrei provare a vincere con il Club le competizioni che mi mancano e semplicemente continuare a divertirmi così come sto facendo”.

di Francesca Monti

Si ringrazia Letizia Pambianchi

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