Intervista con Antonio Buono, tra i protagonisti della serie “Gomorra – Le Origini”: “Mimì è un personaggio costruito sulla paura, ha un animo buono, molto simile al mio, ed è stato un privilegio interpretarlo”

“Il sogno di diventare attore era chiuso nel cassetto da anni ma pensavo che sarebbe stato quasi impossibile da realizzare. Ho fatto tanti lavori, ho vissuto in Francia e in Svizzera, e una volta tornato in Italia ho capito che non volevo avere il rimpianto per non averci nemmeno provato”. Antonio Buono è tra i protagonisti di “Gomorra – Le Origini”, l’attesissimo prequel dell’epica saga crime tratta dall’omonimo bestseller di Roberto Saviano, in sei episodi (i primi quattro diretti da Marco D’Amore e i restanti due da Francesco Ghiaccio), in onda dal 9 gennaio in esclusiva su Sky e in streaming su NOW, prodotto da Sky Studios e da Cattleya – parte di ITV Studios.

Nella serie, il talentuoso attore interpreta Mimì, che insieme a Tresette (Ciro Burzo) e ‘A Macchietta (Luigi Cardone) compone il gruppo di amici di Angelo ‘A Sirena (Francesco Pellegrino), carismatico malavitoso che lavora per il clan dei Villa gestendo una bisca.

“Gomorra – Le Origini” è ambientata nel 1977 e racconta di come un giovanissimo Pietro Savastano (Luca Lubrano) entrerà nel mondo della criminalità, sullo sfondo di una Napoli in piena trasformazione, povera, segnata dal contrabbando di sigarette e all’alba dell’arrivo dell’eroina.

credit foto ufficio stampa Sky

Antonio, come si è approcciato al personaggio di Mimì?

“Non è stato semplice in quanto non c’era una backstory di Mimì. Il regista mi ha fornito qualche indicazione a riguardo e poi ho dato sfogo a tutta la mia creatività. Durante le prove dei costumi ho cercato di capire che tipo di persona fosse e dal suo modo di vestirsi e di portare i capelli gelatinati ho inteso che tenesse molto all’estetica, che fosse brillante e al contempo un po’ cupo. Ad esempio, nel momento in cui sta andando alla festa dei francesi e sa che molto probabilmente non farà ritorno, Mimì indossa una giacca blu elettrico, una camicia blu, un pantalone rosso porpora, mentre gli altri personaggi hanno degli abiti scuri”.

Quali sono state le dritte più importanti che le ha dato Marco D’Amore?

“Con Marco D’Amore abbiamo fatto un laboratorio prima delle riprese in cui abbiamo avuto modo di studiare insieme e costruire i nostri personaggi. È stato un privilegio. Mi ha dato delle parole chiave, mi ha spiegato che Mimì era mosso dalla paura di entrare nel mondo criminale, infatti all’inizio ha delle discussioni con Angelo, in quanto non se la sente di intraprendere un percorso del genere. Questo aspetto ha fatto sì che mi avvicinassi a lui in quanto anni fa anch’io avevo tanta paura di cominciare a recitare”.

Adesso questa paura immagino sia stata superata vedendo la splendida interpretazione che ha regalato in “Gomorra – Le Origini” …

“Assolutamente sì, ad un certo punto della vita ti trovi ad un bivio e devi prendere delle decisioni. Avevo questo sogno chiuso nel cassetto ma pensavo che sarebbe stato quasi impossibile da realizzare. Infatti ho fatto tanti lavori, un giorno però ho capito che non avevo nulla da perdere, non avevo un posto fisso e non volevo arrivare a 70-80 anni con il rimpianto di non averci nemmeno provato. Già a 7-8 anni ho cominciato a recitare nella mia cameretta, davanti allo specchio. Imparavo a memoria le battute dei film e facevo dei monologhi per gioco e mi piaceva molto. Quando sono tornato in Italia, dopo aver vissuto in Francia e in Svizzera, ho deciso di provare a intraprendere il percorso per diventare attore e sono felice che i sacrifici fatti stiano cominciando a dare i frutti sperati”.

C’è stato un film o una serie in particolare che ha fatto scattare in lei questa scintilla, questo amore per la recitazione?

“Uno dei film che ha fatto scattare la mia curiosità verso questo mondo è stato “Dracula di Bram Stoker” di Francis Ford Coppola. Mi piaceva il modo teatrale, mistico, in cui Gary Oldman interpretava il suo personaggio, così mi sono avvicinato al cinema”.

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“Gomorra – Le origini” è ambientata nel 1977 in una Napoli completamente diversa rispetto a quella odierna, e affronta varie tematiche, dall’infanzia vissuta in povertà all’illusione di una vita diversa. Com’è stato entrare nelle atmosfere di quell’epoca?

“È stato fantastico, non mi ero mai avvicinato agli anni Settanta, a parte qualche canzone che mi aveva particolarmente colpito. Fin dal primo giorno sul set, vedendo le scenografie e indossando i costumi, ci siamo immersi completamente in quell’epoca che non abbiamo vissuto e che era molto diversa da quella odierna. Io sono nato nel 1992 ed è stato magico vivere quelle atmosfere”.

“Gomorra – Le origini” è il prequel di “Gomorra – La Serie” che ha riscosso successo in tutto il mondo. Cosa l’aveva affascinata di quel progetto?

“Gomorra – La serie ha avuto un impatto significativo perché è stato il primo progetto di quel tipo che è uscito in Italia. Mi è piaciuta sin da subito, in quanto era fotograficamente molto americana. Il fatto che abbia conosciuto Marco D’Amore a un certo punto della mia vita è stato veramente paradossale perché tutti siamo cresciuti con lui, con la sua recitazione visto che in Gomorra – La Serie ha interpretato un personaggio molto influente in un certo senso per Napoli. Non immaginavo però che Gomorra – Le Origini fosse così diversa dal sequel”.

Sono due storie effettivamente differenti benché alcuni personaggi siano presenti in entrambe le serie …

“Sono strutturate in modo diverso anche le due storie. In Gomorra – Le origini si parla tanto di legami, di amicizie, di giovani, di amore, mentre Gomorra – La serie era più cupa, più strong”.

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I giovani protagonisti di “Gomorra – Le origini” sono mossi dal sogno di una vita migliore …

“Questi ragazzini soffrivano veramente la fame. Prima di cominciare a girare la serie mi sono documentato sulla Napoli degli anni ’70 e davvero i bambini di 7-8 anni erano già “grandi” per le cose che facevano, per come parlavano, per il modo in cui affrontavano la vita. E strappano anche tante risate rispetto al gruppo di Secondigliano che è un po’ meno simpatico (sorride)”.

Come si è trovato a lavorare con Francesco Pellegrino che interpreta Angelo ‘A Sirena e con gli altri ragazzi?

“Francesco per me è come un fratello. Ci siamo conosciuti ai provini, grazie a Marco D’Amore che ci ha convocati per fare una callback tutti insieme a novembre 2024, un mese e mezzo prima che ci scegliessero per far parte della serie. Da quel momento abbiamo legato tantissimo ed è stato bello poter lavorare insieme. Marco è stato lungimirante in quanto ha selezionato dei ragazzi molto simili caratterialmente, anche magari per la storia che abbiamo alle spalle, quindi mi ritengo fortunato perché quando in scena, ma anche al di fuori, c’è un affiatamento con gli altri attori è tutto più semplice, è come se il lavoro fosse un flusso continuo”.

Quanti provini ha sostenuto prima di ottenere il ruolo di Mimì?

“Ho sostenuto il primo provino a luglio 2024 mentre l’ultimo è stato il 17 dicembre dello stesso anno, sempre però per il ruolo di Angelo ‘A Sirena. Nel mezzo ho fatto anche un paio di audizioni per Mimì e per ‘A Macchietta. Fino alla fine sono stato in gara con Francesco Pellegrino e Luigi Cardone, ma poi mi hanno scelto per interpretare Mimì”.

Che cosa le ha lasciato questo personaggio?

“In un certo senso mi ha lasciato un po’ di malinconia perché è stato il primo personaggio che ho interpretato da professionista, quindi mi manca tantissimo. Mimì ha un animo buono, molto simile al mio ed è stato un privilegio impersonarlo, così come poter prendere parte a questa avventura e conoscere tante persone fantastiche, dal cast alla troupe. Questo è il ricordo più bello che porto nel cuore”.

Cosa si augura per il 2026?

“Il lavoro dell’attore non è mai sicuro e non si sa cosa succederà domani. Mi auguro quindi di continuare a studiare per poter crescere a livello attoriale e di prendere parte ad altri progetti altrettanto importanti, riuscendo sempre a migliorare me stesso”.

di Francesca Monti

crediti foto posati Antonio Buono:

Lensed by Mia Di Domenico x Campo Base
Grooming Daniela Santoriello
Styling Ciro Siani x Bla Bla Boutique
Location Fondazione Gagliardi
Art Director & Location Supervisor Francesco Della Calce

Si ringrazia Simona Pellino

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