Piccolo Teatro Strehler: Marco Paolini racconta “Le avventure di Numero Primo” – dal 28 novembre al 10 dicembre

Le avventure di Numero Primo è un racconto di formazione, che però non riguarda la generazione dell’autore dell’Album, questa volta nelle vesti di padre e narratore.

Ettore è il protagonista della narrazione, fotografo di guerra freelance; Nicola (come il protagonista degli Album) è suo figlio, di madre incerta, arrivato via internet, che però preferisce farsi chiamare Numero Primo. Ettore scopre un po’ alla volta, assieme allo spettatore, le singolarità del figlio, il suo approccio al mondo e i suoi “poteri nascosti”. Ma scoprirà anche le minacce che si addensano sulla loro testa e la sua vita ne verrà travolta, costringendolo a viaggiare per proteggere quel figlio che gli somiglia poco ma che diventa presto la sua ragione di vita.

“Le avventure di Numero Primo” è una storia classica con molte prove da superare per i protagonisti, ed è una storia fantastica che nasce dall’immaginazione ma si fonda sul confronto con le conoscenze della fisica, della biologia, delle neuroscienze e della robotica. Si può definire anche come un racconto di fantascienza, ma la dimensione del teatro impone un punto di vista e un taglio narrativo completamente diverso da quello del cinema e dei romanzi di quel genere.

Gli ambienti e i paesaggi attraversati nel racconto sono ancora quelli cari a Paolini: Venezia e la sua terraferma dal Garda a Trieste, dalla Laguna alle Alpi. Sono gli stessi eppure sono diversi perché si immagina come potrebbero diventare in un futuro prossimo.

Paolini e il coautore, Gianfranco Bettin, sono partiti da alcune domande: qual è il rapporto di ciascuno di noi con l’evoluzione delle tecnologie? Quanto tempo della nostra vita esse occupano? Quanto ci interessa sapere di loro? Quali domande ci poniamo, e quali invece no, a proposito del ritmo di adeguamento che ci impongono per stare al loro passo? Quanto sottile è il confine tra intelligenza biologica e intelligenza artificiale? Se c’è una direzione c’è anche una destinazione di tutto questo movimento?

“Nella stazione spaziale del film 2001 Odissea nello spazio ci sono cabine telefoniche adisposizione dei viaggiatori, sono modernissime, confortevoli e permettono di farevideochiamate, ma sono fisse. Nessuno dei protagonisti del film usa un telefono portatile o un palmare.

In 20.000 leghe sotto i mari Jules Verne immagina l’uso dienergie, materiali e tecnologie che assomigliano moltissimo a quelli che sono statieffettivamente poi usati per i moderni sottomarini. Ma le previsioni più stupefacenti eazzeccate sul futuro sembrano quelle contenute nelle Mille e una notte: l’invenzione della password “apriti sesamo” e del touch-screen della lampada di Aladino. Possiamoquindi aspettare con fiducia l’avvento del tappeto volante in tempi ragionevoli.

Ci sembra di poter concludere che è molto più difficile fare previsioni sul futuro abreve che a lungo termine. Eppure il futuro prossimo dovrebbe far parte di unorizzonte a cui guardare con attenzione. Un presente dilatato come quello in cuiviviamo rischia sia di cancellare la memoria del passato, sia di inibire ogniragionamento sul futuro, dando per scontato che si tratti di un aggiornamento delpresente, un aggiornamento “compatibile” con il presente”, raccontano Marco Paolini e Gianfranco Bettin.

Piccolo Teatro Strehler(largo Greppi – M2 Lanza)

dal 28 novembre al 10 dicembre 2017

Le avventure di Numero Primo

di e con Marco Paolini

testi Gianfranco Bettin, Marco Paolini

produzione Jolefilm

 

 

La visione dello spettacolo è consigliata dai 14 anni

 

 

 

 

Orari:   martedì, giovedì e sabato, ore 19.30;

mercoledì e venerdì, ore 20.30 (salvo venerdì 1 dicembre, ore 15 e 20.30);

domenica, ore 16.

Lunedì 4 e venerdì 8 dicembre riposo

 

Durata: 115 minuti

 

Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro

 

Informazioni e prenotazioni 0242411889 – http://www.piccoloteatro.org

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