Intervista con L’Aura: “Il contrario dell’amore è tutto quello che dell’amore non vedi”

 

 

di Francesca Monti

A sei anni di distanza dall’ultimo lavoro, venerdì 22 settembre esce il nuovo disco di L’Aura, “Il contrario dell’amore” (Time Records), anticipato dai singoli “I’m an alcoholic” e “La meccanica del cuore”.

L’album è un melodramma pop contemporaneo in tre atti, un racconto fatto di tredici canzoni e tre racconti brevi che narrano le vite di tre personaggi: Mary Jane (come l’omonima canzone di Alanis Morissette, manifesto dell’Alt Rock al femminile anni ’90); Lucy (come la canzone-simbolo degli Anni ’60 “Lucy in The Sky With Diamonds” dei Beatles); Lisa (da quello splendido ritratto Anni ’70 che è “Sad Lisa” di Cat Stevens), tre alter ego attraverso cui la cantautrice racconta i momenti cruciali che ha vissuto negli ultimi anni.

L’amore inteso in senso universale è il concetto attorno a cui ruota il viaggio musicale del disco, in cui L’Aura (vero nome Laura Abela) racconta la gioia e la rabbia, l’incanto e il disincanto, l’emozione e il dolore, attraverso le mille sfumature della sua voce unica e sognante, con dei testi veri e sinceri, che ci fanno capire che nonostante tutto l’amore è la cosa più importante.

Abbiamo incontrato L’Aura a Milano. Ecco cosa ci ha raccontato in questa piacevole chiacchierata.

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Ciao Laura, il 22 settembre esce il tuo nuovo disco “Il contrario dell’amore”. Ci puoi raccontare com’è nato questo progetto e come hai lavorato sul sound?

“La prima cosa su cui ho lavorato è stata La meccanica del cuore che è il singolo in rotazione radiofonica, che ho scritto nel 2012, inizialmente Simone, il mio produttore nonché mio marito, mi aveva proposto un mondo dove c’erano suoni elettronici contemporanei ma non era quello che volevo, desideravo un disco che fosse molto suonato, perché volevo tornare agli album che ho realizzato qualche anno fa, fatti in presa diretta, coi musicisti, con la band. Allora abbiamo cercato dei riferimenti, abbiamo pescato dai Beatles e da altre fonti musicali, da lì in poi ho visto che stavo scrivendo dei brani di generi diversi e ho trovato tre filoni, che si ricollegano a un tema. Innanzitutto la linea guida era l’aspetto personale dei testi, molto autobiografici, e poi proprio perché questi brani prendevano ispirazioni varie, ho pensato di fare una sorta di tributo. Così prima di tutto è nata una storia, ho cominciato a scrivere questi racconti e mi sono venuti in mente questi tre personaggi, queste tre donne che vivevano in tre epoche diverse e che potevano raccontare queste storie, ognuna in un’epoca che mi aveva segnata musicalmente cercando di creare queste tipologie di sapori sonori. Poi il disco suona anche moderno perché gli strumenti utilizzati sono odierni, per cui c’è un contrasto tra gli arrangiamenti d’antan e le storie contemporanee. E’ stata una gestazione lunga, ho scritto tanti brani, alcuni sono rimasti fuori da questo progetto ma verranno poi recuperati in altri dischi. In realtà alcune cose le scrivo prima e poi le finisco tre dischi dopo. I’m an alcoholic per esempio, che ha funzionato bene in radio, era solo una strofa del 2006, poi l’ho lasciata lì, Simone dopo averla ascoltata mi ha consigliato di finire di scriverla. Ed è andata bene”..

Hai citato I’m an alcoholic, il cui video è molto particolare e originale. Da chi è nata quest’idea?

“Per la prima volta in questo disco sentivo che la cosa giusta da fare era esserci al 100%, mentre prima mi affidavo agli altri per le scelte artistiche. In questo video ho scelto io la storia, i vestiti, i personaggi, così come l’estetica dell’album, i produttori. Nello specifico ho messo in luce sostanzialmente l’idea di questa persona che vive in questa casa e a un certo punto continua a mangiare le caramelle e ne diventa dipendente, e comincia a vedere questi personaggi che sono un po’ i miei demoni, che mi invitano a ballare, come se fossero la tentazione. Ho usato tutte queste metafore per parlare anche di cose meno piacevoli che mi sono successe. Alla fine si fanno tanti sbagli, crescere vuol dire anche sbagliare. Io metabolizzo tutto, shakero e trasformo in immagini. A me piacciono molto la simbologia, le icone, le studio da molto tempo”.

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credit foto Cosimo Buccolieri

Parlando del titolo del disco, cos’è per te “Il contrario dell’amore”?

“Il contrario dell’amore è tutto quello che dell’amore non vedi, è il fraintendimento dell’amore, pensi che sia tutto oro ma in realtà non è così, l’amore è fatto di tanto affetto, ma anche di incomprensioni e di aspettative e spesso quando abbiamo aspettative nei confronti degli altri stiamo già rovinando questo amore, che non è necessariamente romantico, ma può essere amore verso genitori, amici, figli, è un disco che parla di relazioni in generale”.

Cosa rappresentano per te le tre epoche musicali, anni ’60, ’70, e ’90 che hanno ispirato le tre storie del disco? 

“Ho scelto queste epoche perché gli anni ‘90 sono stati il recupero delle sonorità dei ’60 e ‘70, io sono una cantautrice e quelli sono gli anni in cui la musica cantautorale e il rock sono usciti molto di più. Parlo della seconda metà degli anni ‘60 perché nei primi anni la musica era ancora commerciale, con canzoni cantate da interpreti e scritte da altri artisti. Io invece voglio parlare di cose mie, sono nata con una testa complicata e questo aiuta la creatività”.

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credit foto Cosimo Buccolieri

Com’è nata la collaborazione con i Gnu Quartet?

“I Gnu Quartet li conosco da tantissimi anni, dal 2006, loro mi avevano contattato dopo l’uscita del mio primo disco, perché piaceva loro quel che facevo, siamo diventati molto amici, ci vediamo e sentiamo spesso. Io ho suonato il violino in un’orchestra da piccola per molti anni, per cui è naturale collaborare con gli archi. Quel brano lì nello specifico non ha bisogno di niente, è la storia che sto narrando la cosa più importante, è una canzone abbastanza vecchia, che è rimasta nel cassetto per vari motivi, è un pezzo d’antan che ha trovato collocazione in questo disco con il racconto delle tre epoche. Parla di una persona che era molto vicina a me e ora non lo è più”.

Qual è la chiave per far funzionare bene la meccanica del cuore?

“Io non l’ho ancora trovata, altrimenti non litigherei con mio marito…(ride). E’ difficilissimo, perché la meccanica del cuore va continuamente oliata altrimenti arriva la ruggine e fa incastrare tutto e ci si fraintende. E’ una bella lotta che però fa bene, fa crescere”.

Ci puoi anticipare qualcosa su quello che vedremo nei live?

“Alterneremo due tipologie di live, ci saranno dei concerti più rock con la band e altri in acustico piano e violino”.

Dal 22 settembre L’Aura sarà impegnata in un instore tour per presentare “Il Contrario dell’Amore”, queste le date: il 22 settembre al Mondadori Megastore di Piazza Duomo a MILANO (ore 17.00), il 23 settembre al Mondadori Megastore di TORINO (ore 17.00 – Via Monte di Pietà 2 ang. Via Roma), il 25 settembre alla Discoteca Laziale di ROMA (ore 18.30) e il 26 settembre al Mondadori Bookstore di NAPOLI (ore 18.30 – Piazza Vanvitelli, 10).

Questa la tracklist de “Il contrario dell’amore”: “Another bad rainy day”, “La Meccanica del cuore”, “I’m an alcoholic”, “Cose così”, “Il Pane e il vino”, “Unfair”, “L’Amore resta se c’è una fine”, “Quest’estate finirà”, “What makes you a man”, “Portami via” feat Gnu Quartet, “The Fear”, “The Bad side”, “Apologize”.

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