Intervista con Aba: “Oxygen è un disco che mi rappresenta moltissimo”

di Francesca Monti

Si chiama “Oxygen” ed è uscito il 14 luglio il nuovo progetto discografico di Aba, artista dalla voce particolare, apprezzata da colleghi italiani ed internazionali.
Dopo il successo del singolo “Get me high”, hit dell’estate 2016, Aba pubblica il suo primo album di canzoni originali, con tredici brani da cui traspare la sua duplice anima, quella più rock e funk, e quella soul e blues.
L’uscita del disco è stata anticipata in radio e nei digital store dalla canzone “Never Done Before” che riprende il filone del funk rock anni Settanta, ed è un inno all’amore libero.

“Oxygen”, composto insieme a Carlo De Bei (chitarrista del compianto Mango) e Walter Ferrulli, e con il fondamentale aiuto di Chuck Rolando e Fabrizio Ferrari, raccoglie tanta vita di Aba, sofferenze e dolori, gioie, sentimenti, filosofia di vita, di una ragazza determinata, sensibile, forte quando neanche sa di esserlo, passionale, complicata, ma semplice nella ricerca delle emozioni quotidiane.

Finalista ad “X Factor”, edizione 2013, dove ha avuto l’opportunità di crescere professionalmente sotto la guida di Elio, Aba ha preso parte ad una puntata di “Un posto al Sole” su RaiTre – interpretando se stessa come ospite musicale del “Bar Vulcano” – e ha cantato insieme a “Elio e le Storie Tese” nel programma di RaiDue “Il Musichione”. E’ stata ospite fissa (2014) nella trasmissione “Domenica In” su Raiuno; su La7, al fianco di Maurizio Crozza, in “Crozza nel Paese delle Meraviglie”, l’anno scorso ha partecipato alla trasmissione Il grande match di RaiUno, condotta da Flavio Insinna.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Aba. Ecco cosa ci ha raccontato.

ABA OXYGEN

Chiara, è uscito il tuo nuovo disco “Oxygen”. Ci racconti com’è nato?

“Tre anni fa, dopo l’uscita da X Factor, a fine 2013, abbiamo iniziato subito a pensare e a produrre canzoni, ma non volevo fare un disco che fosse in qualche modo uno sfruttamento della scia del talent, volevo che mi rappresentasse al 100%, che non fosse un prodotto commerciale. Io faccio musica per passione, non per diventare famosa, quindi ho preferito fare ricerca, scrivere insieme agli autori e ai musicisti. In tre anni abbiamo composto 40 canzoni, ne abbiamo selezionate 11, che poi nel disco sono 13 perché due sono anche in versione inglese e siamo riusciti a realizzare un disco che mi rappresenta moltissimo, che ha una grande varietà e verità”.

Dalle tracce del disco traspaiono le tue due anime, quella più rock e quella più dolce… 

“Sì, perché mi definisco una schizofrenica del palco, sono una persona tranquilla nella quotidianità, ma quando salgo sul palco mi carico e divento molto rock ed energica. Ascoltando il disco si percepisce un fil rouge ma si spazia anche molto”.

Nella scrittura dei testi ti sei ispirata alla tua vita quotidiana?

“Principalmente mi sono ispirata alla mia vita quotidiana ma ho scritto in modo tale che queste esperienze fossero comprensibili e applicabili alla vita di tutti, ho parlato del mio rapporto con la musica e con il mercato, del rapporto con la morte perché durante le registrazioni è mancata mia nonna ed è scomparso anche Mango, di cui uno dei miei collaboratori principali, Carlo De Bei, è stato lo storico chitarrista. Quindi abbiamo dedicato a Mango la traccia numero 2, Forse la pioggia”.

L’album è stato anticipato dal singolo “Never done before”, un vero e proprio inno all’amore libero…

“E’ un tema molto attuale e molto sentito, quello della libertà in generale si sente in tutto l’album, in tutti i testi, anche nel titolo, perché Oxygen rimanda alla mia voglia di respirare musica. In questo brano specifico parlo di amore libero, non solo la libertà di amare e di essere amati, ma anche di essere se stessi e chiedere un amore che non pretenda delle modifiche o dei cambi di personalità. Spesso sui miei social dico alle donne di non cambiare il proprio essere, il sentirsi  bene con se stessi significa chiedere a chi ci ama di amarci per quello che siamo, senza cambiarci”.

Il disco è stato finanziato attraverso Musicraiser, la piattaforma di crowdfunding per i musicisti. Come mai questa scelta?

“Il motivo è che non volevo fare un disco commerciale volto allo sfruttamento dell’immagine regalata da X Factor, ma un progetto mio al 100% e potevo farlo solo in questo modo, anche perché le discografiche tendono a incanalarti in canali già predisposti. Così invece sono stata libera di fare quello che volevo”.

Tra le tante collaborazioni che hai fatto c’è quella con la star internazionale Jermaine Paul. Com’è nata? Con quale artista ti piacerebbe lavorare in futuro? 

“Lavorare con Jermaine è stato bellissimo, ci sentiamo ancora, lo seguivo da quando faceva il corista di Alicia Keys, poi ha fatto The Voice e ho continuato a seguirlo. Un giorno l’ho invitato senza avere la minima speranza che rispondesse alla mia mail, a uno spettacolo del coro gospel i Summertime Choir, è venuto e già quello è stato bellissimo, e da lì è nata una collaborazione, E’ un piccolo sogno che si è avverato. Quando hai la possibilità di lavorare con uno dei tuoi miti è una cosa pazzesca. In futuro mi piacerebbe collaborare con Tiziano Ferro”.

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Hai preso parte anche a tanti programmi tv. Ti piacerebbe ripetere l’esperienza televisiva?

“Ho fatto tanta tv anche con Maurizio Crozza, mi diverte molto lavorare con professionisti di alto livello, è il top, è una benedizione. Ora mi sono concentrata maggiormente sulla musica per questo con amore ho declinato l’offerta per la seconda stagione di Crozza, per dedicarmi al disco e alla musica live. Non escludo però di  tornare in tv”.

Presenterai il disco live?

“Abbiamo fatto una presentazione alla Mondadori di Padova con showcase il 21 luglio, poi il 28 luglio sarò a Venezia al Festival Jazz at the Bauers, il 10 agosto a Spinone al Lago (Aba & band al festival “Notte sotto le Stelle”, ore 21.00), il 17 agosto a Jesolo (Aba & band al Terrazza Mare, ore 21.00), il 18 agosto a Camponogara (Aba & band in Piazza Mazzini, ore 21.00)”.

Partecipare al Festival di Sanremo è uno dei tuoi progetti?

“Mi piacerebbe, non è il mio risultato ultimo, vorrei passare da lì anche se il tipo di musica che faccio non è esattamente adatto a quel palco”.

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