Intervista con Giuseppe Anastasi: “Il mio primo disco Canzoni ravvicinate del vecchio tipo è nato da un’esigenza comunicativa diversa”

Si intitola “Canzoni ravvicinate del vecchio tipo” (Giuro Universal Music/Artist First), il primo album di Giuseppe Anastasi, autore e compositore di alcune tra le più belle e famose hit italiane, da “La notte” di Arisa a “Il diario degli errori” di Michele Bravi, in uscita il 19 gennaio.

L’album, anticipato in radio dal brano “2089”, raccoglie 11 brani scritti dallo stesso Giuseppe Anastasi, che analizza la vita, la società e le persone riflettendo sui ritmi meccanici apportati da Internet e dal consumismo, raccontando con la sua penna intensa e poetica storie realmente vissute, esprimendo anche il forte legame che ha con la sua terra, la Sicilia.

“Canzoni ravvicinate del vecchio tipo” verrà presentato venerdì 19 gennaio a Roma presso “L’Asino che Vola” (Via Antonio Coppi 12/D – inizio presentazione ore 19.30, inizio concerto ore 22.00 – ingresso libero), con un live speciale in cui Giuseppe Anastasi sarà sul palco accompagnato da Valter Sacripanti (batteria), Antonio Lusi (basso), Massimo Satta (chitarre), Cristian Pratofiorito (tastiere).

Giuseppe Anastasi è autore e compositore, nato a Palermo nel 1976. Durante la sua carriera artistica, ha collaborato con Mogol, Arisa, Cheope, Noemi, Emma, Anna Tatangelo, Michele Bravi, Tazenda, Mauro Ermanno Giovanardi, Francesco Baccini, Mietta, Alexia, Mauro Pagani, Adriano Pennino, Tony Bungaro, Cesare Chiodo, Mario Lavezzi, Ferdinando Arnò, Federica Abbate, Amara. Nel 2006 è tra i vincitori di Musiculturae nel 2009 vince il suo primo Sanremo Giovani con la canzone “Sincerità”, interpretata dalla cantante Arisa, nel 2010 partecipa al suo secondo Sanremo con la canzone, interpretata sempre da Arisa, dal titolo “Malamorenò”, nel 2012 al suo terzo Festival con “La notte”, seconda classificata, vincitrice di 4 dischi di platino e canzone italiana più venduta del 2012, estratta dall’album “Amami” dove Giuseppe è autore e coautore di 8 brani, tra i quali “L’amore è un’altra cosa” ed “Il tempo che verrà”, quest’ultima è stata inserita nel film di Ricky Tognazzi “Tutta colpa della musica”. Nello stesso anno scrive insieme all’amico e collega Alfredo Rapetti Mogol (Cheope) il manuale “Scrivere una canzone”, edito dalla Zanichelli, e pubblica il brano “Meraviglioso amore mio” canzone inserita nel film “Pazze di me” di Fausto Brizzi e vincitrice di due dischi di platino. Nel 2014, alla quarta partecipazione, vince il suo secondo Sanremo, sempre con Arisa, con la canzone “Controvento”, che registra due dischi di platino.  Nel 2016 è la volta di “Guardando il cielo”, quinta partecipazione al festival dei fiori e disco d’oro. Nel 2017 prende parte per la sesta volta a Sanremo con la canzone “Il diario degli errori” scritta insieme a Cheope e Federica Abbate e portata al successo da Michele Bravi. Durante lo stesso anno Giuseppe è autore della canzone “Democrazia” inserita nel film “L’ora legale” di Ficarra e Picone e della canzone “Ho perso il mio amore”, scritta con Cheope e Federica Abbate e inserita nel film “La verità, vi spiego, sull’amore”, e partecipa come autore e produttore tra le nuove proposte con il brano “Insieme”, interpretato da Valeria Farinacci.

Abbiamo incontrato Giuseppe Anastasi e fatto con lui una piacevole chiacchierata. Ecco cosa ci ha raccontato.

Copertina Album_Giuseppe Anastasi

Ciao Giuseppe, ci racconti com’è nato il tuo primo disco “Canzoni ravvicinate del vecchio tipo”? 

“Il progetto è nato da un’esigenza comunicativa diversa. Da quando è nato mio figlio mi ha dato una spinta non indifferente e anche un po’ di paura del futuro, perchè quando ti nasce un figlio cambi la visione del mondo che verrà. Nel titolo poi cito uno dei miei film preferiti, che è di una poesia e bellezza incredibili. Il disco contiene undici tracce acustiche, suonate, con tanta chitarra e basso, e poca elettronica, sono undici canzoni del live portate nel disco. Infine ho scelto “Del vecchio tipo” perchè nei testi ci sono tante parole, come è tipico in una scrittura cantautorale”.

Anche la scelta della cover in bianco e nero rimanda all’idea “del vecchio tipo”?

“E’ la basicità, la cover nella mia testa è una lavagna su cui scrivere con un gessetto, perchè è un disco semplice, mi rendo conto di essere una persona semplice, non banale”.

Le undici tracce riconducono alla tua visione della vita e della società odierna. In particolare in “2089” racconti il mondo di oggi che va sempre più veloce, con internet e social che condizionano la nostra vita. Qual è il tuo rapporto con la tecnologia?

“Come quando l’uomo scoprì il fuoco è cambiata l’era, credo che nei libri di storia del futuro ci sarà l’uomo prima e dopo internet e io mi trovo a cavallo di queste due epoche, avendole vissute entrambe. Per me il cambiamento è stato radicale, siamo più social e più soli, è cambiato il modo di vivere, dalla tua stanza puoi avere il mondo ma sei solo. Ci sono i pro come il fatto ad esempio di avere tutta la conoscenza a disposizione alla velocità della luce, e i contro come l’aumento dell’ego. La gente tende a fotografarsi in qualsiasi circostanza, ognuno vuole diventare protagonista mostrando agli altri la propria vita. Sembra il ritratto di Dorian Gray con l’immagine che ha preso il sopravvento e l’essere che si perde. Questo disco vuole farti ritornare alle basi, c’è l’amore, la vita, la società, è la mia visione delle cose”.

Cosa ci racconti invece riguardo il nuovo singolo “Ricominciare”? 

“E’ dedicato a un amico che alla mia età, sposato e con un figlio, ha perso il lavoro, una cosa che purtroppo capita spesso, quindi ricominciare perchè ti devi attaccare ai valori della vita. La canzone ha questa sceneggiatura, lui che perde il lavoro, torna a casa, trova nella moglie e nella famiglia l’abbraccio per ricominciare perchè costantemente nella vita bisogna ricominciare daccapo e scegliere”.

Tra i brani c’è “Trinacria”, il simbolo della tua Sicilia. Che rapporto hai con la tua terra?

“Chi è nato in Sicilia, chi è isolano ha questo attaccamento ancora più forte alla propria terra perchè è circondato dal mare. Ora vivo in Umbria e la cosa che mi manca di più è l’orizzonte ma anche i profumi della Sicilia. Sono però contento della mia vita, e ogni volta che torno a casa è una gioia per gli occhi, per il palato, per mia madre, per tutto”.

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credit foto Mirta Lispi

Porterai il disco in tour?

“Il 19 gennaio facciamo la presentazione del disco con un concerto al L’asino che vola a Roma con la band, poi farò dei concerti in tutta Italia e sui social aggiornerò le date”.

Hai partecipato e vinto due volte il Festival di Sanremo come autore, ti piacerebbe tornarci in gara come cantante?

“Non ne ho idea, perchè è la prima volta che faccio il cantautore, io sono nazional-popolare e Sanremo fa parte del costume italiano, l’ho semre amato, quando ero piccolo c’era la riunione di famiglia per vederlo. Ho avuto la fortuna di vincerlo anche due volte, quindi sono legatissimo a questa kermesse. Ora è presto, poi vedremo”.

Alcune tue canzoni sono state scelte per far parte delle colonne sonore di film di successo. Ti piacerebbe comporre una colonna sonora di un film o di una serie tv? 

“Sono un amante del cinema perchè mi aiuta a scrivere, l’altro giorno ho visto Coco e ho pianto, ma la colonna sonora non sarei in grado di scriverla e poi le canzoni scelte per i film erano già uscite e il regista o lo sceneggiatore le hanno ascoltate e mi hanno contattato. Quando le senti nel film abbinate a una scena giusta fa un bell’effetto. Per me la scrittura è una forma di autoterapia, per evitare lo psicologo (ride). Ho la fortuna di lavorare con Mogol da venti anni e ho imparato tanto come autore”.

1. Giuseppe Anastasi_foto di Marta Lispi _b

credit foto Mirta Lispi

Come avviene il processo di scrittura di una canzone?

“La scrittura nasce da una forma di urgenza comunicativa di base, poi mi capita di avere delle scadenze da rispettare e in quel caso non puoi cercare l’ispirazione ma è la tecnica che ti aiuta. E’ la vita che mi ispira, la mia e quella degli altri, ascoltando le loro storie”.

Quale consiglio daresti a un ragazzo che vuole intraprendere la carriera di autore o cantante?

“Gli direi di studiare, è la cosa più banale ma è quella giusta. Oggi a fare i provini per i talent si presentano 30000 persone. L’italiano canta, è allegro, c’è il sole, il mare, con tutte le disgrazie che abbiamo cantiamo in macchina, sotto la doccia, siamo un popolo canterino. In un anno sento 50-60 voci straordinarie. Consiglio di approcciarsi a uno strumento e appassionarsi ad altre arti e scrivere perchè se canti e basta è difficile sfondare. Poi siamo nell’era dell’immagine quindi con un ciuffo sparato magari vai forte per tre mesi ma alla fine l’italiano ha bisogno delle canzoni, siamo abituati ai testi, ai De Gregori, De Andrè, Battisti, Lucio Dalla, il testo conta sempre”.

Un artista per il quale ti piacerebbe scrivere una canzone…

“Ce ne sono tantissimi sia italiani che stranieri. Se devo sognare dico Francesco De Gregori”.

Che tipo di musica ascolti?

“Io sono un fan sfegatato dei Queen, mi piacciono i Beatles, i Pink Floyd, quella parte brit della musica che ha segnato la mia vita. Ultimamente ho apprezzato tanto il nuovo disco di Caparezza che ha dei testi straordinari, a livello tecnico, lo porto già come esempio nella scuola in cui insegno. E poi mi piace molto anche l’ultimo album di Cesare Cremonini”.

Questa la tracklist dell’album: “2089”, “Salsedine”, Nella rete”, “Quando passa Maria”, “Ricominciare”, “L’aldiqua”, “Trinacria”, “Carta da parati”, “Giuseppe”, “Lo specchio”, “Zonzo”.

La versione autografata del cd di Giuseppe Anastasi è disponibile in edizione limitata su Music First al seguente link: http://bit.ly/2DKt3Bn.

di Francesca Monti

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