Viaggio alla scoperta delle Marche

Dopo aver visitato alcune tra le più belle capitali del mondo, passiamo ora alla nostra meravigliosa Italia. Il nostro viaggio parte dalle Marche, una terra stupenda che purtroppo lo scorso anno è stata colpita dal terremoto, che ha causato parecchi danni ad alcune città e alle attività commerciali. Andiamo allora alla scoperta delle bellezze di questo territorio. Il nostro viaggio inizia da Ancona. Il nome della città deriva da ankon (“gomito” in greco), in riferimento allo sperone roccioso proteso nel mare che forma il porto naturale di Ancona. La prima tappa è stata in piazza della Loggia dove si trova la Loggia dei Mercanti, risalente al quindicesimo secolo, uno dei pochi monumenti medievali sopravvissuti ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Poco distante si trova la chiesa medievale di Santa Maria della Piazza,conosciuta precedentemente come Santa Maria del Canneto perchè situata in una zona paludosa e con il nome di Santa Maria del Mercato,quando nella piazza antistante si svolgeva il mercato settimanale.
Costruita tra il XI e il XII secolo sulle rovine di due chiese paleocristiane,ha mantenuto  una pianta rettangolare a croce latina, divisa in tre navate, con la zona dell’altare sopraelevata, preceduta da un’ampia scalinata e con una facciata del XIII secolo.
Il portale risalente al 1297 è finemente scolpito con una miriade di figure,alcune legate alla tradizione religiosa medievale, altre con riferimenti alla storia con scene e soggetti di guerra.
Nel 1495 la Chiesa di Santa Maria venne distrutta completamente da un incendio:ricostruita dopo quasi duecento anni, nel 1690, fu abbattuta da un violento terremoto.
Al passaggio di Napoleone Bonaparte l’edificio venne adibito prima a stalla e poi a zecca.
Riaperta al culto nel 1806 con il nome di San Rocco e Maria, restaurata nel 1916 e nel 1975, spesso è sede di concerti di musica sacra e classica grazie alla sua perfetta acustica.

Nella vicina Pinacoteca comunale Podesti e nella Galleria d’arte moderna si trovano le tele di Tiziano, Lorenzo Lotto e Carlo Crivelli.

Il centro storico e monumentale di Ancona è sul Colle Guasco, dove si trovava l’Acropoli Greca e, oggi, la Cattedrale di S. Ciriaco.
Questa chiesa, sorta sui resti di un tempio greco-italico del IV secolo e sulla successiva basilica paleocristiana del V-VI secolo d.C., presenta influenze bizantine, romaniche e greche.

Il porto di Ancona era già importante nell’antichità ed è oggi uno dei primi porti dell’Adriatico.
Ciò che identifica la zona portuale è l’Arco di Traiano, costruito in marmo nel 115 d.C. da Apollodoro, fiancheggiato da quattro colonne d’ordine corinzio e sopraelevato da un’alta scalinata.

Più avanti, sorge un altro arco, quello Clementino, in pietra d’Istria, voluto da Clemente XII Corsini, opera di Luigi Vanvitelli (1738) e la Mole Vanvitelliana o Lazzaretto, collegato alla terraferma tramite ponti.
Quello che un tempo fu luogo di rifugio e di purificazione degli appestati,oggi è diventato un grande luogo culturale dove si svolge l’ormai tradizionale festival “klezmer”, Festival della Musica originata nelle comunità ebraiche dell’Europa orientale.
Nei dintorni di Ancona meritano una visita: la Gola di Frasassi (68 km),con grotte di origine carsica di grande interesse speleologico, i borghi medievali di Serra San Quirico, Sassoferrato, Fabriano.

La cucina anconetana risente delle influenze umbre e romagnole che utilizzano sia il pesce che i prodotti dell’entroterra.
Tra i piatti tipici ci sono i ravioli ai filetti di sogliola, il coniglio farcito, lo stoccafisso all’anconetana, il brodetto, i maritozzi, il ciambelline e il frustingu (torta casalinga a base di farina bianca e gialla,fichi secchi, uva passa, noci e pinoli).
I vini caratteristici di queste zone sono il “Conero” e il “Verdicchio” di Jesi.

Senigallia

Da Ancona abbiamo raggiunto Senigallia, il cui centro è caratterizzato da un portico, che accoglie con le sue ventiquattro colonne in stile dorico, il quotidiano e pittoresco mercato di pesce, frutta e verdura.

Sulla Piazza del Duca si affaccia il Palazzetto Baviera, eretto per volontà di Giovanni Giacomo Baviera, zio materno e luogotenente di Giovanni della Rovere,contemporaneamente alla Rocca, forse, su progetto di Baccio Pontelli.
Tra le particolarità del Palazzetto ci sono gli stucchi, risalenti al 1590, che ornano le volte di cinque sale.
Essi sono opera del celebre plasticatore urbinate Federico Brandani e illustrano episodi tratti dall’Iliade, dalla Genesi, dalla Storia di Roma e le fatiche di Ercole.

I Portici Ercolani ricordano nel nome monsignore Giuseppe Ercolani (1677-1759)che li ha progettati alla metà del Settecento per ospitare annualmente la secolare Fiera Franca o Fiera della Maddalena. Costeggiano la riva destra del fiume Misa con una suggestiva sequenza di centoventisei arcate in pietra d’Istria.

La Rocca Roveresca è il più importante monumento di Senigallia. La sua struttura attuale è dovuta alla volontà di Giovanni Della Rovere, Signore della città dal 1474 al 1501. Egli era il genero di Federico da Montefeltro, Duca di Urbino che gli mise a disposizione i migliori architetti del tempo. I lavori furono inizialmente affidati a Luciano Laurana, che progettò la parte residenziale della Rocca e il ponte levatoio che la collegava all’antistante piazza. I lavori furono poi affidati a Baccio Pontelli che circondò la parte residenziale con la vera e propria struttura difensiva, di forma quadrilatera ai cui angoli sono posti quattro massicci torrioni circolari, collegati fra loro e con il corpo centrale, da un organico sistema di comunicazione, verticale e orizzontale.

Il Palazzo del Duca, sta invece di fronte alla Rocca, costruito dai Dalla Rovere a metà del 500, come dimora di rappresentanza per la corte e per i suoi ospiti.
Uno splendido soffitto a cassettoni attribuito a Taddeo Zuccari, impreziosisce la Sala del Trono.

La cosiddetta Fontana delle Anatre o dei Leoni è stata edificata nel 1599 e voleva celebrare il prosciugamento delle insalubri paludi infestate dalla malaria.

Il Seicentesco Palazzo del Governo è attribuito all’Architetto Urbinate Muzio Oddi.
Sulla facciata c’è la Fontana del Nettuno, simbolo della città, chiamata affettuosamente dai senigalliesi “il Monco in piazza”.
Sul lato sinistro, guardando la fontana, si ammira l’imponente facciata della settecentesca dimora di Giulio Carlo Fagnani, celebre matematico senigalliese.
Dopo aver visitato la città di Senigallia ci si può rilassare sulla cosiddetta spiaggia di velluto per prendere il sole e fare un tuffo nel mare.

A tre chilometri da Senigallia, sul colle, sorge la chiesa di S. Maria delle Grazie.
Nella chiesa si conserva un dipinto del Perugino. Nei pressi si trova anche il parco archeologico di Suasa Senonum, città romana fondata dai Galli Senoni e distrutta dai Goti di Alarico nel 409.

loreto

La splendida città di Loreto, deve la sua fama al santuario dove si conserva e si venera la Santa Casa della Vergine Maria; un luogo sacro, definito da Giovanni Paolo II il “vero cuore mariano della cristianità”.
Il santuario è stato per secoli ed è ancora oggi uno dei luoghi di pellegrinaggio trai più importanti del mondo cattolico. E’ stato visitato da circa 200 santi e beati, e da numerosi Papi. Secondo un’antica tradizione la Santa Casa è proprio la casa di Nazareth in cui Maria nacque, fu educata e ricevette l’annuncio angelico.
La casa era costituita da una camera in muratura composta da tre pareti in pietra poste a chiusura di una grotta scavata nella roccia.

La grotta è tuttora venerata a Nazareth, nella Basilica dell’Annunciazione, mentre le tre pareti di pietra, secondo la tradizione, nel 1294 furono trasportate a Loreto quando i crociati furono espulsi dalla Palestina.
Documenti e scavi archeologici vanno confermando l’ipotesi che le pareti della Santa Casa sono state trasportate a Loreto su una nave, per iniziativa della nobile famiglia Angeli, che regnava sull’Epiro.

Un documento, risalente al 1294 e scoperto di recente, attesterebbe che Niceforo Angeli, despota dell’Epiro, nel concedere la propria figlia Ithamar in sposa a Filippo di Taranto, figlio del re di Napoli, Carlo II d’Angiò, gli diede in dote una serie di beni tra i quali compaiono: “le sante pietre portate via dalla Casa della Nostra Signora la Vergine Madre di Dio”.
Dalla metà del 1400, per proteggere queste umili mura di pietra e per accogliere la crescente folla di pellegrini in visita alla sacra reliquia,a Loreto iniziarono i lavori per la costruzione del magnifico santuario.

Tra le opere più pregevoli, il rivestimento marmoreo che avvolge le pareti della Santa Casa, voluto da Giulio II e realizzato su disegno del Bramante (1507) è considerato uno dei più grandi capolavori scultorei dell’arte rinascimentale.
Da allora grandi artisti si sono succeduti nei secoli per abbellire il santuario la cui fama si è diffusa rapidamente in tutto il mondo divenendo meta privilegiata di milioni di pellegrini: da Cristoforo Roncalli detto il Pomarancio che dipinse la Sala del Tesoro e la cupola, a Francesco Selva che decorò l’Atrio della Sacrestia, mentre Tiburzio Vergelli costruì il maestoso battistero.

A completamento dei lavori, Carlo Maderno creò nel 1600 la fontana che orna la piazza del santuario, mentre nel 1700 Luigi Vanvitelli realizzò il campanile che svetta sul lato sinistro della basilica.
Tutta la città di Loreto, immersa nella tranquillità della splendide campagne delle Marche, si è sviluppata attorno al Santuario della Santa Casa, che sorge su una collina e offre uno splendido panorama che spazia dal mare al Monte Conero, fino all’Appennino umbro-marchigiano.

Inoltre lo splendido borgo sorto attorno alla basilica offre notevoli suggestioni panoramiche e ospita la Pinacoteca Comunale della Piazza del Santuario in cui sono custodite le tele del magnifico pittore veneziano Lorenzo Lotto.
Degno di particolare nota è il pellegrinaggio Macerata-Loreto che si svolge dal 1978, anno dell’elezione di Giovanni Paolo II e che vede ogni anno decine di migliaia di pellegrini giungere a piedi al Santuario da Macerata.

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La quarta tappa del nostro viaggio è stata Fano. L’imponente Arco d’Augusto è l’ingresso principale alla città. Risalente al primo secolo a.C. l’Arco è composto da un fornice centrale e da due arcate minori laterali. Addossate all’arco sono le logge di San Michele e l’omonima chiesa, la cui facciata è adornata da un portale rinascimentale. Della chiesa oggi sconsacrata costruita nel XV secolo,resta lo stupendo portale a candeliere, scolpito da Bernardino di Pietro da Corona (1511-1512). La facciata della chiesa è stata arretrata nel 1936-37 per lasciare libero l’Arco di Augusto.
La Loggia Rinascimentale, al di là dell’arco, che ne caratterizza l’ingresso fu costruita con le pietre dell’attico romano abbattuto durante l’assedio del 1463.

Nel cuore della città è situata Piazza XX Settembre, chiamata durante il medioevo  Platea Magna o Piazza Grande.
Qui sorge il Palazzo del Potestà o Palazzo della Ragione del 1299, purtroppo un terzo della facciata originale è andato distrutto durante la II guerra mondiale così come la torre dell’orologio.
In origine il portico era completamente aperto, e “le logge” erano usate dai mercanti come riparo dalle intemperie. Al centro della Piazza vi è la Fontana della Fortuna del  XVI secolo.

Attraverso un’arcata rinascimentale del 1490 si entra nella Corte del Palazzo Malatesta,dove è possibile osservare la loggia del Sansovino. Dal 1954 la Corte Malatestiana è sede, durante l’estate, di rappresentazioni liriche e di prosa,di concerti e di balletti, di opere classiche e moderne.
Monumento simbolo della città è la Rocca Malatestiana, situata all’estremità nord-orientale dell’antica cinta muraria, che sorge sui resti di opere di difesa romane e medioevali per ordine di Sigismondo Malatesta assistito da Filippo Brunelleschi verso la fine del 1438.
Un doppio ponte levatoio munito di rivellino permetteva di superare il fossato e di accedere al vasto cortile, delimitato dai muri di sostegno dei camminamenti e dal basso fabbricato che sul lato orientale ospitava le celle e la piccola cappella.

A Fano si trovano anche le due tombe dei Malatesta: una rinascimentale, di Pandolfo III, autore Leon Battista Alberti, l’altra della moglie Paola Bianca in stile gotico, entrambe collocate sotto il portico dell’ex chiesa di S.Francesco. Tra gli edifici di interesse storico-artistico c’è Santa Maria Nuova, chiesa cinquecentesca, al cui interno è conservata la tavola del Perugino Madonna e Santi, realizzata in collaborazione col giovane Raffaello Sanzio. Da vedere anche la chiesa di San Pietro ad Valium, costruzione barocca del diciassettesimo secolo, ornata da stucchi, affreschi e dorature e la chiesa cinquecentesca di San Paterniano, ma anche il Teatro della Fortuna,realizzato nel 1665 dal celebre scenografo Giacomo Torelli.

Fano è una cittadina ricca di bellissime spiagge e di interessanti eventi, tra cui il famoso Carnevale, replicato in estate.

Vi sono poi la manifestazione “In Canto – Le voci della lirica”, il”Fano Film Festival”, il “Fano Teatro”, “Il Violino e la Selce” e il “Fano Jazz by the sea”.
La seconda domenica di ogni mese e il sabato precedente a Fano ha luogo una frequentatissima “Fiera dell’antiquariato”.

Fa novanta prodotti tradizionali, come il Tartufo nero e il pesce azzurro,il re del “Brodetto alla Fanese”, preparato dai pescatori con il pesce freschissimo, cotto con ingredienti poveri.
Altra specialità è il formaggio di fossa che precede la chiusura dei menù, con la “Moretta”, la specialità fanese per eccellenza:caffè caldo zuccherato, corretto all’anice, con rum, brandy e scorza di limone.

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La quinta città visitata è stata Urbino, dove ha sede il Palazzo Ducale, edificato da Federico di Montefeltro nel corso del XV secolo sopra un precedente edificio.
Dal cortile interno si accede alle sale dove è situata la Galleria Nazionale delle Marche che custodisce pregevoli opere d’arte.
Tra i dipinti in mostra si trovano tele di artisti famosi come Raffaello Sanzio (Ritratto di gentildonna), Tiziano Vecellio (Ultima Cena e Resurrezione), Luca Signorelli e Piero della Francesca.
Oltre al museo si possono visitare le sale con arredi d’epoca e gli immensi sotterranei del palazzo.
Tra le stanze e i magazzini c’è una “nevaia” dove veniva conservata la neve fino all’estate.
A pochi metri dal Palazzo Ducale sorge la piccola casa natale di Gioacchino Rossini.
La nostra visita di Urbino prosegue in piazzale Roma, dove fu eretto il monumento a Raffaello (1897), e dove si trovano le mura cinquecentesche e la fortezza Albornoz.

Il Duomo invece fu ricostruito in stile neoclassico su disegno di G. Valadier sopra una chiesa quattrocentesca. Al suo interno sono conservate opere di F. Barocci (Ultima Cena), di Lodovico Viviani e di Jacopo Palma.

Tra le cose da vedere ci sono la casa di Raffaello, un edificio quattrocentesco,oggi sede dell’Accademia di Raffaello, dove è custodita una collezione di quadri fiamminghi, riproduzioni delle opere dell’artista e un affresco di Raffaello, la Madonna col Bambino, fatto in età giovanile.

Passeggiando per le strade della città si possono vedere il Palazzo dell’Università che un tempo era la residenza dei duchi di Urbino (1506), il Teatro di Urbino (1853), gli scavi del teatro romano (I secolo d. C.) e la piccola chiesa di S. Francesco.

Il nostro viaggio è proseguito con l’ultima tappa, Pesaro, dove abbiamo visitato il Palazzo Ducale, il più antico dei quattro che sorgono intorno alla Piazza del Popolo.
All’interno ci sono il camino della sala d’aspetto, opera di Federico Brandani, raffigurante una corsa di bighe intorno alle mura, gli eleganti arabeschi delle due sale che precedono il salone ed il camerino da bagno, detto di Lucrezia Borgia moglie di Giovanni Sforza, con i suoi splendidi stucchi colorati.
Questo palazzo fu eretto nel secolo XV per volere di Alessandro Sforza e fu restaurato successivamente.

La Cattedrale di Pesaro è ubicata in prossimità di una delle quattro porte di accesso dell’antica città romana. Di stile neoclassico, interamente ristrutturata nella seconda metà del XIX secolo, venne ricostruita sul duomo romanico – gotico del XIII secolo, a sua volta edificato su una basilica del VI secolo, la quale sorgeva sui resti probabilmente di un edificio adibito al culto cristiano e fu terminata nel 1357 con il completamento del campanile.
Il Palazzo Toschi Mosca è invece l’ edificio che fu abitazione della famiglia Mosca e venne ultimato soltanto nel XVIII secolo. Grazie alle sue 14 sale e all’ampio salone divenne nei primi anni del Novecento l’ideale sede di un museo, infatti qui si trovano la Pinacoteca e il Museo delle Ceramiche.
Nella prima sono conservate importanti opere di Giovanni Bellini (la Pala di Pesaro, l’Incoronazione della Vergine, la Crocefissione), di Guido Reni (la Caduta dei Giganti) e di Antonio Canova.
Nel Museo delle Ceramiche è custodita un’importante raccolta di oggetti di fattura italiana, perché Pesaro tra il XIV e il XVIII secolo fu assai rinomata in Europa per la produzione delle maioliche.

La Rocca Costanza è invece un edificio rinascimentale a pianta quadrata orientata sui quattro punti cardinali con torrioni cilindrici ai vertici. I lavori della rocca furono iniziati nella primavera del 1474.
Questa struttura non si limitava a quello di semplice luogo di fortificazione, ma venne sfruttato dagli Sforza anche come residenza privata.
Il piano interrato accoglie ampi sotterranei, mentre il piano superiore adibita a carcere, accoglieva i detenuti.
La splendida cappella ottocentesca con volta ad ombrello affrescata si trova nel piano un tempo riservato ai detenuti.
Tra le cose da vedere c’è anche l’imponente Sfera adagiata sulla superficie dell’acqua di una fontana da cui si guarda il mare, è la fusione in bronzo realizzata nel 1998 dallo scultore Arnaldo Pomodoro sul modello in poliestere giunto a Pesaro nel 1971 ma realizzato nel 1967 per l’Expo di Montreal. L’opera originale si trova oggi a Roma davanti all’ingresso principale della Farnesina,sede del Ministero degli Esteri.
Dagli anni Settanta, i pesaresi si sono affezionati a questa ‘presenza’ in piazzale della Libertà, iniziando a chiamarla familiarmente ‘la palla di Pomodoro’. Da allora, la Sfera Grande è diventata meta tradizionale d’incontro per chi deve vedersi al mare oppure riferimento stradale inequivocabile ogni volta che si debbano fornire informazioni ai visitatori di passaggio in città.

A poca distanza dal centro di Pesaro (15 km circa) si trovano due località interessanti: Gabicce Mare, noto centro balneare della riviera adriatica, e Gradara, cittadina medievale dove si produce il vino Sangiovese.

Testo e foto di Francesca Monti

 

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