Sting, il profeta buono della buona musica

di Carlo Zannetti

Quella notte, era una notte strana. La luna era grandissima, con il suo viso bianco e  paffuto che si rispecchiava sullo specchio rotondo dell’acqua di un pozzo che mattone su mattone  superava di poco l’orizzonte di quel grande giardino nero. Il ragazzino Gordon Matthew Sumner si sporgeva e  rideva, perché vedeva la sua testolina incastonata dentro a quella grande perla che se ne stava immobile sul fondo di quella profonda cavità scavata nella terra. Forse é stato così o forse no, ma in fondo che importa.

Il mio é sempre stato un sogno, un desiderio, una follia.

Entrare con la mente nel passato, descrivere momenti che non ho mai vissuto, affiancare i miei artisti prediletti in una vecchia fotografia in bianco e nero, oppure, riuscire a toccare i loro vecchi strumenti musicali per assorbire un po’ di quella sopraffina creatività .

Le foto parlano?  Gli oggetti ci possono raccontare alcuni istanti di vita passata dei loro proprietari? La musica é un mistero? L’amore e la sofferenza sono gli  unici veri motori del mondo dell’arte?

Vola l’immaginazione nello spazio e nel tempo senza  seguire né le regole né la logica .

E’ la vera libertà che prende una forma.

Una volta mi sono ritrovato vicino a Louis Armstrong che suonava la tromba per sua moglie di fronte alle maestose e misteriose piramidi in Egitto. Poi a fianco a John Lennon mentre scriveva “Across the Universe”, recentemente di fronte agli occhi di Jim Morrison in una folle notte parigina e pochi giorni fa con una chitarra usata da Kurt Cobain che piangeva tra le mie mani.

Un giorno mi ritrovai persino vicino a Sting con la mia motocicletta sotto la Tour Eiffel insieme ai mitici “The Police” , in quella famosissima fotografia.

Fu proprio quel bambino, il bambino della luna, Gordon Matthew Sumner, a divenire nel tempo il grande Sting.

Il cantautore inglese nacque a Wallsend, nella periferia a nord di Newcastle upon Tyne., una cittadina più o meno a metà strada tra Liverpool ed Edimburgo, in Inghilterra. Era il 2 ottobre del 1951.

Sting significa “Pungiglione” e deriva da “Stinger” che in inglese significa “Colui che punge”. Un appellativo che il famoso cantautore e musicista inglese si porta dietro da quando suonava nei pub indossando una maglia, probabilmente da calcio, a righe orizzontali gialle e nere, con i colori che ricordavano quelli del calabrone o della vespa.

Fin da piccolo una grande passione per la musica, dapprima la chitarra, poi per il basso suonato con grandissima maestria e condito da una voce particolare, molto intonata.

Sting iniziò la sua attività in campo musicale suonando con  una nota band di estrazione jazz,  la “Newcastle Big Band”. Il futuro leader dei  Police però non poté dedicarsi subito alla musica da professionista perché fu costretto dalle non buone condizioni economiche della sua famiglia a dedicarsi ai più svariati lavori.

La svolta avvenne del 1976 quando a Londra incontrò il batterista statunitense Stewart Copeland. Sting era un uomo affascinante ed un ottimo musicista che nel 1977 conquistava il pubblico con la sua abilità.  I due insieme al chitarrista Henry Padovani fondarono una band rock – pop straordinaria, i Police. Poco dopo, Henry venne sostituito da Andy Summers, ed ecco a voi uno dei gruppi più famosi degli anni settanta e ottanta. Il loro primo successo fu una bomba, quando venne ripubblicato nel 1979, s’intitolava “Roxanne”. “Roxanne tu non devi avere niente a che fare con quella luce rossa”. E’ la storia di un ragazzo che si innamora di una prostituta. E’ subito una delle più importanti affermazioni internazionali. La bellezza di un brano che aveva un ritmo nuovo che venne definito in seguito “Reggae ‘n Roll”, un bel testo ed un indiscutibile  bravura dei tre che riuscirono a fare della grande musica pur essendo numericamente pochi  rispetto ad alcune band dell’epoca. Sempre  nel 1979 uscì il nuovo album “Reggatta De Blanc” che contiene nuovi indimenticabili brani come “Walking on the Moon” e “Message in a Bottle”. Dopo l’uscita di altre due raccolte i Police pubblicarono un altro album capolavoro dal titolo “Synchronicity” nel 1983 che contiene la stupenda canzone “Every Breath You Take”. Ma Sting e Copeland non andavano più d’accordo e così nacque un nuovo fenomeno, un solista formidabile. E’ del 1985 il singolo “ If You Love Somebody Them Free” per ben tre volte disco di platino. Sting nel corso della sua carriera collaborò con Frank Zappa, Bruce Springsteen, Tracy Chapman, Peter Gabriel, Luciano Pavarotti e Dave Stewart solo per citarne alcuni.

Un uomo che verrà ricordato per sempre non solo per il grande talento musicale ma anche per la sua generosità nel sostenere le lotte portate avanti con tenacia e coraggio da alcuni movimenti ambientalistici ed umanitari di livello internazionale. Un vero profeta buono della buona musica  che manifestò il suo talento e la sua dolce sensibilità anche nella bellissima canzone “Fragile” del 1987: “….dalla violenza non può e non è mai potuto nascere nulla……..la pioggia continuerà a cadere su di noi come lacrime di una stella, la pioggia continuerà a ricordarci quanto siamo fragili…”

Un bel messaggio, grazie Sting.

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