IL VENTO È FORTE QUI… SI VOLA MEGLIO è il nuovo disco di GERARDO TANGO

Dal prog alla ballad, dall’elettronica al folk passando per la psichedelia. IL VENTO È FORTE QUI… SI VOLA MEGLIO (Isola Tobia label), secondo lavoro discografico del cantautore pugliese GERARDO TANGO – da oggi disponibile in tutti i digital store – è un album eterogeneo ma dal sapore decisamente rock. Un ascolto che si rivela un crescendo di sonorità che parte dalla rassicurante e “sorridente”GRANO (primo singolo che ha anticipato l’uscita dell’album) e termina con ORA, un’incalzante invettiva contro la società. Un percorso musicale che vede l’alternarsi di ambientazioni intime e canzoni di protesta, racconti sussurrati e invettive rabbiose e distorte.

Nel 2016, con il suo precedente album “Una donna”, Gerardo tango ha ottenuto una doppia nomination alle Targhe Tenco: come miglior album d’esordio e come miglior canzone con il brano “La borsa di Piero” (dedicato a Piero Ciampi).

L’album, uscito il 12 gennaio, sarà presentato live in Puglia in due distinti appuntamenti:

il 14 gennaio, nell’ambito del  Mo’l’estate Spirit Festival, alle Cantine Teanum di San Giovanni Rotondo e il 21 a Barletta al Note di caffè.

IL VENTO E’ FORTE QUI… SI VOLA MEGLIO

TRACK BY TRACK

1)    Grano

Cogliere ogni momento di serenità, approfittare della gioia per le piccole cose. Guardare con ottimismo al domani e con fiducia al prossimo. Andare avanti. Perché questo è il segreto: procedere, anche nella consapevolezza che si è sempre “a due passi dal burrone”. GRANO è una canzone “sorridente”, un vero e proprio inno all’ottimismo.

2)    Resta

“Resta” è un inno all’amore anche quando non c’è più. Il dolore della separazione, la frenesia di amarsi anche quando non si è più insieme.

3)    Se tu…

Le ombre, gli sbagli, le giornate storte…  Solo se troveremo chi riuscirà ad guardare oltre i nostri lati più bui, non ci sentiremo soli.

4)    Il Riccio

Il male di vivere porta un uomo a chiudersi in se stesso, proprio come un riccio, ed a sfuggire anche alle persone che gli vogliono bene. Nessuno può farci niente, lui “sputa e seppellisce la sua rabbia nelle catacombe del dolore”.

5)    C’è un’Italia

E’ una canzone patriottica e militante. E’ la fotografica di uno scorcio nella vita di ogni giorno nel nostro Paese, con le ansie, le paure, le delusioni che si porta dietro. Con una dedica particolare ad un’Italia “che non vuol morire, che s’alza presto la mattina e si prende il vento in faccia e la fatica sulle mani”. Oggi c’è bellezza e c’è miseria, ma domani, cara Italia, quando rinascerai, “sarai libera o in cattività?”.

6)    L’Invisibile

E’ un inno ad andare avanti per la tua strada anche se gli altri non la condividono e se tu non condividi la loro. “La prima strofa – dice Gerardo Tango – si riferisce ad una mia esperienza in un centro per diversamente abili. C’era una ragazza con un quaderno in mano che mi guardava insistentemente senza parlare, non so perché ma quello sguardo mi dava un senso di gioia”. Come se i suoi occhi si aprissero su un mondo “di felci preistoriche, foreste amazzoniche e rugiade mattutine”.

7)    Confessione

E’ un’altra canzone politica, una canzone di lotta sociale che esorta al cambiamento. Musicalmente unisce i ritmi della tradizione popolare napoletana alla musica elettrica africana.

8)    Prosopagnosia

“Prosopagnosia” è un termine medico che identifica il deficit percettivo del sistema nervoso centrale che impedisce, a chi ne è colpito, di riconoscere i tratti di insieme dei volti delle persone. “Quando sono andato a trovare un amico che purtroppo è in coma – racconta Gerardo Tango – mi ha commosso la totale abnegazione di sua moglie. Lei era lì e lui neanche lo sapeva e chissà se l’avrebbe poi riconosciuta”. Da qui la storia di un uomo, costretto in un letto d’ospedale, che vede una donna bellissima prendersi cura di lui, se ne innamora anche se non ne conosce l’identità. Sebbene triste rimane una canzone d’amore.

9)    Lasciami il cuore

Nella vita ci si lascia, ma molte cose della persona che va via rimangono. Anche se nell’immediato si ha l’impressione che ci sia stato rubato un pezzo di noi stessi.

10)  Ora

“Ora” è un’invettiva contro la società, contro il marcio e lo schifo che c’è fuori ma anche dentro ognuno di noi. Ma anche se schiacciati tra un “mistico sudiciume” e un “inutile frastuono” riusciamo a vedere la luce in fondo al tunnel.

Gerardo Tango ha fatto parte del Gruppo dei Mufla, band attiva nel nord-barese fino dal 2000. Dal 2013 ha intrapreso la carriera solista.

Nel giugno 2015 ha vinto “Duel cantautori a confronto” a Torino insieme a Carlo Valente, per questo il 5 luglio ha suonato al “Premio Bindi” a Santa Margherita Ligure e il 4 ottobre al Teatro Masini di Faenza per il MEI. Sempre nel 2015 ha vinto il contest “E cantava le canzoni” a Valenzano (Bari).

Il 1° marzo 2016 è uscito il suo primo album autoprodotto, “Una donna”. Il video del brano “Canzone insoddisfatta”, con la regia di Alfredo Melidoro, è stato insignito del “Gran Premio Manente 2016”.

A settembre dello stesso anno il suo album “Una donna” è tra i 40 candidati per la Targa Tenco nella sezione “Miglior opera prima”. Il suo brano “La borsa di Piero” è anche candidato alla Targa come “Miglior canzone”.

Il 1° ottobre ha suonato a Cosenza per il “Tenco Ascolta”. E’ stato finalista al Premio Ugo Calise ad Oratino (Cb) a luglio 2017 ed ha vinto il Premio Botteghe d’autore 2017 nella sezione “Miglior testo” con “La Borsa di Piero”.

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