Mercoledì 13 settembre, il programma di MITO propone un appuntamento pomeridiano, alle 17 al Teatro Grassi, con il Trio Debussy

Mercoledì 13 settembre, il programma di MITO propone un appuntamento pomeridiano (presentato da Gaia Varon), alle 17 al Teatro Grassi, con il Trio Debussy, coadiuvato dalla violinista Marta Tortia e dal violista Simone Briatore, nell’esecuzione in prima italiana del Piano Quintet di Olli Mustonen, oltre che nel Trio in mi bemolle op.100 di Franz Schubert, e un secondo appuntamento serale, che invita a Palazzina Liberty di Largo Marinai d’Italia (ore 21), ad ascoltare voci gli Allievi della Scuola Civica di Musica “Claudio Abbado” di Milano, dirette da Pietro Modesti cimentarsi nell’esecuzione a cappella della Missa Ego flos campi di Juan Gutiérrez de Padilla. I brani della messa saranno intercalati da musiche d’altri autori barocchi europei meno eseguiti, ispirate allo stesso verso del Cantico dei Cantici, come Sebastian Aguilera de Heredia, Bartolomé de Selma y Salaverde, Jacobus Clemens non Papa, Raffaella Aleotti e Girolamo Frescobaldi. Realizzato in collaborazione con la Civica Scuola, il concerto è presentato da Mattia Palma.

La natura è un ingrediente fondamentale nella musica del finlandese Olli Mustonen, che la sa indagare con appassionata nostalgia.  Lo stile eclettico, ricco di passione, di questo pianista-compositore allievo di Einojuhani Rautavaara si sviluppa precocemente, sotto l’influenza di stimoli letterari, dell’amore per il contrappunto e la musica barocca, e naturalmente della natura dei paesaggi finlandesi; tutti tratti evidenti nel suo Quintetto per pianoforte e archi, composto nel 2014, eseguito per la prima volta al Festival Spannungen di Heimbach. Il brano è articolato in tre movimenti: il primo (Drammatico e passionato) si apre con accordi martellati e si sviluppa in un discorso pieno di contrasti, con ampi e repentini sviluppi dinamici e con una pulsione ritmica di matrice bartókiana. Il secondo movimento, Quasi una passacaglia (Andantino), rivela una lenta progressione di variazioni polifoniche, alternando episodi molto rapidi a passaggi drammatici. Il Finale (Misterioso) incorpora temi dei due precedenti movimenti, come in una grande ripresa, e finisce con una melodia dal carattere innodico e gioioso.

Il Trio in mi bemolle op. 100 di Schubert, eseguito con grande successo al Musikverein di Vienna, a commemorazione del primo anniversario della morte di Beethoven, presenta una tecnica di “montaggio” che stravolge la tradizionale forma classica, nella sua ricerca di unità tematica. I tratti melodici beethoveniani e la grande varietà espressiva e armonica dell’Allegro iniziale lasciano spazio nell’Andante con moto a un motivo dolente, una specie di marcia che oscilla tra maggiore e minore (usata anche da Kubrik nella scena finale di Barry Lindon), probabilmente derivato da una melodia popolare svedese. Lo Scherzando (Allegro moderato), che riporta al clima del primo movimento e il Trio, rustico e vigoroso, confluiscono in un Allegro moderato di 750 battute, in forma di rondò-sonata, caratterizzato ancora da continue oscillazioni modali, dal grande rilievo dato al pianoforte, dal ritorno improvviso della melodia “svedese”.

Juan Gutiérrez de Padilla operò nella “Nueva España” musicale, in cui tradizione ispanica e locale si compenetravano (sotto impulso della Chiesa, da una parte, che promuoveva presso le popolazioni locali l’insegnamento del canto e la costruzione di strumenti) in veste di maestro di cappella della cattedrale di Puebla, dal 1629 al 1664, anno della sua morte. Vi compose anche la Missa Ego flos campi in cui parti canoniche, dal Kyrie all’Agnus Dei, sono interpolate da altri brani, strumentali e vocali. Sono qui intercalate dalle musiche d’altri autori europei contemporanei: le strumentali Toccata e Canzon prima di Girolamo Frescobaldi e la Canzona a 3 del agostiniano Fray Bartolomé, fagottista al servizio dell’arciduca Leopoldo nell’orchestra di Innsbruck e il Tiento de falsas di Aguiler, sacerdote e organista del duomo di Huesca e poi di Saragozza,   autore di musica sacra e di tientos, brani strumentali di carattere improvvisativo, simili ai ricercari (detti de falsas quando fanno un uso audace delle dissonanze). Ego flos campi et lilium convallium è l’inizio del secondo capitolo del Cantico dei cantici, divenuto nel Medioevo cristiano un’antifona al Magnificat. Tra Cinque e Seicento su Ego flos campi sono fioriti non solo la messa di Gutiérrez ma anche numerosi mottetti, tra cui quello del fiammingo Jacobus Clemens (“non Papa”, per distinguerlo dal poeta Jacob Papa) e dell’italiana Raffaella Aleotti, divenuta Priora del convento di San Vito a Ferrara nel 1593.

I contributi musicologici da cui attinge questo testo, editi sui programmi di sala sono a cura, rispettivamente, di Gianluigi Mattietti e Nicola Pedone.

Il Festival delle Città di Milano e Torino, realizzato da I Pomeriggi Musicali di Milano e Fondazione per la Cultura di Torino con il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, è reso possibile anche grazie al prezioso contributo del partner Intesa Sanpaolo, che ha creduto al progetto sin dalla prima edizione, al sostegno di Compagnia di San Paolo e degli sponsor Pirelli e Fondazione Fiera di Milano.

La biglietteria di MITO SettembreMusica a Milano, presso il Teatro Dal Verme, in via San Giovanni sul Muro, 2 è aperta da martedì a sabato, con orario 11-19.
I tagliandi di ingresso dei concerti a ingresso libero saranno distribuiti contestualmente all’apertura della sala, presso la sede del concerto e fino a esaurimento dei posti disponibili. La distribuzione dei tagliandi inizierà 45 minuti prima dello spettacolo.
Se ancora disponibili, i biglietti dei concerti a pagamento saranno posti presso la sede dei concerti in vendita 45 minuti prima dell’inizio dei concerti.
Per i nati dal 2002, i biglietti per tutti i concerti hanno un costo di euro 5.
Informazioni: +39.02.87905201 – biglietteriamito@ipomeriggi.it

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