Intervista con il cantautore Luca Gemma: “La felicità di tutti è un desiderio”

di Francesca Monti

A due anni di distanza dal suo ultimo lavoro in studio, il cantautore Luca Gemma torna con un nuovo album dal titolo “La felicità di tutti” (Adesiva discografica/Self), uscito il 29 settembre. Prodotto e arrangiato da Paolo Iafelice e dallo stesso Luca Gemma, l’album contiene 10 brani, 9 inediti scritti interamente dal cantautore più una versione originale di “Cajuina”, celebre canzone dell’artista Caetano Veloso, rivisitata con un testo in lingua italiana scritto da Gemma e la voce di Ricardo Fischmann, cantante brasiliano dei Selton. Fra gli ospiti del disco anche Lele Battista al pianoforte e ai sintetizzatori.

L’album di Luca Gemma si caratterizza per una sonorità che rivela un naturale mix di generi fra canzone d’autore, folk, rock, soul e R&B.

Attraverso la sua voce, l’artista intona un inno alla vita e invoca il suo desiderio di vivere in un mondo migliore, da qui la copertina dell’album, ispirata a “Exile on Main St.” dei Rolling Stones del 1972, realizzata con un collage di fotoc he rappresentano un puzzle di tutti coloro che desiderano essere felici: fragole, fiori, cani, bambini, donne alate, illuminati, acrobati, signore di ogni età.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Luca Gemma. Ecco cosa ci ha raccontato.

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Luca, è uscito il tuo nuovo disco “La felicità di tutti”. Ci racconti com’è nato questo nuovo progetto?

“Questo disco è nato subito dopo il precedente, che aveva la particolarità di essere il mio primo progetto in inglese, Blue songs, uscito nel 2015, proprio perché in quel tempo avevo questo desiderio di prendermi una pausa dall’italiano sia come scrittura che come cantato e riuscire ad andare a suonare all’estero, cosa accaduta in Francia e in Australia. Subito dopo mi è tornata la voglia di scrivere in italiano, ho iniziato a lavorare per diverso tempo alle canzoni, le ho fatte ascoltare al mio produttore Paolo Iafelice e le abbiamo registrate. Poi è intervenuta la band che suona con me sia sul disco che dal vivo, abbiamo registrato in studio, prendendoci molto tempo, con la lavorazione diluita in parecchi mesi e finalmente il 29 settembre è uscito “La felicità di tutti””.

Come hai lavorato sul sound?

“Il disco è tutto suonato in diretta da basso, batteria, chitarra e fiati con suoni veri, antichi, non è un album di canzoni in stile electro-pop come ce ne sono adesso, è fatto alla vecchia maniera, poi c’è un lavoro di arrangiamento però la scelta del suono viene dal tipo di brani che ho inserito nel progetto che corrisponde ai miei gusti. A me piacciono i suoni autentici, un po’ sporchi che si usavano nel cantautorato anni 70 e nella musica black”.

Tra le tracce del disco c’è anche  “Cajuina”, celebre canzone dell’artista Caetano Veloso, da te rivisitata. Come mai hai scelto di inserire questo pezzo?

“Come regola scelgo sempre brani di altri artisti da cantare dal vivo e poi da mettere nei dischi, in base alle canzoni che mi piacciono. Questa fa parte della mia vita, la mia compagna cantava ai bambini “Cajuina” quando erano piccoli, quindi è sempre risuonata dentro casa. Era da un po’ di tempo che avevo fatto questo adattamento del testo in italiano ed è arrivato il momento giusto per proporre questo pezzo. Scelgo di fare un brano se sento di averci messo qualcosa di mio che non sia solo un’esecuzione, come successo in passato con qualche canzone di Modugno o di Paul Weller che ho inserito nei dischi precedenti”.

Come titolo per il disco hai scelto “La felicità di tutti”, un messaggio importante visti i tempi che corrono. Cosa rappresenta per te la felicità?

“Proprio visto quello che ci circonda e che percepiamo, l’idea della felicità di tutti non è una constatazione della mente ma un desiderio, la mia convinzione che sarebbe meglio che la felicità toccasse più persone mentre io vedo costantemente molto astio, egoismo, cattiveria, anche nei rapporti interpersonali più semplici o casuali, come se ci fosse un’aria pesante in giro che colpisce tutto. L’utopia è invece che la felicità raggiunga più persone. Poi per me la felicità è questione di momenti, di attimi che bisogna acchiappare e saper godere al meglio, non ho la presunzione di vivere come un uomo felice 24 ore al giorno. C’è chi ci riesce ma la felicità di tutti vuol dire guardare anche gli altri negli occhi, provare a capirli, essere meno egocentrici”.

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Questo concetto della felicità di tutti viene espresso anche dalla cover, dove ci sono frutti, fiori, animali, bambini...

“La felicità di tutti in questa utopia un po’ fricchettona che ho in mente racchiude anche il rispetto del pianeta che stiamo riducendo a una discarica, degli animali, delle persone, insomma è contemplata anche la natura. E’ un po’ il flower power degli anni ’60, amore universale, peace e love, rispetto della natura, quindi la copertina con questi tasselli, immagini di una fotografa italo-francese, corrisponde a questo puzzle di persone, cose, animali che hanno questa ambizione di essere felici, in questa armonia generale”.

Hai collaborato e scritto per grandi artisti (Fiorella Mannoia, Malika Ayane, Bobo Rondelli, Patrizia Laquidara, Cesare Malfatti, Marian Trapassi, Paola Donzella). Ce n’è uno con cui ti piacerebbe lavorare?

“Ce ne sono tantissimi, mi piacerebbe molto collaborare con altri cantautori che è la cosa più difficile perché scrivono per sé. Se dovessi dire un nome ti direi Edoardo Bennato che era uno dei miei idoli da ragazzo con Burattino senza fili”.

Cosa vedremo nei live?

“I live iniziano la prossima settimana dalla Francia, il 13 e 14 ottobre, a novembre presentiamo il disco alla Salumeria della Musica durante la Milano Music Week, nel frattempo suoniamo il 4 novembre a Tremezzina all’Acqua Cheta e altre date stanno arrivando. Faremo le prove con la band con cui suono da qualche anno ovvero Nik Taccori alla batteria, Andrea Viti al basso e Roberto Romano ai fiati. Speriamo di fare tante date perché la dimensione del live corrisponde a questo disco”.

Tra i progetti c’è anche quello di dare a questo disco un respiro internazionale e magari tornare a suonare in Australia?

“Sì, vorrei fare una versione in inglese di due brani e una in spagnolo di altri due pezzi e riuscire a suonare questo disco in Francia ma anche in altri Paesi Europei. Per il tour australiano c’è una possibilità ed entro la metà dell’anno prossimo dovremmo riuscire a presentare il disco anche laggiù”.

 

 

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