di Francesca Monti
Arriva al cinema il 21 settembre “Tiro Libero”, il nuovo film di Alessandro Valori, che vede come protagonista femminile Maria Chiara Centorami, nei panni di Isabella, volontaria di un centro di riabilitazione per disabili.
La giovane e talentuosa attrice vastese è alla seconda esperienza con il regista Valori dopo “Come saltano i pesci” ed ha preso parte anche a “Rapunzel-Il Musical” con Lorella Cuccarini.
Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Maria Chiara Centorami, parlando del film “Tiro Libero”, dell’importanza dello sport come mezzo di inclusione, e dei progetti in cui la vedremo impegnata prossimamente.
Maria Chiara sei la protagonista femminile del film “Tiro Libero”. Ci puoi presentare il tuo personaggio?
“Isabella è la classica ragazza della porta accanto, è un’insegnante con posto precario e nel momento in cui si racconta la storia si occupa di ragazzi diversamente abili ma anche di anziani nel centro di riabilitazione in cui fa la volontaria per passione, ha questa vocazione verso il prossimo e terrà testa al giovane Dario (Simone Riccioni) che è uno scapestrato. Isabella riuscirà a fargli cambiare il modo di guardare le cose e cambierà anche lei nel corso della storia, la vedremo forse innamorarsi”.

Come ti sei preparata per interpretare Isabella?
“Isabella è un personaggio molto vicino a me, perché io amo i bambini e non è stato difficile avvicinarmi ai ragazzi che hanno recitato nel film, alcuni di loro tra l’altro sono realmente in carrozzella e giocano a basket, ed è stato un arricchimento umano lavorare insieme. Devo dire che spesso stupidamente noi abbiamo un attimo di timore ad avvicinarci alla diversità, questa è solo ignoranza nostra perché la diversità è negli occhi di chi guarda. A volte non sappiamo come comportarci, ci sentiamo in imbarazzo, invece devi rapportarti con loro come fai con chiunque altro. Questi ragazzi ci hanno aperto un mondo, che a me era già vicino perché sia mia madre che le mie zie sono insegnanti e tutte sono partite dal sostegno, quindi sono temi che non mi erano estranei. Sono cresciuta con bambini, fratellini, nipotini, e spesso sono venuta a contatto con situazioni di diversità, di disabilità. A volte ci chiediamo come far capire a un bambino che siamo tutti uguali… La cosa stupenda è che i bimbi sono più bravi degli adulti a capire che non c’è diversità. Il primo giorno sono andata sul set con gli attori, in questo palazzetto dello sport, e c’erano i ragazzi che giocavano a basket in carrozzina. Noi non sapevamo cosa dire, invece i ragazzini attori erano spigliati e in trenta secondi hanno fatto amicizia e si sono interfacciati tra loro senza problemi e hanno imparato a impennare con la sedia a rotelle. E’ stato uno spettacolo bellissimo”.
Il messaggio molto importante che passa dal film è che lo sport è un mezzo fondamentale per superare i pregiudizi che purtroppo ancora esistono e per facilitare l’inclusione in una società in cui spesso le persone considerate “diverse” vengono emarginate…
“Esatto, le persone diversamente abili sono come quelle normodotate e hanno bisogno come chiunque di un’attività di svago. Lo Stato italiano passa loro degli aiuti per la carrozzella che usano tutti i giorni, però non ci sono fondi stanziati per le carrozzelle particolari, come ad esempio quelle sportive. Non tutte le famiglie possono permettersi un acquisto del genere, anche perchè un genitore lavora e l’altro accudisce il figlio, quindi le entrate economiche sono limitate. Di conseguenza un aiuto da parte dello Stato deve esserci anche in questo senso. Lo sport è un valore aggiunto alla vita di ognuno di noi, a qualsiasi età”.

Questo film è la tua seconda esperienza con il regista Alessandro Valori dopo “Come saltano i pesci”. Come ti sei trovata sul set, lavorando a fianco di grandi attori come Antonio Catania, Nancy Brilli, Paolo conticini, Biagio Izzo?
“Questa è stata la seconda esperienza e mi sono trovata bene così come sul set di Come saltano i pesci, Alessandro è un regista che ti ascolta, che parla con gli attori, le cose si decidono insieme, a volte si improvvisano. Per quanto riguarda il rapportarmi con artisti di questo calibro, essendo la protagonista femminile del film sono stata tutto il tempo sul set nelle Marche e anche nei giorni off in cui non avevo scene da girare, chiedevo di essere comunque lì per guardare gli altri recitare e imparare. E’ stato un arricchimento artistico per me”.
Parlando di grandi artisti, hai preso parte al musical di successo “Rapunzel”, con Lorella Cuccarini. Che esperienza è stata?
“Sono andata per gioco al provino, eravamo tantissimi, mi hanno scelta e sono stata catapultata in questo mondo nuovo per me. Io ho sempre ballato da piccola, ma il canto è arrivato nella mia vita recentemente. Credo che queste discipline siano complementari nel lavoro di attore perché l’uso del corpo e della voce sono i nostri primi strumenti. Io faccio teatro da quando avevo 12 anni e arricchire sempre di più il proprio bagaglio è importante. Lorella è una persona fantastica, una mamma, un esempio da seguire, io voglio costruire una carriera e allo stesso tempo avere dei bambini, proprio come ha fatto lei, che ha 4 figli ed è Lorella Cuccarini. Per me è stato un bell’incontro. Sempre parlando di grandi artisti il lavoro di cui vado più fiera è però lo spettacolo teatrale “Otello”, messo in scena al Silvano Toti Globe Theatre di Roma, con la direzione artistica di Gigi Proietti in cui avevo il ruolo di Desdemona. Credo sia stata l’emozione più forte provata finora”.

foto tratta dal profilo Facebook
Hai delle attrici a cui ti ispiri?
“Ci sono diverse attrici che ammiro, Meryl Streep a livello internazionale, in Italia mi piacciono molto Micaela Ramazzotti, Margherita Buy, Jasmine Trinca”.
In quali progetti ti vedremo prossimamente?
“Sto preparando uno spettacolo che si chiama “Attrazioni cosmiche” e andrà in scena la Teatro de’ Servi per la regia di Marco Cavallaro. Ho finito inoltre da poco di girare la quarta stagione della serie di Rai Gulp “Maggie & Bianca”, in cui interpreto Miranda, una giovane imprenditrice nel campo della moda”.
“Tiro Libero” è una storia intensa di dolore e speranza, di amore, solidarietà e sport.
Nel cast troviamo Simone Riccioni, Maria Chiara Centorami, Jacopo Barzaghi, Nancy Brilli, Antonio Catania, Biagio Izzo, Paolo Conticini, Marianna Di Martino, distribuito da Rainbow e Linfa Crowd 2.0.
Protagonista maschile del film, tratto dal libro omonimo di Simone Riccioni e Jonathan Arpetti (Sperling & Kupfer), è Dario (Simone Riccioni) che grazie al grande talento per il basket, circondato da fan che lo seguono ovunque. Il ragazzo, dal temperamento arrogante, è allo stesso tempo un campione di insulti e cattive maniere, di cui fa sfoggio in piena luce e nei momenti peggiori. E’ uno che ha tutto e quello che non può avere se lo prende grazie ai soldi del padre (Antonio Catania) e la tolleranza della madre (Nancy Brilli). La vita di Dario però cambia improvvisamente. Durante una importante partita di campionato, improvvisamente cade a terra. Gli viene diagnosticata una distrofia muscolare. A questo si aggiunge il fatto che viene poi condannato a svolgere un’attività sociale presso un centro di riabilitazione per disabili, per aver insultato e umiliato una ragazza che gli aveva solo sfiorato il suv. Qui incontrerà una ragazza di cui si era subito innamorato, Isabella (Maria Chiara Centorami), una volontaria del centro. Dario è lì per allenare la squadra di basket di un gruppo di ragazzi disabili in carrozzina. Ma a lui così viziato non va per nulla di avere a che fare con questi ragazzini e così non prende troppo sul serio il suo lavoro. Solo quando capisce che per conquistare Isabella deve passareaiutare quei ragazzini diversamente abili, Dario inizia ad allenarli e a capire che forse dentro di lui c’è una grande voglia d’amare e di cambiare il suo modo di vivere.
