Intervista con Iosonoaria: “100 Sorrisi è un augurio di felicità d’amore”

di Francesca Monti

Iosonoaria (nome d’arte di Ilaria Ceccarelli) è una cantante, giramondo, ingegnere del suono, amante della bossa nova, che ha da poco pubblicato il suo singolo d’esordio “100 sorrisi”, registrato tra New York e Milano con la produzione artistica del Maestro Ferdinando Arnò e missato da Anthony Kilhoffer. Il videoclip, girato da Caterina Viganò, è ambientato a Milano con la direzione artistica di Gayarama e l’idea parte da un progetto che si chiama Sisterhood. Ilaria è anche figlia della più famosa e amata valletta della televisione italiana, Sabina Ciuffini.

Nata a Milano, Iosonoaria e vissuta in Messico, San Paolo del Brasile e New York, sempre in cerca di musica e parole. Gli anni trascorsi all’estero e il lavoro svolto in studio di registrazione al servizio di grandi musicisti, le hanno regalato maturità e spessore. Ha unito studi scientifici e letterari e si è dedicata all’ingegneria del suono, parla tre lingue e ha fatto esperienza di recitazione e danza. Ilaria ha una voce inconfondibile, sa scrivere e cantare parole nuove e la musica è stato il suo amore migliore. Sembra ancora un adolescente ma il ricordo che lascia il suo sorriso e la sua anima vivace ti rimane nel cuore.

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Ilaria, è uscito il tuo singolo d’esordio “100 sorrisi”. Com’è nato questo brano?

“”100 Sorrisi” è un augurio di felicità d’amore. Ma è anche una riflessione lucida sul passaggio maturo, necessario per vivere un amore che non sia solo una fiamma intensa che si tramuta subito in cenere”.

Il videoclip ambientato a Milano racconta, attraverso i personaggi, un delicato viaggio attraverso i sentimenti e le riflessioni di una donna.L’idea del video parteda un progetto che si chiama Sisterhood. Ci racconti qualcosa in più a riguardo?

“Le Sisterhood sono anche le nostre #guerrieredelsorriso.  C’è bisogno di un filo rosso di connessione tra le donne che se pure sono diventate guerriere contemporanee scelgono di essere guerriere di gioia perché custodiscono il patrimonio d’amore del mondo. Custodiscono la fiamma e non vogliono che si spenga”.

Come ti sei avvicinata alla musica e come mai hai scelto IosonoAria come nome d’arte?

“Sono nata cantando da sola, mi dava un sacco di gioia ma non l’ho presa molto seriamente per tanto tempo. Scegliere di fare il musicista oggi fa paura. L’aria viaggia veloce e arriva in più luoghi velocemente, la mia voce è fatta d’aria. È stato Ferdinando Arnò, il produttore della canzone, a insistere perché mi chiamassi così, ha detto che gli ricordava la mia essenza. È un nome che mi è venuto in mente un giorno quando sul divano sognavo il teletrasporto”.

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Quali sono i tuoi artisti di riferimento?

“Le grandi cantanti del jazz della bossa nova. Ormai mi ispiro di più a cantanti uomini però”.

A cosa ti ispiri per scrivere una canzone?

“Alla mia vita, a quello che vedo”.

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Sei figlia d’arte. Qual è il consiglio più importante che ti ha dato tua madre?

““Meglio ha vissuto chi meglio si è nascosto”, atipico per chi ha fatto il suo mestiere, no?”.

“100 sorrisi” farà parte di un disco?

“Sì, è solo un assaggio di un lavoro più ampio che vedrà la luce nei prossimi mesi”.

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