Dopo aver ammaliato l’Italia, Carmen Consoli conquista anche la Spagna con il suo “Eco di Sirene Tour”

Dopo aver ammaliato l’Italia, Carmen Consoli conquista anche la Spagna con il suo “Eco di Sirene Tour”, andato in scena il 26 giugno alla Sala Jerusalem di Valencia, dove ha riscosso un grandissimo successo. La cantantessa, sul palco insieme alla violinista Emilia Belfiore e alla violoncellista Claudia della Gatta, ha interpretato i suoi più grandi successi applaudita dal numeroso pubblico presente. La tournée in terra iberica prosegue il 28 giugno al Berlin Cafè di Madrid e il 29 e 30 al Jamboree Club di Barcellona.

A luglio Carmen farà ritorno in Italia per una nuova serie di live: l’8 sarà a Stra (Venezia), il 14 e 15 a Barolo (Cuneo) insieme a Max Gazzè e Daniele Silvestri, il 21 a Riola Sardo (Oristano), il 23 a Saint Pierre (Valle d’Aosta), il 26 a Porto Recanati (Macerata), il 27 a Roma, il 29 a Gardone Riviera (Brescia) e il 30 a Verrucchio (Rimini). Il 9 agosto si esibirà a Tindari (Messina).

Qui la mia recensione di Eco di Sirene, che ho avuto il piacere di vedere a Milano:

La sirena Carmen Consoli, vestita con un abito lungo di colore bianco, ha imbracciato la chitarra e ha ammaliato il Teatro Dal Verme di Milano con la prima di quattro date sold out del suo nuovo tour teatrale “Eco di Sirene”, che la vede sul palco insieme alla violinista Emilia Belfiore e alla violoncellista Claudia della Gatta, “tre fimmine di acqua salata con l’anima caramellata”, come ha detto la stessa cantautrice. Sono loro le tre perle racchiuse all’interno di un’enorme conchiglia che fa da scenografia allo spettacolo, in cui Carmen Consoli tratteggia con vividi colori, attraverso note e parole, tanti piccoli quadri di vita quotidiana con al centro le donne, raccontando il mondo femminile, fatto di amore, maternità, ma anche di abbandono, di violenza, di momenti difficili da affrontare.

Si passa così da “Fiori d’arancio”, in cui una donna viene lasciata sull’altare, a “Mio zio” che affronta il tema della violenza domestica, e ad un omaggio alla grande cantautrice Rosa Balistreri, con due brani in lingua siciliana, fino ad arrivare alle canzoni dell’ultimo disco della Cantantessa “L’abitudine di tornare”, e ad alcuni suoi grandi successi, da “L’ultimo bacio” a “Parole di burro”, dall’intensa “Geisha” a “Confusa e felice”, da “Mandaci una cartolina”, dedicata a suo papà a “Questa piccola magia”, dedicata a suo figlio Carlo.

Le sirene, dicevamo, sono il fulcro attorno a cui ruota lo spettacolo, ma come ha spiegato Carmen non sono solo creature dal canto ammaliatore: “La sirena è anche un segnale d’allarme, che a volte avvisa i marinai del pericolo di guerra. Eco di sirene l’ho scritta venti anni fa quando c’era la guerra nei Balcani, ora c’è in Libia e in Siria. Il trend della guerra non passa mai. Così come l’impegno dei leoni da tastiera, che si nascondono dietro ad uno schermo, o la determinazione di chi sceglie di isolarsi come l’Inghilterra o di costruire nuovi muri come l’America”.

credit foto Francesca Monti

Per oltre due ore sul palco del Dal Verme è andato in scena uno spettacolo coinvolgente, da cui trasparivano arte e musica, attraverso la voce seducente e incantevole di Carmen Consoli, capace di trasmettere emozioni e di trasportare il pubblico in un viaggio musicale intenso attraverso le storie da lei cantate, con fini arrangiamenti sonori.

Una menzione va fatta anche per Gabriella Lucia Grasso, che ha aperto il concerto e che ha da poco pubblicato l’album “Vussia Cuscenza”.

E quando la Cantantessa è tornata sul palco per il bis finale tutto il Teatro Dal Verme le ha tributato una standing ovation cantando con lei “Quello che sento” e “Amore di plastica”, a suggellare un live in cui ancora una volta Carmen ha dimostrato tutto il suo immenso talento e che ha chiuso con un ringraziamento ai suoi fan che la seguono e supportano da tanti anni: “Spero di essere alla vostra all’altezza”. Anche da parole di questo tipo si vede la grandezza di un artista. Chapeau.

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