Intervista esclusiva con Angelique: “Essere artista significa saper danzare tra la leggerezza e l’impegno, tra il sorriso e la riflessione, rimanendo sempre autentica”

Oggi abbiamo il piacere di ospitare tra le pagine di SMS NEWS Quotidiano la Dott.ssa Angelica Loredana Anton, in ​arte Angelique, una donna che ha scelto di raccontare il mondo attraverso la bellezza, l’arte, la cultura e la sua profonda sensibilità. In occasione della Giornata Mondiale dei Diritti Umani, Angelique ha scelto la prestigiosa Sala Alessandrina a Roma per presentare il suo nuovo singolo, “Shine for Every Child” un progetto che nasce dal suo cuore e dal suo ruolo di Osservatore ONU. ​In questa chiacchierata, ci racconta come è nato questo brano e cosa significa per lei usare l’arte come strumento per difendere i valori fondamentali dell’uomo. Una testimonianza vera di come la musica possa diventare un messaggio di speranza e di impegno civile.

“Shine for Every Child” viene lanciato nella Giornata Mondiale dei Diritti Umani. Qual è stata la scintilla che ha acceso l’urgenza di dedicare questo brano interamente all’infanzia e ai suoi diritti universali?

“La scintilla è nata dal bisogno urgente di dare voce ai bambini in un momento storico in cui i loro diritti vengono troppo spesso calpestati. Ho sentito che la musica poteva diventare un appello universale: un invito ad aprire il cuore, a guardare negli occhi ogni bambino e a ricordare che ciascuno di loro è una piccola stella che merita di brillare. “Shine for Every Child” nasce così, come una poesia diventata missione: proteggere l’infanzia per illuminare il futuro di tutti”.

Il brano è un “inno alla speranza” e un “appello globale”. Come spera che questo singolo possa tradursi in un cambiamento tangibile o in un sostegno concreto per i bambini che vivono in contesti difficili?

“Spero che “Shine for Every Child” possa trasformarsi in un gesto concreto di consapevolezza e mobilitazione. La musica ha il potere di unire, di aprire gli occhi e di spingere all’azione: se questo brano riuscirà a far riflettere, a sensibilizzare e magari a incoraggiare anche un solo ascoltatore a sostenere un progetto, un’associazione o semplicemente a proteggere un bambino vicino a sé, allora avrà già generato cambiamento. Vorrei che diventasse una scintilla: un invito a fare la propria parte affinché nessun bambino debba più crescere nella paura o nella mancanza, ma possa finalmente brillare”.

Lei è un Osservatore ONU per i diritti umani. In che modo questa esperienza sul campo o istituzionale ha influenzato la stesura del testo, portandola a scrivere che “il mondo va guarito con amore”?

“La mia esperienza come Osservatore ONU per i diritti umani mi ha messo davanti a realtà che segnano profondamente: bambini privati della scuola, della protezione, del gioco, della serenità. Ho visto quanto il mondo possa essere fragile, ma anche quanto possa trasformarsi quando si scelgono la cura e la solidarietà.
È proprio da queste esperienze che nasce la frase “il mondo va guarito con amore”. Perché, oltre alle leggi e alle istituzioni, è l’umanità delle persone — la capacità di tendere la mano, di ascoltare, di proteggere — a fare davvero la differenza. Nel brano ho voluto portare questa consapevolezza: il cambiamento inizia da gesti di amore autentico, ed è lì che si costruisce un futuro migliore per ogni bambino”.

La presentazione del brano e’ avvenuta in una cornice molto simbolica (Conferenza di Pace e Concerto di Natale OIRD). Quale valore aggiunto ha conferito questa sede istituzionale a un messaggio cosi universale?

“Presentare “Shine for Every Child” in una cornice come la Conferenza di Pace e il Concerto di Natale dell’OIRD ha aggiunto una forza simbolica immensa al messaggio del brano. In un luogo dove si parla di dialogo, cooperazione e diritti umani, la musica e’ diventata un ponte naturale: trasformare un appello universale in un gesto condiviso, capace di unire istituzioni, artisti e società civile.
Questa sede ha amplificato il valore del messaggio perché lo colloca esattamente dove deve essere: nel cuore delle decisioni, delle responsabilità e della ricerca di soluzioni concrete. È un modo per ricordare che la pace e la tutela dei bambini non sono solo emozioni, ma impegni reali che tutti – governi, organizzazioni, cittadini – devono assumersi. In questo contesto, la canzone non è solo ascoltata: è riconosciuta, accolta e condivisa come un invito globale all’azione”.

Dopo il grande successo di un brano dal tono estivo e leggero come “You Are the One”, è passata a un progetto profondamente intenso e sociale. È stata una scelta difficile o l’esigenza di un’artista di mostrare le sue diverse sfaccettature?

“Non è stata una scelta difficile, è stata una necessità. “You Are the One” rappresentava la leggerezza dell’estate, la gioia, l’energia vitale della musica. Un’artista non vive in un’unica dimensione: sente, osserva, assorbe ciò che accade intorno a sé.
Passare a un progetto più intenso e sociale non è stato un cambio di direzione, ma un naturale completamento delle mie sfaccettature artistiche. Avevo bisogno di dare spazio anche alla parte più profonda del mio percorso: quella che si impegna, che parla di diritti, che usa la musica per accendere consapevolezza e speranza.
Per me, essere artista significa proprio questo: saper danzare tra la leggerezza e l’impegno, tra il sorriso e la riflessione, rimanendo sempre autentica”.

Quali sono i suoi prossimi progetti che uniscono arte e attivismo? C’è in programma un tour o altre iniziative legate alla diffusione del messaggio di “Shine for Every Child” dopo l’anteprima mondiale di Roma?

“Sto lavorando a un nuovo album di 12 brani, l’uscita è prevista per la prossima primavera. Continuerò a esplorare emozioni, storie e melodie capaci di toccare il cuore. Parallelamente, con la mia squadra stiamo progettando un minitour insieme al gruppo di Giancarlo Nisi, mio produttore artistico e leader dei Poveri ma Belli (ex Milk and Coffee), per portare “Shine for Every Child” e le altre nuove canzoni direttamente al pubblico.
L’idea è creare momenti di musica che siano gioia condivisa: concerti pieni di energia, allegria e emozione, dove l’amore per la vita e per ogni bambino possa essere celebrato insieme. Roma è stata solo l’anteprima di un percorso che voglio far crescere, per illuminare con musica e sorrisi ogni palco e ogni pubblico”.

di Patrizia Faiello

credit foto Mario Giannini

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