“Le canzoni alla radio”, il terzo tempo di Max Pezzali: “Oggi come 25 anni fa sento una botta emotiva quando salgo sul palco”

di Francesca Monti

Max Pezzali festeggia venticinque anni di carriera con un nuovo singolo, “Duri da Battere” con due featuring d’eccezione quali Nek e Francesco Renga, e un nuovo disco “Le canzoni alla radio” (Warner Music), che prende il nome dal brano con Nile Rodgers, e si compone di 2 CD con 7 brani inediti, il remix 2017 di “Tutto ciò che ho” e 30 grandi successi in Fm dagli 883 a oggi. Un viaggio musicale tra hit intergenerazionali e nuove canzoni, che narrano la realtà, le emozioni, i sentimenti, le situazioni in cui ognuno di noi può ritrovarsi.

Max Pezzali ci ha raccontato con grande entusiasmo il suo nuovo progetto, parlando anche dei cambiamenti a livello musicale che sono avvenuti in questi 25 anni e dell’unica cosa che è rimasta intatta: quella botta emotiva che sente ogni volta che sale sul palco, oggi come allora.

Ciao Max, in questo nuovo disco ci sono sette inediti, un remix, ma anche 30 grandi successi della tua carriera. Possiamo dire che le tue canzoni sono intergenerazionali, che sopravvivono nel tempo…

“Il fatto di avere tante canzoni che sono entrate nel vissuto collettivo è la cosa più gratificante che possa esistere, perché lo scopo di chi fa canzoni è riuscire ad arrivare a più persone possibili, a intercettare il gusto della gente e tradurre le proprie emozioni in modo che siano comprensibili e decodificabili dagli altri. Quando ci riesci è un grandissimo risultato. Nello stesso tempo mi dà un forte senso di responsabilità, perché quelle canzoni sono importanti e devi cercare di non deludere le aspettative delle persone che ti seguono e di essere sempre più onesto possibile. Credo sia quella la chiave del discorso. Uno deve guardare al futuro tenendo ben presente il proprio passato, traendone insegnamento: devi essere onesto con te stesso e con il pubblico. Io ho sempre raccontato quello che sono. Non posso forzare me stesso a scrivere cose a comando, o canzoni che seguano le mode del momento”.

E’ la prima volta che sei protagonista e anche parte di un trio, infatti il singolo “Duri da battere” con Nek e Francesco Renga (il video del brano vede alla regia i Manetti Bros) ha anticipato il tuo nuovo disco che al tempo stesso è un greatest hits dei tuoi successi…

“Si potrebbe sintetizzare così, è un album con 7-8 inediti perché Tutto ciò che ho è stato molto sottovalutato quando è uscito, è stato completamente rifatto e lo ritengo molto attuale. E’ una sorta di album di inediti in cui però c’è una combo che prevede anche una raccolta perché è il 25° anniversario della mia carriera e se non lo avessi fatto qualcuno mi avrebbe chiesto di celebrarlo in qualche modo. Allora abbiamo allegato anche una raccolta. Nel frattempo “Duri da battere” era una canzone rimasta in sospeso, non mi convinceva fino in fondo, non trovavo la tonalità giusta. In questo caso il problema di scrittura è stato risolto dalle voci di Nek e Francesco, ho capito che quella canzone con tre voci dalle caratteristiche timbriche e anche di estensione diverse sarebbe stata perfetta, perchè insieme suonano molto bene”.

Da lì è nata poi l’idea del tour. Quali sono le tue aspettative?

“Sì, quell’idea lì poteva essere trasportata su un palco con il repertorio di tutti e tre, infatti ognuno di noi ha una carriera lunga alle spalle, siamo convinti che a un certo punto sia necessario fare qualcosa di nuovo, allora perché non metterci alla prova e vedere se questi tre strumenti dalle caratteristiche diverse non possano funzionare dal vivo sulle canzoni di tutti e tre. Ci è sembrata una cosa divertente, praticabile e che potrebbe dare un valore aggiunto alle nostre canzoni, colpendo i fan di tutti noi. E poi un altro aspetto figo è che tu sei abituato a cantare davanti al tuo pubblico mentre qui hai anche la sfida di voler convincere i fan degli altri due artisti e fare bella figura tu e far fare bella figura agli altri. E’ una delle cose più stimolanti che potesse succedermi, è un’opportunità pazzesca e il fatto di fare un tour con queste caratteristiche aiuta a confrontarsi, ad aprire un po’ la mente e riposizionarsi. E’ come se fosse il primo tour della vita”.

Com’è cambiato dal 1995 ad oggi il tuo rapporto con la radio?

“Ho cambiato le abitudini di fruizione della musica come tutti gli utenti, oggi utilizzo molto lo streaming, Apple Music, Spotify, è tutto molto diverso, hai a disposizione lo scibile umano, tutto quello che ti può interessare è a portata di mano, hai un rapporto più attivo con quello che vai a sentire, puoi seguire delle playlist, è una fruizione incredibile come quantità di musica a disposizione. A volte l’eccesso di offerta però ti fa disamorare un po’ della musica. E’ cambiato il ruolo della radio, era il mio principale veicolo di intrattenimento, era la vetrina in cui apparivano le canzoni che andavo a comprare. Prima ero appassionato di generi underground ed era quasi impossibile trovare informazioni. La radio mi ha fatto scoprire tutto il pop. La radio oggi ha per me ancora il fascino legato al fatto che qualcuno stia mettendo un brano, come sto sentendolo io contemporaneamente lo stanno ascoltando milioni di persone e questo mi dà ancora un brivido particolare quando passa la mia canzone”.

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Fare musica oggi ha un ruolo diverso rispetto al passato?

“Credo che oggi sia difficile parlare di un ruolo del cantante, perchè deve fare i conti con un mercato che cambia velocemente e quindi deve essere in grado di gestire i propri media, social compresi, deve tenere d’occhio tutto quello che succede, deve riuscire a fare un tot numero di instagram stories, deve essere un po’ più imprenditore di se stesso. Cosa che quelli della mia generazione non sono tanto abituati a fare. Ma il pubblico si aspetta di avere l’artista sempre a disposizione, però come consuma tutti questi contenuti rapidamente altrettanto rapidamente cambia opinione e passa a qualcosa di più cool in quel momento. E’ una continua rincorsa tra gli artisti e il pubblico. Qualità e quantità tante volte non vanno d’accordo”.

Pensi che la musica di oggi resterà nel tempo?

“Io credo che la chiave che dovranno trovare i ragazzi che fanno musica oggi sia cercare qualcosa che possa superare la coltre di attualità e sganciarsi dalla contingenza del momento. La musica rimane se evoca a distanza qualcosa, utilizzando dei riferimenti alla realtà. Chi scrive canzoni processa informazioni che vive in tempo reale, le emozioni che trasmette sono quelle. Delle canzoni di oggi qualcosa resterà. Io mi diverto ancora molto perché di ogni canzone ricordo l’emozione che l’ha generata, ricordo l’evoluzione di quell’emozione, non canto più le cose come quando mi sono successe, ma ne canto la memoria. Credo di essermi portato avanti con la malinconia, già a 25 anni scrivevo canzoni che parlavano di rimpianto, è uno stato d’animo che io ho, la malinconia per il tempo che passa è una caratteristica che non mi porta ad essere pessimista ma a pensare che il meglio debba ancora venire. Quando cresci ti rendi conto che non c’è una fase della vita che non ti stupisca e sostituisci il rimpianto con la meraviglia positiva o negativa, la nostalgia con lo stupore di quello che vivi nel momento”.

Dopo il successo con gli 883 e la carriera solista, potremmo definire questa tua nuova fase della carriera come una sorta di terzo tempo…

“Io credo sia una sorta di terzo tempo, ci sono diverse fasi nella carriera, quella dell’entusiasmo incosciente dell’inizio, nel disco c’è un pezzo che si chiama Volume a 11, e racconta proprio questo, rivedere se stessi allora e dire ma come facevi a fare quelle cose, così cerchi di ricalarti nei panni di quel ragazzo che sei stato. Poi arriva la fase in cui ti sei consolidato e cerchi di migliorarti e quella terza fase in cui puoi pensare a divertirti facendo quello che ti piace. Ho capito che superato un certo limite alla fine fai solo quello che ti piace, dici quello che pensi e te la godi di più”.

Ripensando a questi tuoi primi 25 anni di carriera qual è l’immagine più bella che ti viene in mente?

“L’immagine che mi viene in mente è salire sul palco dei concerti e il momento esatto in cui si comincia a cantare la prima canzone. Ancora oggi è un tipo di botta emotiva che non riesco a gestire, perché i primi 30 secondi sono casuali, quel tipo di vertigine di prendere ancora confidenza con il palco e quel tipo di visione che hai in cui vedi tutto ma un po’ male è quello che rende questo lavoro straordinario”.

MaxPezzali_Le canzoni alla radio_album

Sulla copertina sotto il titolo Le canzoni alla radio oltre a Max Pezzali si legge 883. Che rapporto hai con Mauro Repetto?

“E’ un po’ che non ci sentiamo, ma abbiamo un buon rapporto. Mauro è un elemento senza il quale tutto quello che ho fatto non sarebbe stato possibile e gli sarò sempre grato per quel tipo di insano e cieco entusiasmo che ha sempre avuto senza il quale non mi sarebbe mai venuto in mente di portare a Claudio Cecchetto una nostra cassetta con le canzoni. Mauro mi ha sempre permesso di superare paure e timidezza. Io non faccio pianificazioni a lungo termine ma se ci sarà la possibilità, mi farebbe piacere lavorare di nuovo insieme”.

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credit foto Luisa Carcavale

Tra i progetti c’è un disco con Francesco Renga e Nek? Vi vedremo a Sanremo?

“In linea di massima mi sono abituato a non escludere nulla a priori, ma per il momento non abbiamo materiale né possibilità di tempo per fare un disco insieme. Sarà già una bella fortuna arrivare al 20 gennaio con tutto pronto per il tour. Per noi è un’esperienza professionale e di vita, poi quando sei in giro per qualche mese insieme può succedere che ti venga in mente di fare qualcosa. A Sanremo non saremo in gara, perché lo sapremmo… avremmo fatto un pezzo…Fermiamo il tour quella settimana perché sarebbe stato un suicidio fare qualsiasi data durante il Festival. Se ci invitano come ospiti sicuramente non diciamo di no”.

Un sogno nel cassetto…

“Mi piacerebbe musicalmente parlando avere la possibilità di fare un album  dichiaratamente triste e uno dichiaratamente allegro, senza dover gestire un equilibrio di emozioni in un’unica scaletta”.

Questa la tracklist completa de Le canzoni alla radio:

CD1

  1. Le canzoni alla radio (Radio edit)
  2. Duri da battere (Radio edit)
  3. Un’estate ci salverà
  4. La vita con te
  5. Il record
  6. Volume a 11
  7. Tutto ciò che ho (New Remix)
  8. L’universo tranne noi
  9. Sei fantastica (Radio edit)
  10. Sempre noi feat. J-Ax
  11. Quello che comunemente noi chiamiamo amore (Radio edit)
  12. Ritornerò
  13. Sei un mito (Radio edit)
  14. Hanno ucciso l’uomo ragno
  15. Gli anni
  16. Nessun rimpianto
  17. Tieni il tempo (Radio edit)
  18. Credi

CD2

  1. Io ci sarò (Radio edit)
  2. Eccoti (La storia più incredibile che conosco)
  3. La dura legge del gol
  4. La regola dell’amico
  5. Nord Sud Ovest Est
  6. Come mai
  7. Una canzone d’amore
  8. Due anime (Radio edit)
  9. Il mio secondo tempo
  10. Rotta x casa di Dio
  11. La regina del celebrità (Radio edit)
  12. Finalmente tu
  13. Bella vera
  14. Lo strano percorso
  15. Weekend
  16. Con un deca
  17. Nella notte Molella Remix (Radio edit)
  18. I cowboy non mollano

 

 

 

 

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