Intervista con Paolo Pierobon: Filippo De Silva, il teatro e i prossimi progetti

di Francesca Monti

Paolo Pierobon è indubbiamente uno dei migliori attori italiani, capace di interpretare con intensità e maestria personaggi complessi e molto sfaccettati sia a teatro, in cui ha lavorato con registi come Elio De Capitani, Mario Martone e Ronconi, solo per citarne alcuni, sia in televisione, dove ha dato il volto all’enigmatico e indistruttibile agente dei servizi segreti Filippo De Silva nella serie tv Squadra antimafia, che gli ha permesso di entrare nel cuore di milioni di spettatori e che ritroviamo nella nuova fiction di Canale 5 “Rosy Abate”, in onda la domenica in prima serata. Ma non finisce qui perchè grazie al suo talento e ad anni di studio, lavoro e sacrifici, Paolo Pierobon è approdato anche al cinema, protagonista de “L’ordine delle cose” di Andrea Segre, film presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, nel ruolo di un alto funzionario del ministero dell’Interno impegnato a bloccare il traffico dei migranti dalla Libia.

In questa intervista che ci ha gentilmente concesso, Paolo Pierobon ci ha parlato di Filippo De Silva, dei prossimi progetti, ma anche della sua visione riguardo terrorismo e migrazioni, nonchè dello spettacolo teatrale “Fine pena: ora”, che lo vede in scena al Teatro Grassi di Milano dal 21 novembre al 22 dicembre.

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Buongiorno Paolo, il 12 novembre su Canale 5 è iniziata la serie Rosy Abate, in cui torna a vestire i panni dell’indistruttibile e amatissimo Filippo De Silva. Ci può anticipare qualcosa su quello che accadrà al suo personaggio nel corso della serie?

“De Silva ha fatto un’apparizione e un caro saluto all’amica Rosy. Di più non posso dire, i servizi segreti mi controllano”.

Qual è l’aspetto di De Silva che la affascina maggiormente?

“L’aspetto che mi affascina di più è la sua pazzia”.

FINE PENA ORA di Paolo Giordano liberamente tratto dal lbro di E
Foto ©Masiar Pasquali

Il 21 novembre debutterà al Teatro Grassi di Milano con lo spettacolo “Fine pena: ora” sulla funzione riabilitativa del carcere. Ci racconta il personaggio da lei interpretato?

“Interpreto Salvatore, un ergastolano condannato per mafia. Lo spettacolo è tratto dallo splendido libro del giudice Elvio Fassone che è uno scambio epistolare realmente avvenuto tra lui e un detenuto. È una storia di grande amicizia, sofferenza e umanità”.

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Nel film L’ordine delle cose di Andrea Segre, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia è un alto funzionario del ministero dell’Interno impegnato a bloccare il traffico dei migranti dalla Libia, mentre a teatro, in Disgraced (Dis-crimini) interpreta un avvocato pachistano musulmano in crisi di identità. Terrorismo, migrazioni, confronto con culture diverse sono tematiche molto attuali. Lei che idea ha a riguardo?  

“Penso che occorra molta più concretezza e conoscenza da parte di tutti. Se no si continuano a produrre parole a vanvera e disordine. Gli hotspot in Libia non possono più stare in mano a bande di criminali e mercenari… io comincerei da lì, dai centri di accoglienza che non possono più essere dei lager come si vede nel film di Andrea. Per quanto riguarda il terrorismo entriamo in una zona molto oscura, gli jihadisti sono una tipologia completamente diversa dal terrorismo politico. In Disgraced, di Ajad Akhtar, Amir, il personaggio che interpreto, è molto critico nei confronti dell’Islam e ha questa battuta: “I musulmani non pensano, si sottomettono, a proposito: è questo che significa Islam, significa SOTTOMISSIONE”. È proprio un altro mondo. Io penso che quelli che fanno le stragi suicidandosi ci credano davvero, invece quelli sopra di loro per niente. Fanno soldi con armi e droga, con grandi alleanze delinquenziali insieme ad organizzazioni criminali presenti negli stessi paesi dove magari si fanno esplodere. Insomma, segui sempre l’odore dei soldi e qualcosa riesci a spiegartela”.

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Com’è stato dare il volto a Silvio Berlusconi nella serie “1993”?

“Tre ore di trucco e parrucco…ma bene, sto cercando di trovare più la persona che il personaggio”.

Quando ha capito che da grande avrebbe voluto fare l’attore?

“Non sono ancora grande, devo ancora capirlo!”.

Quando non è impegnato sul set quali sono i suoi hobbies?

“Viaggiare… ma lo faccio sempre meno”.

In quali progetti la vedremo prossimamente impegnato?  

“Per Emons è uscito l’audiolibro de “La macchia umana” del grandissimo Philip Roth letto integralmente da me. Per chi volesse farsi un viaggio di più di dieci ore”.

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