CANALE 5: QUESTA SERA A “MATRIX” OSPITE ANTONIO TAJANI : «SERVE UN PIANO MARSHALL PER L’AFRICA» «ALL’ITALIA CHIEDERÒ UNA MORATORIA SULLO IUS SOLI»

«Lingua e valori. Non possiamo accettare chi vuole infibulare le donne, chi vuole avere quattro mogli, e chi non rispetta la parità tra uomo e donna. Chi non rispetta queste regole se ne torna a casa sua»:  questa la premessa di Antonio Tajani, il presidente del Parlamento Europeo, ospite di Nicola Porro a “Matrix” (questa sera in seconda serata su Canale 5).

In merito alla possibilità che ci sia un’attitudine ideologica dell’Europa nei confronti dell’accoglienza, Tajani risponde: «C’è una grande confusione mi pare, non ci sono le idee chiare. Non possiamo accogliere un’immigrazione senza limiti –  aggiunge –  Noi non possiamo accogliere milioni di persone. Se non interveniamo oggi con una strategia a medio-lungo termine avremo milioni di africani che si sposteranno dal Sud del mondo al Nord del mondo. Ecco perché serve un piano Marshall per l’Africa. Investire, avere una strategia per risolvere i problemi e impedire che nei prossimi decenni, milioni di persone, si spostino verso l’Europa».

«Per un piano, minimo Marshall, verso l’Europa  – prosegue -secondo me servono 40 miliardi a lungo termine. Per combattere il terrorismo di Boko Haram, per favorire la crescita, per la stabilità, per combattere contro il cambiamento climatico e impedire che il deserto si mangi l’agricoltura. Per impedire che la siccità e la carestia devastino il Sudan, la Somalia, l’Eritrea e l’Etiopia. Per garantire crescita economica ai Paesi dell’Africa Centrale serve una grande strategia e una diplomazia economica». Quindi sottolinea: «Noi abbiamo un interesse per la stabilità dell’Africa completamente diverso dalla Cina che sta facendo un genere di business che noi dobbiamo impedire».

A poche ora dall’incontro con il presidente franceseMacron, Tajani esprime il suo parere: «I francesi e gli americani hanno fatto un errore clamoroso nell’uccidere Gheddafi. Sono arrivati i Boko Haram, i mercanti di armi, i fratelli musulmani, l’Isis: un disastro. Questo ha portato morte e immigrazione illegale. Adesso l’Europa ha un interesse complessivo. Sarebbe un errore parlare con tante voci differenti. Quello che chiederò a Macron – dice con convinzione – è di far parte di una “strategia europea”. Se non lo fa, commette un errore gravissimo, come quello già commesso con Sarkozy – spiega – quando hanno fatto il contrario di quello che chiedeva l’Italia e la Germania, c’era un accordo tra Roma e Berlino. Adesso, se la Francia non capisce che deve lavorare insieme all’Italia, alla Spagna, alla Germania e agli altri Paesi europei delle Nazioni Unite per risolvere la questione Africa, sarebbe autolesionismo. Quindi – conclude – mi auguro che Macron, giovane e intelligente, capisca».

Sul tema dell’integrazione, il presidente ribadisce il suo «no» e avanza: «Penso che si debba chiedere all’Italia una moratoria su questo tema. Interrompere il dibattito sullo Ius soli e riaprirlo semmai dopo le elezioni. Ritengo sia la cosa più giusta da fare visto che chi diventa cittadino italiano diventa anche cittadino europeo. E’ importante quindi porre il problema sul tavolo del Consiglio Europeo per avere una norma (europea) uguale per tutti. Altrimenti si rischia il caos e, durante la campagna elettorale, non credo sia giusto cercare di prendere un po’ di voti per trascinarsi immigrati da una parte, creando poi un’ostilità nei confronti degli immigrati dall’altra parte. Molto più giusto impedire che questo dibattito sia fatto sulle spalle di persone che non c’entrano solo per ragioni di interesse politico».

Tajani torna poi sul tema dell’integrazione e ribadisce di annullare la doppia cittadinanza per chi sceglie di diventare europeo. «Un extracomunitario che diventa cittadino europeo non può avere un doppio passaporto. Lo può avere un europeo, non lo può avere un extracomunitario. Perché se si sceglie di essere europei, si diventa europei e si rinuncia non alla propria cultura e alla propria storia, ma si rinuncia ad avere una doppia identità».

Convinto dell’unione della Lega e Forza Italiaaggiunge: «Credo nell’unità del centro destra, che non significa identità totale, non significa essere la stessa cosa, ma significa esser parte di una coalizione in cui ognuno fa il suo. E dove il ruolo più importante deve svolgerlo Forza Italia perché è il punto di rifermento di quella grande maggioranza silenziosa, di quegli italiani che si alzano presto e vanno a lavorare e non hanno il tempo di partecipare alle manifestazioni,  che non hanno il tempo di strillare per la strada e anche di quei giovani che passano le notti insonne perché non riescono a trovare lavoro».

Infine Tajani, nel corso dell’intervista, esclude la possibilità di candidarsi nel centro destra e asserisce:«Sto pensando a fare bene il presidente del Parlamento Europeo. Ho vinto le primarie all’interno del Partito Popolare Europeo e ho battuto il candidato di sinistra, quindi sono stato eletto senza un accordo tra il Partito Popolare e il Partito Socialista. Ho vinto grazie al consenso dei conservatori e dei liberali e naturalmente della mia famiglia, il Partito Popolare Europeo. Quindi credo di aver molto da fare cercando di rendere onore all’Italia, assumendo il ruolo di guida delle istituzioni più importanti dall’Ue. Cercando di mantenere gli impegni che ho preso. Ho dedicato la mia vittoria alle popolazioni vittime del terremoto. La firma più bella l’ho messa la scorsa settimana erogando un miliardo e duecento milioni dal bilancio comunitario per le popolazioni vittime del sisma. A questa somma se ne aggiungeranno altrettanti, frutto dei fondi strutturali».

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