Si intitola “Christmas” il disco natalizio di Stefano Signoroni, realizzato insieme alla band che da sempre lo accompagna, THE MC (capitanata dal bassista Flavio Scopaz.). Il progetto è stato anticipato da Christmas Day, unico inedito, in cui il crooner italiano duetta con la cantante Monica Hill, che va ad unirsi alle sonorità pop e atmosfere vintage delle 7 cover di alcuni dei grandi classici natalizi: “The Bell ThatCouldn’t Jingle”; “Rockin’ Around The Christmas Tree”; “White Christmas/Bianco Natale”; “A Marshmallow World”; “Christmas Time Is Here”; “FelizNavidad”; “Christmas Day” (feat. Monica Hill); “WhenYouWishUpon A Star/Una stella cade”.
Il 21 dicembre Stefano Signoroni sarà allo Zelig di Milano insieme a Boiler, Alessandro Betti e altri ospiti a sorpresa per il CHRISTMAS SHOW with Stefano Signoroni & Friends, uno spettacolo unico di musica e risate, come i grandi Christmas Show americani.
L’anno scorso ha lavorato (con la collaborazione di Giacomo Ruggeri, Tommaso Ruggeri, Jacopo Sarno, Andrea Vigentini, Marco Scipione e Massimiliano Paganin) insieme a “Il Progetto Giovani” (http://www.ilprogettogiovani.it) della Pediatria Oncologica della FONDAZIONE IRCCS – ISTITUTO NAZIONALE DEI TUMORI di Milano al brano “PALLE DI NATALE (SMILE! IT’S CHRISTMAS DAY)”. Il video del brano, il cui incasso è interamente devoluto all’ASSOCIAZIONE BIANCA GARAVAGLIA ONLUS, ha raggiunto quasi 9 milioni di visualizzazioni.
Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Stefano Signoroni parlando del disco natalizio ma anche di ricerca, perché l’artista è anche un ricercatore genetista. Ecco cosa ci ha raccontato.

Ciao Stefano, come nasce l’idea del tuo disco natalizio “Christmas”?
“L’idea parte da due motivi: io sono un grande appassionato del Natale e di musiche natalizie, è un periodo dell’anno che mi piace molto, ho dei bellissimi ricordi e continuo a vivere delle splendide feste in famiglia. C’è un calore, un’atmosfera che ancora mi conquista, poi ho molti dischi di Natale, da quelli di Dean Martin e Frank Sinatra ai recenti di Michael Bublè e degli Hanson, quindi ho pensato, essendo un crooner, che fosse carino dedicare un progetto al Natale. Ho inserito nel disco 8 brani per poi magari fare tra un paio di anni una sorta di volume due. I sette pezzi che ho scelto erano quelli che mi sembravano più idonei, con un brano di Bacharach che anch’io ho scoperto da poco e che apre il disco, poi ci sono canzoni ispirate alla passione forte che ho per gli speciali di Natale, come “A Marshmallow World”; in duetto con Sinatra e Dean Martin, facendone poi una mia versione. Ho voluto anche scrivere personalmente un inedito che canto con Monica Hill composto con Giacomo Ruggeri e Tommaso Ruggeri, due musicisti molto bravi, che hanno prodotto anche il disco, insieme a Niccolò Fragile, e con i testi di Kathleen Hagen, un’autrice americana perché preferisco che i testi in inglese siano scritti da un autore madrelingua che hanno immagini e sfumature diverse dal nostro”.
In passato hai già cantato un brano natalizio “Calypso Navidad” con Jacopo Sarno e Sergio Muniz…
“Quello non aveva nessuna velleità, con Jacopo siamo amici fraterni da anni e collaboriamo insieme nei nostri progetti, con Sergio stavano facendo un disco insieme, così abbiamo voluto fare una canzone di Natale in tre lingue inglese, italiano e spagnolo, voleva essere un pezzo per fare gli auguri agli amici poi l’abbiamo destinata alla distribuzione e vendita digitale e ha avuto successo, è piaciuta, è molto allegra e spensierata”.
Il 21 dicembre allo Zelig ci sarà l’evento speciale “Christmas Show”. Poi nel 2018 ripartirai in tour?
“La chiusura dell’anno sarà con Christmas Show, un evento all’americana ispirato all’atmosfera del Natale, che si terrà il 21 dicembre allo Zelig e vedrà la partecipazione di molti comici e attori, con canzoni e sorprese. Poi il 28 prenderò parte a una serata benefica per la raccolta fondi a Saint Moritz con testimonial Sharon Stone e il 31 sarò a Monte Carlo allo Sporting e aprirò il concerto di Claudio Baglioni. Per il 2018 infine stiamo pianificando delle date”.
Cosa ci racconti invece riguardo il progetto Palle di Natale con gli adolescenti del Progetto Giovani della Pediatria Oncologica dell’Istituto Nazionale Tumori?
“Io ho questa doppia vita professionale, sono un ricercatore genetista all’Istituto dei Tumori, ma mi occupo anche di musica. Il dottor Ferrari che è responsabile di questo progetto mi ha coinvolto e chiesto di partecipare e a me è venuto in mente di proporre una canzone di Natale da fare con i ragazzi. L’idea è piaciuta e ci siamo messi a lavorare sul progetto a maggio dello scorso anno. Ho scritto Palle di Natale, con Giacomo e Tommaso Ruggeri, con testi di Jacopo Sarno, che ha reso i pensieri dei ragazzi, che hanno messo la parte rap. Jacopo ha dato forma alle idee, i ragazzi non sono tutti cantanti, vanno al liceo, e si trovano in una situazione difficile da affrontare. Essere malati di cancro nell’adolescenza è una cosa brutta. Il progetto vuole riportare un po’ di luce e bellezza nella vita di questi ragazzi che stanno affrontando un percorso di grossa crisi, difficoltà, paura. Non tutti quelli che sono presenti nel video purtroppo ce l’hanno fatta, le diagnosi spesso sono tardive e tendenzialmente vanno peggio a livello prognostico sia rispetto ai pediatrici che agli adulti, perché non sono curati con i protocolli corretti. Quindi si cerca di operare al meglio sia dal punto di vista medico che fornendo terapie di supporto medico integrativo. Se a maggio pensi al Natale automaticamente stai regalando un futuro a queste persone”.
Per quanto riguarda la ricerca sul cancro sono stati fatti passi avanti?
“Ogni cancro ha una sua storia, parlarne è complesso, stiamo facendo indubbiamente dei passi avanti notevoli nella ricerca, perché condizioni che una volta venivano date per disperate oggi hanno chance terapeutiche importanti, la ricerca prosegue e va verso due direzioni: la cura farmacologica o chirurgica e la ricerca per capire che cosa origina la malattia, cosa sfugge al controllo normale dell’organismo. Io mi occupo di identificare predisposizioni alla malattia, laddove esista una condizione genetica sfavorevole con rischio molto aumentato di sviluppare neoplasie, partendo da una storia famigliare complessa, si cerca di mettere insieme tutti i dati e proporre al paziente un test genetico per capire se c’è questa forte predisposizione per poi avviarlo verso un percorso di riduzione del rischio attraverso controlli ed azioni preventive”.
Qual è il ricordo più bello che hai legato al Natale?
“I ricordi più belli e anche un po’ nostalgici sono legati ai miei nonni, ho una bella famiglia, genitori e zii, ma mi sono affezionato tanto ai miei nonni e li ringrazio perchè mi hanno trasmesso dei valori importanti a livello di educazione e poi sento di aver ricevuto da loro tanto amore. Mi ricordo dei pranzi di Natale molto ironici, soprattutto negli ultimi anni nonna che diceva una poesia per la sua mamma e nonno che se la prendeva per la politica. Ora la famiglia si è ridotta un po’, né io né mio cugino abbiamo figli, però c’è una bellissima atmosfera. Poi da piccolo cantavo nel coro del Duomo di Lodi e ho ricordi natalizi che mi legano alla mia città e alla mia famiglia”.
Cosa vorresti ricevere per Natale?
“Non ho grossi desideri materiali, mi piace ricevere inviti a teatro e a concerti, libri anche se ho poco tempo per leggere e una buona bottiglia di vino, sono un grande appassionato di champagne”.
di Francesca Monti
