Il calcio scende in campo contro l’antisemitismo

Il calcio scende in campo contro l’antisemitismo, dopo i deplorevoli fatti accaduti nel corso della partita Lazio-Cagliari. Sono 15 gli ultras della Lazio identificati, dopo essere stati ripresi dalle telecamere mentre attaccavano ad un vetro della curva Sud e vicino ai bagni, le immagini di Anna Frank con indosso la maglietta della Roma, tra loro ci sono anche due minorenni. Nel procedimento si procede per istigazione all’odio razziale così come previsto dalla legge Mancino che prevede condanne da 1 a 4 anni. Nel corso del turno infrasettimanale previsto nei campionati di Serie A, Serie B e Serie C e del turno previsto nel fine settimana per i campionati dilettantistici e giovanili, le squadre e gli ufficiali di gara si disporranno al centro del campo prima del calcio d’inizio mentre verrà letto un brano tratto dal Diario di Anna Frank: “Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte l’avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto si volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l’ordine, la pace e la serenità”. La Lega di A ha disposto che i capitani delle squadre impegnati nel 10/o turno di campionato regalino una copia del libro, insieme a quella di ‘Se questo è un uomo’ di Primo Levi ai bambini che tradizionalmente li accompagnano sul terreno di gioco. L’iniziativa della Federcalcio – d’intesa con il Ministro per lo Sport e l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI) – nasce per condannare i recenti episodi di antisemitismo e per continuare a coltivare la memoria della Shoah e l’impegno della società civile tutta, soprattutto assieme ai giovani, affinché ogni contesto sportivo sia luogo che trasmetta valori e formi le coscienze.

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