Thomas racconta il suo primo disco: “Contiene tutti i miei colori e i miei sogni”

di Francesca Monti

E’ stata un’estate ricca di impegni e soddisfazioni quella di Thomas, che, dopo l’esperienza ad Amici ha pubblicato l’Ep “Oggi più che mai” e ha attraversato l’Italia prima con l’instore tour poi partecipando a diversi prestigiosi Festival. A distanza di pochi mesi il giovane talentuoso cantautore pubblica il 13 ottobre il suo primo disco “Thomas” (Warner Music Italy), in cui il fil rouge che unisce i brani è l’amore declinato in tutte le sfaccettature, con un mix di sonorità Pop, Hip Hop e R’n’B.

Abbiamo incontrato Thomas e lui, con grande entusiasmo e semplicità, ci ha raccontato come ha lavorato al suo primo album e come pensa di allestire il live.

Thomas - Cover album

Ciao Thomas, a distanza di pochi mesi hai pubblicato un Ep e un album. Ci racconti come hai lavorato per questo nuovo disco?

“Il percorso ad Amici è stata una grande esperienza di vita, una palestra che mi ha formato sia a livello artistico che personale, e mi ha dato la possibilità di condividere il mio modo di fare musica e di viverla insieme a un pubblico che mi ha sostenuto fin dall’inizio e con il quale anche al di fuori del programma si è creato un legame bellissimo. Dopo Amici, ho iniziato a collaborare con Warner Music, ho pubblicato il mio primo EP, una sorta di biglietto da visita di quello che sono, una piccola introduzione al mondo della musica per presentarmi al pubblico. Quest’estate ho preso parte a molti Festival e ora con questo disco voglio confermare la mia identità artistica con i miei suoni e il mio mondo. Quest’album, infatti, si chiama Thomas perché contiene tutti i miei colori, i miei sogni e parla di me soprattutto nei suoni. Per quanto riguarda i testi ho una concezione della musica come magia, come qualcosa che ti fa viaggiare e ti porta oltre la realtà. Non sono storie che mi appartengono o che ho vissuto personalmente, anche perché per quanto riguarda la mia vita sentimentale il mio grande amore finora è stato la musica”.

Tra le tracce presenti nel disco c’è “Non ridere di me”…

“E’ un pezzo che ho scritto al pianoforte, che parla d’amore. Molto spesso abbiamo la concezione che se una persona esprime dei sentimenti sia fragile, per questo dico non ridere di me perchè sono innamorato. Il concept del disco è proprio l’amore in tutte le sue sfumature, c’è quello più ossessivo, quello più dolce, passionale, forte”.

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Come sei riuscito a lavorare al disco, nonostante gli impegni estivi?

“Ci siamo ritagliati lo spazio di una settimana per dedicarci completamente alle registrazioni di tutte le voci. Ho trascorso l’estate tra instore e festival delle radio. Mi riascoltavo quando avevo tempo e tra un impegno e l’altro ho scritto e ascoltato le tracce che mi mandavano per scegliere quelle da mettere nell’album. Dopo aver fatto la selezione di tutti i brani, abbiamo iniziato a lavorare in studio. Quindi mi sono sentito per telefono con Alex Trecarichi, per capire come procedevano i lavori e per confrontarci sui provini e sugli arrangiamenti. Diciamo che ho seguito a distanza il progetto a causa dei ritmi serrati di questi mesi però sono veramente felice del risultato. Spero che il disco piaccia al pubblico”.

Tra le collaborazioni presenti nel disco c’è proprio quella con Alex Trecarichi…

“In questo album mi sono cimentato come interprete oltre che come autore e ho cercato di scegliere i brani più personali e più identificativi possibili. E’ un album che mi rappresenta molto. Con Alex avevo già lavorato per gli arrangiamenti del mio primo EP insieme a Stash, mi era piaciuto molto il lavoro fatto e volevo ricollaborare con lui. È stato un confronto continuo, che mi ha aiutato a crescere e mi ha aperto nuovi mondi”.

Tornando ad Amici, hai mantenuto i contatti con gli altri ragazzi della scuola?

“Ho mantenuto i contatti con le persone con cui ho legato di più quindi Sebastian, Shady, Giulia, poi quest’estate ho incontrato Riki e Federica in vari festival e ci siamo dati un abbraccio di forza e un reciproco scambio di energia, perchè è iniziato un bel percorso per tutti noi”.

Con chi ti piacerebbe collaborare?

“Mi piacerebbe collaborare con un rapper”.

Che tipo di musica ti piace ascoltare?

“Secondo me la musica è affascinante nel complesso, è un mondo vastissimo. Ascolto di tutto ma stilisticamente in questo momento mi sento vicino alle sonorità funk, soul e R’n’B e mi piace mescolarle con il pop e il cantautorato italiano. È lo stile che mi sento di fare in questo momento, che più mi rappresenta, poi ovviamente cerco di ascoltare il più possibile. Ricordo ad esempio quando ad Amici ci chiesero di proporre un brano da studiare. Volevo provare qualcosa di nuovo e ho proposto Are You Mine? degli Arctic Monkeys, che non c’entrava niente con il mio percorso. È stato un bell’esercizio che mi ha fatto trovare una tecnica con cui portare l’energia anche in pezzi non rock”.

Quest’estate hai cantato su palchi importanti come l’Arena di Verona per i Wind Music Awards e per il Festival Show. Come è cambiato il tuo approccio?

“La risposta del pubblico senz’altro è amplificata, sono felice del fatto che si sia creato un bel legame che si mantiene e si rafforza anche fuori da Amici. Spero che duri il più a lungo possibile e che questo sia solo l’inizio di un lungo percorso. Quei palchi che guardavo fin da quando ero piccolo sono state le prime esperienze davanti a un pubblico così vasto. Sia nella finale del Festival Show sia con i Wind Music Awards sono salito sul palco dell’Arena di Verona ed è stato bello perché quest’anno ho anche potuto cantare un mio inedito”.

Che consiglio daresti a un tuo coetaneo che volesse intraprendere la strada musicale partendo da un talent?

“Io penso che per i giovani sia importante avere qualcosa in cui credere e per cui lavorare. Se sogni in grande e lavori con i piedi per terra, consapevole delle tue potenzialità ma anche dei tuoi limiti, con il tempo le soddisfazioni arrivano”.

Prima di partecipare al talent hai fatto molta gavetta insieme all’orchestra di tuo padre. Cosa ci racconti a riguardo?

“Ho iniziato a esibirmi quando mio padre mi ha portato sui palchi dove si esibiva con un’orchestra di liscio chiamata I Rodigini. Era molto importante nel suo settore e ogni serata il pubblico che assisteva ai concerti era numeroso. Quelli sono stati i miei primi palchi, soprattutto durante il tour estivo, ed era bellissimo che mio padre condividesse con me quelle esperienze, dato che mi aveva sempre visto cantare per passione. Grazie a lui mi si è aperto un mondo”.

Qual era il tuo repertorio?

“Inizialmente cantavo Michael Jackson, ma anche la musica leggera italiana come Perdere l’Amore di Massimo Ranieri oppure Prova a dire il mio nome di Chiara Canzian. Poi sono passato ai Blue con A chi mi dice. Alla fine sono tornato su Michael Jackson che mi ha aperto molti fronti musicali: Stevie Wonder, Jamiroquai, Lionel Richie, Craig David fino a Bruno Mars e Justin Bieber”.

Il disco contiene anche la versione inglese del tuo singolo “E’ un attimo”. Nei tuoi progetti c’è il lancio di un brano sul mercato estero?

“In realtà è stato soprattutto un esperimento su me stesso, per mettermi alla prova dato che nella scrittura e nell’esecuzione mi ispiro molto al mood internazionale. Volevo provare direttamente questo vestito su di me, per vedere come mi stava addosso. E sono felice del risultato, spero che il piaccia anche al pubblico”.

Tra gli effetti sonori presenti nelle varie tracce c’è anche il suono dei bracciali che indossi. Cosa rappresentano per te?

“Non so, penso che mi aiutino ad esprimere una personalità interiore che probabilmente riesco a manifestare solo sul palco. Di persona sono molto timido, introverso, pacato, mentre sul palco tiro fuori un’energia e una personalità molto variopinta, completamente diversa. Probabilmente quando sono su un palco esprimo tante cose che non so dire a parole e questi bracciali credo facciano evaporare questa personalità. Mi appartengono molto”.

Che spettacolo vedremo nei tuoi live?

“Ormai li sogno anche di notte i miei concerti! Ho tantissime idee e non vedo l’ora di metterle in pratica. Lo show è un aspetto che va curato molto in questo mestiere e nel mio piccolo vorrei ispirarmi a uno spettacolo internazionale, un po’ alla Bruno Mars e alla Justin Bieber. Mi piacerebbe interagire con dei ballerini, avere dei musicisti sul palco. Mi vedrete sicuramente cantare e ballare e per la prima volta sarà davvero il mio concerto. Porterò i brani del mio precedente EP, quelli di questo nuovo album e qualche cover”.

Thomas incontra i suoi fan negli store italiani. Questi gli appuntamenti: 13 ottobre –Roma, Discoteca Laziale Via Giovanni Giolitti, 263 h. 15.00; 14 ottobre – Milano, Mondadori Piazza Duomo h. 15.00; 15 ottobre – Bassano del Grappa, cc Il Grifone h. 16.30; 16 ottobre – Bari, Feltrinelli Via Melo 119  h. 15.00; 17 ottobre – Torino, Media World cc Lingotto Via Nizza 262 h. 18.30; 18 ottobre – Stezzano (BG), Media World cc Le Due Torri h. 17.00; 19 ottobre – Palermo, Feltrinelli Via Cavour 133 ore 15.00; 20 ottobre – Nola, cc. Vulcano Buono h.17.30; 21 ottobre – Catania, Feltrinelli Via Etnea 285 ore 15.00; 22 ottobre – Bologna, Mondadori Via Massimo D’Azeglio, 34/A h. 15.00; 23 ottobre – Genova, Mondadori Via XX Settembre, 27/R h. 15.00; 24 ottobre – Marghera, Mondadori cc Nave de Vero Via Pietro Arduino 20 h. 15.00; 25 ottobre – Firenze, Galleria Del Disco h. 15.00; 26 ottobre – Brescia, Feltrinelli Corso Zanardelli 3 h. 15.00.

Thomas si esibirà live l’11 novembre a Roma, all’Atlantico, ore 18, e il 12 novembre a Milano, al Fabrique, ore 18.

 

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