L’Italia calcistica si affida all’Atalanta, unica sopravvissuta dopo i playoff, che difenderà il tricolore negli ottavi di finale.
Una autentica impresa quella realizzata dagli orobici di Raffaele Palladino che lottano fino all’ultimo minuto e proprio allo scadere del recupero realizzano il goal qualificazione con il calcio di rigore trasformato da Samardzic.
Un penalty letteralmente regalato dai tedeschi che sbagliano il rilancio con il portiere Kobel, consentendo a Pasalic di scavalcarlo con un pallonetto; sul pallone si fionda Krstovic che viene anticipato con un colpo di tacco dal difensore Ramy Bensebaini, ma prima di colpire la sfera il giocatore giallonero ferisce in pieno volto l’attaccante atalantino. L’arbitro Martinez concede solo il corner, ma dopo la revisione al monitor concede un ineccepibile tiro dagli undici metri che decide la qualificazione.
La sfida del Gewiss Stadium inizia nel migliore dei modi per l’Atalanta che già al 4° minuto sblocca il risultato; azione sulla fascia sinistra di Bernasconi e assist rasoterra per Scamacca che sfr
Gli ospiti allenati da Kovac, provano a reagire e creano due situazioni pericolose con Guirassy e Brandt, ma la Dea gestisce con ordine il vantaggio ed al 44° riporta in parità il discorso qualificazione; da una azione prolungata nell’area germanica il pallone arriva sui piedi di Zappacosta che lo sposta sul destro e conclude verso la porta; una deviazione tedesca spiazza
L’inizio della ripresa è pirotecnico con il Borussia che sfiora la rete con una girata di Guirassy ed il palo colpito da Beier. I nero-azzurri sembrano in difficoltà, ma 57° arriva il tris che regala temporaneamente la qualificazione all’Atalanta. Azione costruita da De Roon e traversone sulla tre-quarti sul quale Pasalic si fionda sul secondo palo e deposita nell’angolo basso alla sinistra di Kobel.
Il Borussia non ha più nulla da perdere e si proietta nella metà campo lombarda creando mischie e situazioni pericolose. Il goal sembra nell’aria ed arriva ad un quarto d’ora dal termine con una conclusione a giro sotto la traversa di Karim Adeyemi.
Con l’ingresso di Krstovic i padroni di casa spingono all’attacco, creano un paio di occasioni e nell’ultimo minuto di recupero realizzano il meritato goal qualificazione con il rigore di Samardzic.
Non riesce invece la “remuntada” alla Juventus che, seppur in dieci uomini dall’inizio del secondo tempo, riesce ad imporsi per 3-0 e trascinare il Galatasaray ai supplementari, ma al 105° una rete di Osimhen decide il discorso qualificazione a favore dei turchi.
La sfida dello Stadium (tutto esaurito) inizia con un corner per i giallorossi, ma Perin è attento sul colpo di testa di Osimhen. La Juve reagisce con una deviazione aerea di Gatti che finisce di poco alta sopra la traversa, ma è sempre il Galatasaray a rendersi pericoloso con Osimhen che costringe ancora una volta Perin alla deviazione plastica in angolo.
L’undici di Spalletti prova ad alzare il ritmo, costringe Cakir a compiere due ottimi interventi sulle conclusioni di Locatelli e Yildiz, ma i turchi sono maestri nello spezzare il ritmo, rallentare il gioco e sfruttare il grande vantaggio maturato all’andata.
Spalletti continua a protestare con il quarto uomo per le continue perdite di tempo del Galatasaray, ma la verità è che la Juventus conferma una eccessiva leggerezza in fase offensiva dove è evidente la mancanza di un vero centravanti di peso.
Al 35° la sfida potrebbe riaprirsi quando l’arbitro concede un calcio di rigore per fallo di Torreira su Thuram. Dagli undici metri si presenta Locatelli che spiazza l’estremo difensore turco e porta in vantaggio i bianconeri.
Il primo tempo con una buona occasione per David su cross di Yildiz, ma l’attaccante canadese non trova la coordinazione giusta per la deviazione in rete.
La ripresa inizia malissimo con il secondo cartellino giallo subito da Kelly che sbaglia l’intervento aereo e colpisce involontariamente la caviglia di Yilmaz.
Una decisione sinceramente poco comprensibile che però complica ulteriormente le residue speranze bianconere.
Al 55° buona giocata di Yildiz sulla sinistra e conclusione sul primo palo deviata in angolo. Gli animi sono accesi e l’atmosfera diventa rovente con la Juve che prova il tutto per tutto anche in inferiorità numerica.
Il Galatasaray mantiene il possesso palla, cerca di far passare il tempo e cerca di controllare il gioco anche se i bianconeri non si arrendono e provano a pressare anche se in dieci uomini.
Al 66° la palla buona è sul piede di Conceicao, ma Cakir è attento sul primo palo e blocca. Spalletti prova ad inserire forze fresche con Zhegrova e Boga al posto di Conceicao e David.
Al 68° i bianconeri trovano sorprendentemente il raddoppio con un comodo tap-in di Gatti che mette in rete a porta vuota dopo una deviazione di Cakir sul tiro di Kalulu.
Lo Stadium spinge i propri beniamini all’attacco credendo ancora nella rimonta, anche se cresce il rammarico per la pesante sconfitta dell’andata che ha compromesso la qualificazione.
Al 76° Thuram si incunea nell’area turca, ma sull’uscita di Cakir, invece di tirare di potenza, prova un pallonetto che finisce alto sopra la traversa. Passano due minuti e sulla giocata di Boga, Yildiz in scivolata devia il pallone sul palo a portiere battuto.
La rete però è nell’aria ed alla fine arriva all’81° con un colpo di testa sotto porta di McKennie su un pallone allungato da Koopmeiners. Minuti finali di grande battaglia, entra in campo anche Icardi nelle file giallorosse, ma il risultato non cambia e la qualificazione viene decisa ai tempi supplementari.
Al 95° la Juve spreca una clamorosa occasione con Zhegrova che non trova la porta davanti al portiere su comodo passaggio smarcante di McKennie ed al 105°, proprio allo scadere del primo tempo supplementare, arriva la rete di Osimhen che supera Perin da distanza ravvicinata, sfruttando un perfetto assist di Yilmaz.
Spalletti prova l’ultima mossa inserendo Openda e Kostic al posto di Kalulu e Locatelli. Zhegrova inventa una penetrazione sulla destra ma Cakir si fa trovare pronto alla deviazione. Gli uomini di Spalletti provano fino alla fine, ma al 118° la rete di Baris Alper Yilmaz sancisce il definitivo 3-2 che vale una sofferta qualificazione.
Nelle altre due partite dei playoff previste in serata, qualificazioni più sofferte del previsto per il Real Madrid che si impone per 2-1sul Benfica dopo aver già vinto di misura a Lisbona, e per i campioni in carica del Paris Saint Germain che al Parco dei Principi vanno in svantaggio contro i cugini del Monaco e concludono solo con un pareggio per 2-2.
di Fulvio Saracco
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