La guerra negli occhi, la guerra nel cuore, dal 16 settembre presso Cinema Spazio Oberdan

Presso Cinema Spazio Oberdan Milano, dal 16 settembre al 18 novembre 2017 Fondazione Cineteca Italiana presenta LA GUERRA NEGLI OCCHI, LA GUERRA NEL CUORE, una mostra interattiva sulla Grande Guerra arricchita da una rassegna cinematografica a tema bellico.

Il 1917 è stato l’anno più cruento del conflitto sul fronte di nord/est della guerra italo-austriaca. Il titolo della mostra allude a una narrazione che dovrebbe colpire l’occhio e il cuore di chi guarda, costruita grazie alle fonti d’archiviodi enorme valore storico che la Cineteca custodisce: le pellicole (restaurate) realizzate dal milaneseLuca Comerio, pioniere del cinema, sempre presente sui luoghi dei principali avvenimenti del suo tempo; e le foto, alcune centinaia, dell’operatore e imprenditore torinese Attilio Prevost, donate dagli eredi (d’obbligo citare la bisnipote giornalista Marina Mojana) alla Cineteca.

Da questo lotto sono stati selezionati 50 scatti, in una mostra resa ancor più preziosa e spettacolare da un altro importante aspetto, quello della interattività. Ad alcune delle foto sono infatti abbinati dei QR code, grazie ai quali, utilizzando il proprio smartphone o i tablet che saranno messi a disposizione dei visitatori, le immagini fisse si “animeranno”, facendo apparire contenuti multimediali come i filmati di Comerio, mappe, documenti, canzoni.

Sui campi di battaglia, sulle Alpi dal Pasubio all’Adamello, tra le trincee e i camminamenti, Prevost e Comerio furono testimoni d’eccezione di immani tragedie, di storie collettive e personali. L’ingegnere Prevost lavorò nei primi anni ’10 del ‘900 alla Milano Films di Comerio, per fondare poi le gloriose Officine produttrici di proiettori e moviole sino agli anni ’90. Ed è emozionante immaginarli svolgere il loro lavoro magari inconsapevolmente fianco a fianco sui fronti di guerra…

La mostra vuole creare una connessione fra il cinema e la fotografia, fra gli occhi – di chi ha visto la guerra e l’ha ripresa attraverso un obiettivo – e chi l’ha sentita e vissuta. La mostra è anche la storia di un’amicizia perduta, di due persone che per un periodo si sono incontrate e poi si sono divisa, a causa della guerra, ma anche per scelta, per seguire la propria strada, per poi incontrarsi di nuovo, con tutta probabilità, sullo stesso teatro di guerra,

In occasione della mostra fotografica “La guerra negli occhi, la guerra nel cuore”, è in programma una rassegna in 7 film – 5 lungometraggi di maestri della settima arte e due documentari – per tornare a ricordare la tragedia della Prima Guerra Mondiale, capitolo spaventoso della storia del ‘900 che provocò milioni di morti e immani sofferenze anche a molti di coloro che riuscirono a sopravvivere.

In programma nella rassegna filmica:
Orizzonti di gloria (Stanley Kubrick), I recuperanti (Ermanno Olmi), Uomini contro (Francesco Rosi), La grande illusione (Jean Renoir), Scemi di guerra (Enrico Verra), Animali nella Grande Guerra (Folco Quilici), Mata Hari (George Fitzmaurice).

350ce9f0-9c8d-4819-b66d-db506e1e0524

IL PROGRAMMA:

Sabato 16 settembre ore 19
I recuperanti
R., fot. e mont.: Ermanno Olmi. Sc.: Mario Rigoni Stern, Tullio Kezich, E. Olmi. Int.: Antonio Lunardi, Andreino Carli, Alessandra Micheletto. Italia, 1970, 97’.
Il protagonista, Gianni, è un reduce che all’indomani della Seconda guerra mondiale si ritrova senza lavoro. Sempre più in difficoltà, accetta l’offerta del vecchio Du di andare con lui in montagna a recuperare le bombe inesplose.
Al termine della proiezione, inaugurazione della mostra fotografica interattiva “La guerra negli occhi, la guerra nel cuore” nel foyer di Spazio Oberdan.
Ingresso libero con Cinetessera

Domenica 17 settembre ore 15
Mata Hari
R.: George Fitzmaurice. Sc.: Benjamin Blazer, Leo Birinski. Int.: G. Garbo, Ramon Novarro, Lionel Barrymore, Lewis Stone. USA, 1931, 90’, v.o. sott. it.
Francia, 1917. Mata Hari, nota danzatrice esotica, è una spia dei tedeschi, che deve carpire informazioni ai militari russi. Dopo aver sedotto Alexis Rosanoff, un pilota nemico, si innamora di lui e uccide il generale russo che, roso dalla gelosia, minaccia di denunciare entrambi come spie. Arrestata, rinuncia a difendersi per non coinvolgere Rosanoff, rimasto cieco in seguito a un incidente aereo.

Lunedì 18 settembre h 16.30
Uomini contro
R.: Francesco Rosi. Sc..: Tonino Guerra, Raffaele La Capria, dal romanzo Un anno sull’altipiano di Emilio Lussu. Int.: Gian Maria Volonté, Mark Frechette, Alain Cuny, Franco Graziosi, Daria Nicolodi. Italia/Jugoslavia, 1970, 101’.
Altopiano di Asiago, 1916-17. Un giovane tenente partecipa al primo conflitto mondiale da convinto interventista ma, a poco a poco, assistendo alle follie di un generale e agli inutili macelli, comprende l’assurdità della guerra. Finirà fucilato per aver coperto i suoi uomini, responsabili d’ammutinamento.

Lunedì 18 settembre ore 21.15
La grande illusione
R.: Jean Renoir. Sc.: Charles Spaak, Jean Renoir. Fot.: Christian Matras. Int.: Erich von Stroheim, Jean Gabin, Pierre Fresnay, Marcel Dalio, Jean Dasté, Dita Parlo, Gaston Modot. Francia, 1937, 112’, v.o. sott. it.
Guerra ‘14-‘18. Due ufficiali francesi, il tenente Maréchal, proletario, e il capitano De Boeldieu, aristocratico, sono abbattuti con il loro aereo dall’asso dell’aviazione tedesca barone von Rauffenstein. Internati in un campo di prigionia, dopo un fallito tentativo di fuga vengono trasferiti nella fortezza di Wintesborn, comandata proprio dal barone che, ferito in una missione aerea, è stato destinato a compiti meno rischiosi. Von Rauffenstein, per affinità di classe e di educazione, è spinto a fraternizzare con De Boeldieu e fra loro nasce un rapporto se non di amicizia certamente di reciproco rispetto. Ma i due francesi non rinunciano all’idea di fuggire e, preparato un nuovo piano, Maréchal, insieme al soldato Rosenthal, riesce a evadere dalla fortezza grazie al sacrificio di De Boeldieu, che muore eroicamente, colpito a malincuore da von Rauffenstein. Dopo lunghe peripezie i due fuggiaschi riuscirannoo a guadagnare incolumi la vicina frontiera svizzera.

Martedì 19 settembre h 17
Animali nella Grande Guerra
R.: Folco Quilici. Sc.: Mario Maranzana. Mont.: Valentina Romano. Mus.: Francesco Cerasi. Italia, 2015, 76’.
Non c’erano solo uomini a combattere lungo il fronte alpino nel corso della Prima Guerra Mondiale. C’erano anche migliaia di animali (cavalli, muli, cani, maiali, piccioni viaggiatori) “arruolati” per contribuire allo sforzo bellico e la metà dei quali non fecero mai ritorno dal conflitto. Attraverso rare immagini di repertorio, ricostruzioni filmiche e con la lettura in voce fuori campo di lettere e diari dei combattenti, Folco Quilici pone l’accento non solo sull’abnegazione di questi animali ma anche sul rapporto profondo fra essi e i soldati, un rapporto improntato alla mutua sopravvivenza. Ciò che ne deriva, inoltre, è il ritratto di una guerra a metà fra il futuro tecnologico e l’eredità ottocentesca di un mondo rurale di cui gli animali erano parte integrante.

Venerdì 22 settembre h 17
La grande illusione Replica

Sabato 23 settembre h 19
Uomini contro Replica

Domenica 24 settembre ore 21.15
Orizzonti di gloria
R.. Stalney Kubrick. Sc.: S. Kubrick, Calder Willingham, Jim Thompson, dall’omonimo romanzo di Humphrey Cobb. Int.: Kirk Douglas, Ralph Meeker, Adolphe Menjou, George Macready. USA, 1957, 86’, v.o. sott. it.
Durante la Prima guerra mondiale, tre militari vengono condannati a morte per essersi rifiutati di proseguire l’attacco suicida ordinato da un generale invasato. Sebbene difesi dal loro colonnello, i tre saranno giustiziati.

Lunedì 25 settembre h 18.45
Scemi di guerra 
R.: Enrico Verra. Sc.: E. Verra, Francesca Zanza, Davide Sapienza. Fot.: Gherardo Gossi, Mont.: Claudio Cormio, Cristina Sardo, Annalisa Schillaci. Mus.: Giuseppe Napoli. Italia, 2008, 50’.
Il documentario ricostruisce le dolorose tappe che portarono migliaia di soldati durante il primo conflitto mondiale ad affrontare il calvario della malattia mentale, dopo quello delle trincee, degli assalti, dei gas e dei bombardamenti. Le allucinazioni, le disfunzioni motorie e la perdita di sé, nella forma inedita dello shock da combattimento, tormentarono gli uomini di tutti gli eserciti impegnati in battaglia. I malati, accusati di codardia e di tradimento dagli Stati Maggiori, venivano rispediti al fronte dai medici militari a forza di scosse elettriche e terapie ipnotiche. Le interviste agli esperti, i filmati di repertorio rinvenuti negli archivi di tutta Europa, le fotografie inedite e le cartelle cliniche dell’epoca permettono un approfondimento rigoroso su un aspetto finora poco indagato della Grande Guerra.

Martedì 26 settembre h 17
Orizzonti di gloria Replica

APPROFONDIMENTI
d038d188-7857-46cc-b0fb-f316e99a5cfd

 

La Prima guerra mondiale è una complessa rete di storie che coinvolgono non solo le nazioni, i popoli e gli eserciti, ma anche i singoli individui. Questo reticolato di storie e situazioni collettive e personali sono documentate da innumerevoli fonti che giacciono negli archivi e che solo in pochi casi sono state raccontate. Storie inaspettate, testimoniate da filmati, testi e fotografie riposte per anni in un baule e che oggi chiedono di essere riportate alla luce.

La Cineteca Italiana è uno tra i primi archivi in Europa per quantità di film documentari che conserva, girati durante la Prima guerra mondiale. Nel lotto di quasi trenta ore di ‘girato’ sul fronte della Grande guerra, spiccano le riprese del milanese Luca Comerio, primo cine-reporter italiano di guerra. Oltre a questo materiale filmico si segnala la presenza di una raccolta, recentemente donata alla Cineteca, di 750 fotografie di grandissimo valore storico scattate da Attilio Prevost.

Prevost è stato uno dei più grandi imprenditori di cinema che operava a Milano e le sue macchine da proiezione sono state per un secolo un marchio di eccellenza mondiale.

Dalla lettura della documentazione che accompagna queste foto è emerso un dato interessante, ovvero che Attilio Prevost e sua moglie tra il 1911 e il 1914 hanno lavorato negli studi di produzione di Comerio. Poi le loro strade si sono divise: Comerio diventa il primo cine-reporter della storia del cinema italiano, mentre l’ingegnere Prevost si arruola nell’esercito in qualità di fotografo. Entrambi però, dotati di uno sguardo sulla realtà analitico e moderno al tempo stesso, documentano la guerra come nessun altro ha saputo fare. Con tutta probabilità Comerio e Prevost si sono trovati in più occasioni sullo stesso teatro di guerra e, con mezzi diversi, l’uno con il cinematografo, l’altro con la macchina fotografica, hanno immortalato, descritto e raccontato in modi diversi la storia che cambiò il mondo.
E’ su queste premesse documentali che nasce il progetto espositivo La guerra negli occhi, la guerra nel cuore che intreccia fotografia, cinema e interattività

Annunci

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...