MITO SettembreMusica 2017 dedica il suo secondo appuntamento sinfonico all’universo musicale finnico e russo

Martedì 5 settembre alle 21, nella Sala Verdi del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, il festival musicale internazionale MITO SettembreMusica 2017 dedica il suo secondo appuntamento sinfonico all’universo musicale finnico e russo, proponendo l’ascolto di tre capolavori rappresentativi di una particolare “idea del Nord”, parafrasando il titolo di un documentario anni Sessanta dedicato al Canada da Glen Gould: il poema sinfonico Finlandia di Jan Sibelius, la composizione per violoncello e orchestra in prima esecuzione assoluta Towards the horizon, di Einojuhani Rautavaara e la Quinta Sinfonia di Pëtr Il’ič Čajkovskij.

Protagonisti dell’evento presentato da Intesa Sanpaolo, partner del Festival, sono l’Orchestra Sinfonica Nazionale di Santa Cecilia, diretta dal direttore finlandese per antonomasia, Mikko Franck, che a partire dalla stagione 2017-2018 è direttore ospite principale della compagine, e il violoncellista norvegese Truls Mørk che, armato del suo Montagnana del 1723, è tra i solisti di livello internazionale più amati della sua generazione, per il suo virtuosismo sempre al servizio dell’espressività e per la scelta di programmi coraggiosi e stimolanti.

Il concerto sarà preceduto da una breve introduzione a cura di Gaia Varon.

Finlandia, il poema sinfonico che Jan Sibelius compose fra il 1899 e il 1900, mette in gioco da un lato lo spessore metafisico del paesaggio nordico, dall’altro la storia di una comunità nazionale che era allora chiamata a reagire contro l’oppressione russa, incarnata dal generale Nikolaj Ivanovič Bobrikov e dalla sua dittatura. Sibelius dà voce ai sentimenti nazionalisti del popolo finlandese oppresso e lo fa con sonorità barbariche che anticipano, curiosamente, l’epopea nazionale del popolo russo, proposta musicalmente da Prokofiev nella colonna sonora del film di Ejzenstein Alexander Nevskij (1938). Al tempo stesso, come sarebbe avvenuto anche nella composizione di Prokofiev, in Finlandia Sibelius dipinge un contesto fatto di climi e di spazi ostili, duri, che rafforzano lo spirito popolare e lo uniscono sino a forgiare una melodia corale che la Finlandia indipendente ha poi adottato come inno.

Dopo gli studi con Aaron Copland a New York, incoraggiati proprio da Sibelius, e una prima fase prettamente seriale, Einojuhani Rautavaara trova uno stile in linea con l’esperienza solitaria degli spazi nordici, spesso da lui elaborata in forme di spiritualità e di misticismo. Towards the Horizon, scritto fra il 2008 e il 2009, associa il sentimento della lontananza con un fraseggio del violoncello nel registro più acuto, quasi stridulo, che suono come un’invocazione. All’orizzonte Rautavaara, che ha dedicato questa composizione al suo primo interprete, il violoncellista norvegese Truls Mørk, ha opposto un elemento più vicino, terrestre, che si riconosce facilmente nella dinamica più vigorosa dell’orchestra. Via via, però, questo elemento svanisce, sopraffatto da quel sentimento della lontananza che si apre su spazi, piatti, infiniti, la cui monotonia acquista, nella musica di Rautavaara, una forza speciale, strumento per la conoscenza dell’anima.

L’aura del Nord – la vastità degli spazi nordici, i vuoti, la solitudine – è una presenza costante nella grande poesia, nel romanzo e nella musica russa ottocentesca, nei suoi colori strumentali e nel suo canto. La Sinfonia n. 5 di Čajkovskij può essere descritta come una densa riflessione sull’essenza di quest’aura, definita ”inavvicinabile” da Walter Benjamin (con riferimento all’opera d’arte), sul mistero, sul limite sottilissimo che divide il senso della solitudine e il desiderio di aprirsi agli altri (che al compositore riusciva forse solo con Nadezda von Meck, sua mecenate). Una serie di idee compare negli appunti che Čajkovskij aveva preso durante la composizione della Sinfonia n. 5: sottomissione al destino, disperazione, volontà di trovare consolazione nella fede, fine della speranza. Questi contrasti così netti e il loro continuo riproporsi accompagnano tutto lo svolgimento della composizione, con un tema fisso che ritorna in ogni movimento e che suona come l’ombra di un destino implacabile proiettato sulle bellissime melodie e sui ritmi di valzer, segni dell’aspirazione a una serenità che si rivela impossibile da raggiungere, «inavvicinabile».

Il contributo musicologico da cui attinge questo testo, edito sul programma di sala, è a cura di Stefano Catucci.

Il Festival delle Città di Milano e Torino, realizzato da I Pomeriggi Musicali di Milano e Fondazione per la Cultura di Torino con il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, è reso possibile anche grazie al prezioso contributo del partner Intesa Sanpaolo, che ha creduto al progetto sin dalla prima edizione, al sostegno di Compagnia di San Paolo e degli sponsor Pirelli e Fondazione Fiera di Milano.

La biglietteria di MITO SettembreMusica a Milano, presso il Teatro Dal Verme, in via San Giovanni sul Muro, 2 è aperta da martedì a sabato, con orario 11-19. Se ancora disponibili, i biglietti dei concerti a pagamento saranno posti presso la sede dei concerti in vendita 45 minuti prima dell’inizio dei concerti. Per i nati dal 2002, i biglietti per tutti i concerti hanno un costo di euro 5. Informazioni: +39.02.87905201 – biglietteriamito@ipomeriggi.it

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