Alla scoperta di Como e del suo magnifico Lago

“Quel ramo del lago di Como d’onde esce l’Adda e che giace fra due catene non interrotte di monti da settentrione a mezzogiorno…”, scriveva Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi. Prendendo spunto dalla citazione del grande scrittore, questa volta andiamo alla scoperta di Como e del suo meraviglioso lago, talmente bello da lasciare senza parole. L’insenatura di Como è un porto molto antico e di interesse strategico sia in passato che in tempi più recenti, data la sua ubicazione nei pressi del confine italo-svizzero. L’origine della città risale ai primi insediamenti dei Galli Insubri; si affermò nei secoli a venire come importante centro romano e diede i natali agli scrittori latini Plinio il Vecchio e Plinio il Giovane. Nel X secolo in zona si diffusero i Maestri Comacini, precursori della cultura architettonica romanica. La città è rinomata per la florida industria della lana, sviluppatasi dal XIV secolo e soprattutto per quella della seta, in attività dal XVI secolo, i cui commerci la fecero conoscere in tutta Europa. Nel 1745 a Como nacque il fisico Alessandro Volta(inventore della pila elettrica), alla cui memoria è stato dedicato nel 1927 un pregevole tempio che si affaccia sul lago ed ospita le sue reliquie, il Tempio Voltiano.
La visita della città inizia con la romantica passeggiata sul lungolago, tra panorami mozzafiato e splendide ville: Villa Saporiti, Villa Gallia, Villa Parravicini e la settecentesca Villa Olmo, aperta al pubblico. L’edificio, costruito sulla riva occidentale del primo bacino comense, era destinato a residenza estiva per i marchesi Odescalchi. L’imponente edificio neoclassico è completato da un ampio giardino affacciato sul lago, largamente risistemato dal successivo proprietario, il marchese Raimondi. Il marchese Innocenzo Odescalchi vi ospitò, fra gli altri, nel 1797 il generale Bonaparte e nel 1808 Ugo Foscolo.
Girando per Como si incontrano botteghe antiche che vendono i prodotti tipici lariani: il famoso pane comense, a lievitazione acida e cotto a legna, i salami della Brianza Dop, l’olio extravergine d’oliva “Laghi Lombardi” Dop, prodotto dagli ulivi che crescono al fianco del lago. A pochi passi dal lungolago, si trova il centro della città.

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Il nucleo storico presenta ancora l’aspetto dell’originario castrum romano, con mura medievali ben conservate e grandi torri di vedetta (Porta Torre, Torre Gattoni, San Vitale). Tra le splendide chiese che meritano una visita segnaliamo il Santuario della Madonna del Prodigio di Garzola che conserva al suo interno un’immagine sacra di Maria Santissima con il Bambino, venerata col titolo di Nostra Signora del Prodigio e che papa Giovanni XXIII elesse patrona dei naviganti. La preziosa effige bizantina è legata a un fatto prodigioso avvenuto il 12 settembre 1669 nel mare Adriatico. Una nobile famiglia, fuggita da Candia, in viaggio verso Venezia durante una terribile tempesta vide galleggiare il quadro sacro in mezzo ai flutti, lo ripescò, chiese protezione alla sacra immagine ed evitò il naufragio. Nel 2008 il vescovo Diego Coletti fece collocare sul tetto del santuario della Madonna del Prodigio la statua dorata della Madonna, che un tempo era posizionata sulla cuspide della chiesa dell’ex seminario: ora “la Madunina de Comm” veglia sull’intera città. La cattedrale di Santa Maria Assunta, o Duomo, è il principale edificio di culto della città di Como. Situata vicino al lago, al suo interno si trova l’organo a canne Balbiani Vegezzi-Bossi opus 1519. Lo strumento venne costruito nel 1932 con tre tastiere e pedaliera. L’organo è stato restaurato ed ampliato dalla ditta Mascioni nel 1998 e nel 2000. L’interno della cattedrale di Santa Maria Assunta è a croce latina, le pareti sono decorate da dipinti fra i quali spiccano i santi Sebastiano e Cristoforo, l’Adorazione dei pastori di Bernardino Luini, sormontata da due profeti, e lo Sposalizio della Vergine di Gaudenzio Ferrari. La Basilica di Sant’Abbondio è invece una chiesa romanica, al cui fianco sorge un monastero costruito nel Medioevo, che oggi, dopo essere stato restaurato, ospita la facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi dell’Insubria. Venne edificata sul luogo di una preesistente chiesa paleocristianaintitolata ai santi apostoli Pietro e Paolo, costruita da Amanzio, morto nel 448, terzo vescovo di Como dopo Felice e Provino e predecessore di Abbondio, attuale patrono della Diocesi di Como. Da un viaggio a Roma, Amanzio riportò alcune reliquie degli apostoli Pietro e Paolo e per esse fece edificare una nuova chiesa, 1000 metri circa fuori le mura, oltre il fiume Cosia, lungo la via Regina. La basilica fu dedicata a Sant’Abbondio ed elevata a cattedrale nell’818. Servì da sede della cattedra vescovile sino al 1013 quando il vescovo Alberico, già cancelliere dell’imperatore Enrico II, la trasferì all’interno delle mura. L’edificio venne affidato ai monaci benedettini, i quali, fra il 1050 ed il 1095, riedificarono la chiesa in stile romanico. Il 3 giugno 1095 la nuova basilica fu consacrata da papa Urbano II.

Il Broletto di Como è la sede originaria, in epoca medievale, del Comune della città di Como. Venne costruito a fianco dell’antica Cattedrale (che a partire dal Quattrocento avrebbe lasciato il posto al Duomo attuale), a significare il forte legame fra il potere civile del Comune e quello della Chiesa. La sua edificazione risale al 1215 per volontà del podestà Bonardo da Codazzo.

Esso fu realizzato in stile gotico-romanico mentre gli elementi rinascimentali della facciata risalgono al Quattrocento. La facciata si presenta a fasce di marmo lombardo in tre colorazioni differenti: bianco, grigio e rosso, mentre la torre civica è stata costruita adottando la tecnica del bugnato.

Il Castel Baradello sorge sull’omonimo colle che domina la città di Como. Dalla sua torre si può ammirare un panorama mozzafiato: dal lago alla città, dalle cime delle Alpi alla pianura Padana fino agli Appennini. La costruzione del Castel Baradello è opera di Federico Barbarossa, il quale dopo aver accordato per la prima volta la pace a Milano nel 1158, venne a Como, fece riedificare la città e sopra di essa vi costruì un castello.

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Il Mausoleo (o Tempio) Voltiano fu voluto e finanziato dall’industriale e mecenate Francesco Somaini (1855-1939), e propone la conservazione e la valorizzazione dei cimeli voltiani, non solo dei pochi frammenti fortunosamente strappati alle fiamme dell’Esposizione Voltiana del 1899, ma anche di tutti quei reperti che sono collegati al famoso fisico e alla sua storia comasca. Il tempio Voltiano è il museo più visitato a Como. L’esposizione permanente, curata dallo Studio Pandakovic e Associati, è dedicata alla memoria di Alessandro Volta ed al riconoscimento del suo lavoro scientifico. Alcune vetrine contengono le onorificenze originali ricevute da Alessandro Volta e una selezione dei materiali celebrativi diffusi in Europa nei due secoli successivi alla sua morte, tra cui la banconota da 10.000 lire dedicata ad Alessandro Volta, in vigore fino all’introduzione in Italia della moneta unica, l’euro, nel 2002, sul cui retro appariva il Tempio Voltiano. Sono inoltre presentati i temi dell’Esposizione Voltiana del 1899, dell’edificazione del Tempio Voltiano, del Congresso Internazionale dei Fisici del 1927.

Da vedere anche i Musei Civici, posti nel cinquecentesco Palazzo Giovio, al cui interno è ubicata la Pinacoteca con opere databili dal Trecento ai giorni nostri e il Museo Archeologico; la Chiesa di San Fedele, cuore della città murata; i palazzi eretti dal comasco Giuseppe Terragni: la Casa del Fascio, il Monumento ai Caduti, l’Asilo Sant’Elia e il Novocomum.

Per apprezzare al meglio le meraviglie di Como consigliamo una gita in battello e la salita a Brunate, attraverso la funicolare. L’Ente Gestione Navigazione Laghi propone la Crociera classica per Bellagio, la città più incantevole di tutto il lago di Como, con possibilità di pranzo a bordo e la Crociera classica per Piona, per ammirare le bellezze che il lago di Como offre e visitare l’Abbazia di Piona, passeggiando fra gli splendidi giardini, degustando dell’ottima grappa, creata dai laboriosi monaci che curano e vivono nell’Abbazia.

La chiesa parrocchiale di Brunate è dedicata al patrono Sant’Andrea Apostolo e si trova in piazza della Chiesa. Le sue prime notizie risalgono al Trecento, insieme all’annesso monastero oggi demolito; ampliata da ultimo tra il 1914 ed il 1927, all’interno presenta affreschi dei Recchi (famiglia di pittori comaschi) realizzati alla fine del XVII secolo; nella volta sono raffigurati i patroni Sant’Andrea e San Maurizio, mentre nei medaglioni sottostanti si ammirano Sant’Ignazio di Loyola, San Michele Arcangelo, San Bartolomeo e la Beata Maddalena Albrici. All’interno della chiesa, in una nicchia lungo il lato destro, c’è un altare dedicato a Maddalena Albrici (1390-1465), sotto il quale sono conservate le sue reliquie. Badessa dell’antico monastero di Sant’Andrea, fu beatificata l’11 dicembre 1907 da  papa Pio X.

Da visitare anche la chiesetta della Madonna di Pompei, in pieno centro storico, all’incrocio tra le vie P. e M. Monti e A. Manzoni; la chiesa del Sacro Cuore di Gesù, immersa nel verde della località Piani di Brunate affiancata da un piccolo campanile; la chiesa di San Maurizio, posta nell’omonima località, che presenta sulla facciata un affresco raffigurante il Santo guerriero; il Santuario di Santa Rita in via alle Colme. Il centro storico di Brunate è caratterizzato da vie a scalinata tagliate trasversalmente dalla via P. e M. Monti, strada principale del centro stesso. In esso sono presenti antichi edifici, portali in pietra e diverse corti: le più importanti sono la Corte del Castello, uno dei luoghi più antichi di Brunate, e la Corte degli Ebrei, risalente al XIV secolo. Il Faro Voltiano è una torre ottagonale alta 29 metri eretta nel 1927 sulla vetta del Monte Tre Croci (località San Maurizio) in occasione del centenario della morte di Alessandro Volta. Nella volta centrale del faro fu collocato un busto del fisico comasco, rappresentato in età avanzata, donato dai postelegrafonici. Il faro fu inaugurato l’8 settembre 1927, con l’intervento dell’allora Ministro delle Comunicazioni, Costanzo Ciano. Progettato dall’ingegnere Gabriele Giussani, ha al suo interno una scala a chiocciola di 143 gradini che permette di raggiungere due balconate circolari: la prima poco sopra il portone d’ingresso, la seconda all’esterno della lanterna. Il faro, a partire dal tramonto e fino all’alba, emette alternativamente luce verde, bianca e rossa. Ogni giorno, alle ore 12 in punto, si può sentire in tutta l’area urbana che si affaccia sul lago un colpo di cannone sparato a salve che scandisce lo scoccare del mezzogiorno. Il cannone è situato alle pendici di Brunate, visibile durante la salita con la funicolare.

 

Como è anche sede dell’Idroscalo Internazionale, gestito dall’Aero Club Como, dove c’è anche l’unica scuola europea per piloti d’idrovolanti. Il lago è l’habitat naturale di tanti pesci che costituiscono l’elemento base di deliziosi piatti: dalle piccolissime alborelle (che si preparano fritte o marinate) ai lavarelli, cucinati al vino bianco, sfilettati e cotti con burro, prezzemolo e vino bianco, o alla salvia; agli agoni, seccati al sole e conservati in barili (chiamati anche missoltini) cucinati alla Comasca, marinati in olio e succo di limone e serviti con filetti di acciughe, o con polenta uncia fatta con formaggio semigrasso, burro, aglio e salvia; alla Tinca alla Lariana, tagliata in tranci e cotta in umido con olio, cipolle e patate. Tra i primi degno di nota il risotto con filetto di persico, mentre tra i dolci ricordiamo la Miascia, un dolce povero di antica origine, fatto con pane raffermo, amaretti, mele, pere, pinoli, uvetta, cioccolato; la Cutizza, dolce fritto diffuso in tutto il territorio Lariano a base di farina, latte, uova, scorze di limone e laRüsümada (o rosümada), una antica bevanda, tonica ed energetica, fatta con uova, zucchero e vino rosso.

Testo e foto di Francesca Monti

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