MITO SettembreMusica 2017: I concerti serali di sabato 16 settembre

Ultimo sabato di grande musica in compagnia di MITO SettembreMusica. L’edizione 2017 volge al termine (si concluderà mercoledì prossimo). Doppio concerto serale, come di consueto, anche questo sabato, 16 settembre. Alle ore 21 al Conservatorio G. Verdi di Milano, in Sala Puccini, concerto dedicato alla musica d’Irlanda e Scozia. Si viaggia nello spazio, ma anche nel tempo, risalendo fino al Barocco celtico: arie, marce e melodie irlandesi e scozzesi proposti da 8 musicisti, armati di viole da gamba, flauti irlandesi e cornamuse. Sempre alle 21, al Teatro LaCucina, ex Paolo Pini, in zona Affori, a Milano, Origini in compagnia del Trio Quodlibet, con un programma dedicato a brani tutti composti nell’arco di un decennio tra i più drammatici della storia contemporanea (1934-1945).

Irlanda e Scozia – Uillean pipes, musette bourbonnaise, tin whistle, flauti traversi irlandesi e cornamuse. Strumenti inusuali per una musica inusuale, quella del barocco celtico. Nata tra Sei e Settecento in terre lambite dall’oceano, tra il verde acceso dei paesaggi e il grigio tetro delle piogge incessanti. Siamo nelle terre d’Irlanda e nelle Highlands scozzesi, che sabato sera, in Sala Puccini a Milano, ci condurranno in un viaggio fatto di ritmi incalzanti e melodie di particolare dolcezza, in un’alternanza di canti tradizionali e partiture di grandi compositori.

In programma, dopo una breve introduzione di Gaia Varon, 23 brani divisi in due parti, molti dei quali canti e melodie tradizionali; numerosi gli autori in locandina, alcuni noti, altri anonimi. Per la maggior parte risalenti al XVII e XVIII secolo. Il Seicento fu, in effetti, un’epoca di grande turbolenza e l’Inghilterra un paese segnato dalla guerra civile, dalla lotta tra Corona e Parlamento, tra realisti cattolici e repubblicani puritani, aggravato dall’austero regime di Oliver Cromwell. L’avvocato, storico e musicista per diletto Roger North nel 1706 scriveva che in Inghilterra a quell’epoca “molti sceglievano di starsene a casa a suonare piuttosto che uscire a prendersi un colpo in testa”. Una perfetta descrizione della realtà di quegli anni.

A fiorire, nelle case dei borghesi benestanti non meno che presso i membri della nobiltà, fu soprattutto la musica da camera. Gli strumenti di questa “private Musicke” erano soprattutto l’arpa e i consort di flauti dolci e di viole. I compositori del tempo crearono una musica che se da un lato dialogava con il Barocco europeo in fatto di armonia e contrappunto, dall’altro continuava a nutrirsi della ricca tradizione popolare delle isole britanniche, della sua peculiare e inconfondibile qualità melodica, basata spesso su scale pentatoniche. Effetti originali e di grande effetto. Uno su tutti quello che si può ascoltare in A springlike rain: sfrutta ciò che gli inglesi chiamavano lyra-viol, una tecnica di “scordatura” dello strumento che permette di ottenere, oltre ad accordi particolari, anche un suono speciale. In questo caso l’imitazione della pioggia di primavera, “voce di natura” che si mescola agli echi della storia.

Questo dunque fu il punto d’incontro tra colto e popolare all’epoca e questo è anche il terreno in cui si incontrano oggi Dorothée Oberlinger e Vittorio Ghielmi – colleghi al Mozarteum di Salisburgo, da sempre impegnati nella musica antica, al punto di fondare, nel 2007 l’orchestra Il Suonar Parlante – e musicisti come Fabio Rinaudo, Fabio Biale e Michel Balatti, studiosi e interpreti della tradizione popolare irlandese e scozzese, regolarmente invitati nei maggiori festival internazionali. Sabato sera si potranno ascoltare tutti insieme, per un concerto che unisce raffinatezza e tradizione in un mix più unico che raro.

Origini – Programma compatto e coerente, quello proposto dal Trio Quodlibet, svizzero per fondazione. Un viaggio attraverso le note di cinque compositori, tutti di estrazione diversa: George Enescu, George Enescu, Heitor Villa-Lobos, Richard Strauss e Gideon Klein. Un florilegio di pagine di raro ascolto. Composti nell’arco di un decennio tra i più drammatici della storia contemporanea (1934-1945), nei contesti biografici più disparati, sulle due sponde dell’Atlantico, i primi tre brani in programma sono tutti lavori della piena maturità dei rispettivi autori: Martinů scrisse il proprio Trio nel 1934, Villa-Lobos nel 1945, Klein nel 1944, a 4 mesi dalla morte. La cifra del tragico, rintracciabile in ciascuna di queste partiture, connota con tutta evidenza il Trio di Gideon Klein, canto del cigno del compositore moravo deportato nel campo di concentramento di Theresienstadt/Terezín, la cui singolare, florida attività musicale, sfruttata dai nazisti per fini propagandistici, rappresentò per chi la scrisse una «rivolta dell’anima». Nei lavori di Klein, Martinů, Villa-Lobos confluisce un variopinto mondo espressivo in cui trovano casa, in varia misura, virtuosismo e scrittura concertante, sperimentazione formale e tradizioni popolari, drive ritmico travolgente e spiccato lirismo, tradotti in una scrittura densa e severa.

Fanno da corollario a questo atteggiamento spiccatamente engagé le altre due pagine, opera di altrettanti, promettenti diciottenni, come erano Enescu nel 1899 e Strauss nel 1882, che le composero in quell’ultimo ventennio del XIX secolo nello spirito della gioventù spensierata e con tutta l’eleganza tardoromantica fatta propria con molto talento dai due compositori in erba. Di raffinati esercizi, insomma, si tratta, rispettivamente su un illustre topos musical-letterario, quello, di ascendenza ancora provenzale, della serenata cantata dall’amante all’alba della separazione, e su una melodia popolaresca, pretesto per esibire, nel contesto d’un Musizieren familiare (il titolo stesso allude al nome dell’orchestra di parenti e amici diretta dal padre di Strauss: “Harbmi”), la maturità di una scrittura attrezzata sul piano tecnico, disinvolta e convincente su quello espressivo, che si permette persino la malizia di far affiorare irriverenti citazioni dell’allora recentissimo Ring wagneriano. Il concerto sarà preceduto da un’introduzione di Mattia Palma.

Il Trio Quodlibet si è costituito nel Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano durante il percorso di studio individuale dei suoi componenti, conclusosi con il massimo dei voti nell’ambito cameristico. È formato da MariechristineLopez al violino, Virginia Luca alla viola e Fabio Fausone al violoncello.

I contributi musicologici dai quali attinge questo testo, editi sul programma di sala, sono a cura Nicola Pedone e Raffaele Mellace.

Il Festival delle Città di Milano e Torino, realizzato da I Pomeriggi Musicali di Milano e Fondazione per la Cultura di Torino con il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, è reso possibile anche grazie al prezioso contributo del partner Intesa Sanpaolo, che ha creduto al progetto sin dalla prima edizione, al sostegno di Compagnia di San Paolo e degli sponsor Pirelli e Fondazione Fiera di Milano.

La biglietteria di MITO a Milano, presso il Teatro Dal Verme, in via San Giovanni sul Muro, 2 è aperta da martedì a sabato, orario 11-19. Informazioni: +39.02.87905201 – biglietteriamito@ipomeriggi.it

PROGRAMMA

Irlanda e Scozia (Sala Puccini, Conservatorio di Milano, ore 21)

John Adson (1587 ca.-1640)
Adson’s Masque da Courtly Masquing Ayres, 1621

Anonimo (XVII secolo, prob. John Coperario 1570 ca.-1626)
Cupararee or Gray’s Inn

Henry Purcell (1659-1695)
Ciaccona da The Fairy Queen

Turlough O’Carolan (1670-1738)
Lord Galway’s Lamentation

Anonimo
Stingo da The English Dancing Master, 1651

Turlough O’Carolan
Cremonea da A Collection of the most celebrated Irish Tunes, Dublino 1724

James Oswald (1710-1769)
The Reel of Tulloch

Vittorio Ghielmi (1968)
Air for little Vicky

Tradizionale irlandese e scozzese (sec. XVIII)
Sheehan’s ReelMiss McLeod’s Reel da O’Farrell’s Pocket Companion, 1805

Tobias Hume (1569-1645)
The Passion of Musick

Anonimo irlandese (sec. XVIII)
Green eld of Canada

Robert Bremner (1713 ca.-1789)
The Hen’s march da Scottish Collection of Airs and Marches

Tradizionale Irlandese / Henry Purcell
Lilliburlero, 1620 ca.
Anonimo (sec. XVII)
The Duke of Norfolk (Paul’s Steeple) da The English Dancing Master, 1651 e da The Division Violin, Londra, 1685
*****

Henry Purcell
Prelude in re minore N 773
Chaconne in four Parts in sol minore Z 730
Vittorio Ghielmi
Ricordi da una antica melodia: A springlike rain
Nicola Matteis (1675-1749)
Preludio in delasolre terza maggiore
Diverse bizzarrie Sopra la Vecchia Sarabanda o pur Ciaccona
Anonimo Scozzese / Thomas D’Urfey’ (sec. XVII) (1653-1723)
She rose and let me in da Pills to Purge Melancholy, 1719
Anonimo irlandese
The Irish Ho-Hoane da Fitzwilliam Virginal Book, 1610 ca.-1625
Anonimo irlandese (sec. XVIII)
The boys of Garrick
Anonimo
Parson’s Farewell da The English Dancing Master, 1651
Anonimo irlandese (sec. XVII)
March of the king of Laois
Anonimo
Jacksons Rowly Powly jig da O’Farrell’s Pocket Companion for the Irish or Union Pipes, 1804-1810

Il Suonar Parlante
Fabio Biale violino, bodhran
Cristiano Contadin, Rodney Prada viole da gamba
Johanna Seitz arpa
Dorothée Oberlinger flauto dolce
Vittorio Ghielmi viola da gamba
Fabio Rinaudo uilleann pipes, whistle
Michel Balatti flauto traverso irlandese

Origini (Teatro LaCucina, ore 21)

George Enescu (1881-1955)
Aubade

Bohuslav Martinů (1890-1959)
Trio per archi n. 2 H. 238
AllegroMolto moderato

Heitor Villa-Lobos (1887-1959)
Trio per archi W 460
Allegro
Andante Scherzo (Vivace) Allegro preciso e agitato

Richard Strauss (1864-1949)
Variazioni su Das Dirndl is harb auf mi
(La fanciulla è ancora acerba per me) per trio d’archi

Gideon Klein (1919-1945)
Trio per archi
Allegro Lento
Molto vivace

Trio Quodlibet
Mariechristine Lopez violino
Virginia Luca viola
Fabio Fausone violoncello

BIOGRAFIE

Il Suonar Parlante. Questa espressione, creata da Niccolò Paganini, si riferisce a una particolare tecnica di emissione sonora, per mezzo della quale gli strumenti possono realmente imitare la voce umana. Questa tecnica sopravvive in zone marginali della cultura musicale europea e in aree extra-europee e la sua conoscenza è essenziale per una corretta comprensione del nostro patrimonio antico e moderno. Dal 2002 i musicisti de Il Suonar Parlante. Il Suonar Parlante Orchestra è stata fondata nel 2007 da Vittorio Ghielmi e Graciela Gibelli come orchestra in residenza per la 46° Semana de Música Religiosa de Cuenca, dove è stata protagonista della prima mondiale di uno spettacolo basato sul ciclo Membra Jesu Nostri di Buxtehude. Da allora l’Orchestra è stata invitata regolarmente nelle più importanti sale da concerto di tutto il mondo.  È stata orchestra in residenza al Festspiele di Stoccarda nel 2010, al Festival di Segovia nel 2011, al Festival Bozar Bruxelles. Il cd Barbarische Schönheit, con il virtuoso moldavo di cymbalon Marcel Comendant, ha vinto diversi premi della critica e il cd The Passion of Musick, con Dorothée Oberlinger, ha vinto l’Echo Klassik Preis 2015. Il nuovo album Gypsys Baroque con Stano Palúch al violino è in preparazione.

Dorothée Oberlinger è una delle più sorprendenti scoperte musicali degli ultimi anni: i suoi concerti hanno ottenuto grandi consensi e i suoi progetti discogra ci sono regolarmente tra le migliori nuove pubblicazioni. Si è esibita come solista nei Festival e nelle sale di tutta Europa, Stati Uniti e Giappone. Ha suonato con alcuni tra i più prestigiosi ensemble barocchi come London Baroque e Musica Antiqua Köln diretti da Reinhard Goebel, e con orchestre sinfoniche come WDR Rundfunkorchester e Detmolder Kammerorchester. Collabora regolarmente con i Sonatori de la Gioiosa Marca, con cui ha suonato in tutta Europa: il cd inciso con loro ha ricevuto diversi premi da parte della stampa internazionale. È direttrice dell’Ensemble 1700, da lei formato nel 2003, con cui ha realizzato diversi progetti legati alla musica del XVII e XVIII secolo. Dal 2004 è docente di flauto dolce al Mozarteum di Salisburgo.

Nato a Milano, Vittorio Ghielmi ha studiato violino e viola da gamba con Roberto Gini, Wieland Kuijken, Christophe Coin. Nel 1995 ha vinto il Concorso Internazionale “Romano Romanini” di Brescia.
Da sempre interessato alle antiche tecniche strumentali e alla loro sopravvivenza nelle tradizioni etniche, nel 1997 ha ricevuto l’Erwin Bodky Award (Stati Uniti). Come solista e direttore si è esibito nelle più prestigiose sale del mondo accompagnato da importanti orchestre (Los Angeles Philharmonic Orchestra, Philharmonia Orchestra, Il Giardino Armonico, Freiburger Barockorchester) o in recital, in duo con il fratello Lorenzo e con il liutista Luca Pianca.
Ha collaborato con artisti come Leonhardt, Bartoli, Brunello, Onofri, Mullova, Carmignola, Goebel, Antonini. È stato interprete di prime esecuzioni (Concerto per viola da gamba e orchestra di Uri Caine nel 2008; Bagatelle trascendentali per viola da gamba, liuto e orchestra di Nadir Vassena nel 2006, fra gli altri). Dal 2007 al 2011 è stato assistente di Riccardo Muti al Festival di Salisburgo.
Insegna viola da gamba al Conservatorio di Brescia e al Mozarteum di Salisburgo e ha tenuto masterclass e conferenze in tutto il mondo. Numerose le incisioni discogra che e i premi della critica. Suona una viola di Michel Colichon, Paris 1688.

Fabio Rinaudo è attento studioso e interprete della uilleann pipes, la cornamusa irlandese e della musette bourbonnaise, la cornamusa del centro Francia.
La sua attenzione si rivolge allo studio della musica tradizionale irlandese, nord italiana, del centro Francia e della musica antica. Nella sua carriera ha tenuto più di 2500 concerti in Italia e in Europa e ha inoltre inciso per prestigiose radio nazionali ed etichette discogra che. Fondatore dei Birkin Tree nel 1982 ha partecipato a trasmissioni televisive e radiofoniche su diverse reti. Si è esibito con artisti irlandesi come Martin Hayes, Dennis Cahill, The Chieftains, Liam O’Flynn, Cyril O’Donoghue, Tony O’Connell, Michael Queally. Ha suonato in diversi festival, tra cui Master of Tradition, Enterprise Ireland a Milano, Irish Night al Ravenna Festival. Nel 2005 ha fondato i Liguriani, con i quali ha suonato in tutta Europa e inciso due album per l’etichetta Felmay.

Michel Balatti si è diplomato in flauto al Conservatorio di Genova. Dal 1995 si dedica allo studio della musica irlandese e nel 2001 viene chiamato a far parte dei Birkin Tree, con cui ha tenuto centinaia di concerti in tutta Italia ed Europa. Tra il 2004 e il 2005 ha vissuto a Ennis nella contea del Clare in Irlanda, dove ha avuto modo di apprendere il repertorio, lo stile e la sensibilità musicale tipica di quest’area. Dal 2003 si dedica esclusivamente ai flauti traversi in legno a sistema semplice, di cui è riconosciuto come uno dei massimi interpreti a livello nazionale. Ha suonato in diversi festival irlandesi e ha partecipato a trasmissioni televisive e radiofoniche per prestigiose emittenti. Si è esibito con artisti irlandesi come Martin Hayes e Dennis Cahill, Mick O’ Brien, The Chieftains, Niamh Parsons, Seána Davey, Cyril O’Donoghue, Tony O’Connell, Caitlin Nic Gabhann, e Caoimhín Ó Raghallaigh. Nel 2005 insieme a Fabio Rinaudo e Filippo Gambetta ha fondato i Liguriani.

Il Trio Quodlibet si è costituito nel Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano durante il percorso di studio individuale dei suoi componenti, conclusosi con il massimo dei voti nell’ambito cameristico. Nel corso del Master of Arts, hanno studiato con Bruno Giuranna, Stefano Molardi, Enrico Dindo, Yuval Gotlibovich e Nora Doallo. Attualmente studiano presso l’Accademia Walter Stauffer con il Quartetto di Cremona. Si sono inoltre perfezionati con il Belcea Quartet, il Fine Arts Quartet, Heime Müller, Hariolf Schlichtig, Ula Ulijona e Stefano Guarino. Nel 2017 è stato selezionato per il progetto Le Dimore del Quartetto. Nel 2016 gli è stato assegnato il secondo premio “Tina Orsi Anguissola Scotti” al Val Tidone International Chamber Music Competition, il primo premio all’European Music Competition di Moncalieri e il premio speciale della giuria al Coop Music Awards. Si è esibito per i Concerti della Cappella Paolina al Quirinale a Roma in diretta su Rai Radio3 e Rai Quirinale nel 2016 e nel 2017, per l’Unione Musicale di Torino, Musica Insieme di Bologna, Omaggio a Cremona nel 2016 e nel 2017, Festival Pablo Casals e Jeunesses Musicales Deutschland. Nel 2017 con il Progetto Goldberg ha preso parte a una tournée nel sud della Francia, a una residenza presso il Ravenna Festival, a concerti per la Fondazione Bottari Lattes a Monforte d’Alba e per il Museo del Violino di Cremona presso l’Auditorium Arvedi.

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