LE IENE: LA VICENDA DEL SEQUESTRO DELL’EX HOTEL ELENA DI PROPRIETA’ DEL DOTTOR GIUSTO SCIACCHITANO, EX PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA.

Ieri, domenica 11 febbraio, in prima serata su Italia 1, a “Le Iene Show”, l’inviato Antonino Monteleone si è occupato del caso dell’ex “Hotel Elena”, situato in uno stabile a pochi metri dalla Stazione di Palermo Centrale di proprietà del dott.Giusto Sciacchitano, ex magistrato ed ex Procuratore nazionale antimafia, e di sua moglie Maria Galasso.

Pochi giorni fa, dopo l’intervento della Iena, agenti del nucleo accertamenti tributari della Polizia Municipale hanno sequestrato l’immobile contestandodiversi illeciti amministrativi.

A seguire il link per visualizzare il servizio:

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/monteleone-l-hotel-abusivo-del-giudice-giusto_806364.html

Di seguito, la conversazione tra il dott. Sciacchitano e la Iena.

Iena: Giudice Giusto, buongiorno. Le posso chiedere quanto è giusto rispettare le norme edilizie che regolano l’abitabilità degli edifici?

Giudice: Che domanda è? È naturale che sia giusto. Perché non dovrebbe essere giusto?

Iena: È giusto per chi svolge attività turistico-ricettiva richiedere il documento di chi alloggia ed emettere regolare fattura?

Giudice: Certo, sì.

Iena: È giusto che un albergo che non ha più la licenza mantenga l’insegna e attiri i turisti e clienti al proprio interno?

Giudice: Non sono norme che conosco bene per la verità.

Iena: Ah, non le conosce bene. Questo già inizia a essere meno giusto diciamo.

Giudice: Buongiorno. Tante cose

Giudice: Ma che c’entro io con tutto questo?

Iena:  Le dice niente Hotel Elena?

Giudice: No, niente.

Iena: Ma come?

Giudice: Buongiorno. Basta. Abbiamo capito.

Iena: Come abbiamo capito?

Giudice: Capito.

Iena: Cosa?

Giudice: Tante cose.

Iena: Non ho capito se è giusto non fare la ricevuta se viene un ospite nel B&B.

Giudice: La ricevuta bisogna farla certamente.

Iena: La ricevuta è giusto farla.

Giudice: Mi fate comprare il giornale? Tante cose belle. Grazie.

Iena: Sembra che siamo scemi noi.

Giudice: Va beh no no, no.

Iena: Ha un albergo a Palermo dove ci sono delle stanze senza licenza e senza aver smontato l’insegna Hotel Elena che non esiste più. Su Google è chiuso.

Giudice: E infatti.

Iena: Riceve turisti?

Giudice: Sì.

Iena: E lei il proprietario, però?

Giudice: Va beh, ma..

Iena: Ex reggente della procura nazionale antimafia dopo Pietro Grasso. E questo Albergo Hotel Elena non ha la licenza. Sua moglie riceve i turisti.

Giudice: Davvero?

Iena: Non lo sapeva?

Giudice: Si ma puoi continuare a pigliarmi in primo piano quanto vuoi.

Iena: Non è che sua moglie gliel’ha fatta sotto il naso?

Giudice: Può anche essere. Tutto può essere. Ciao.

Iena: Come è possibile se pure i magistrati fanno roba in nero?

Giudice: Eh sì. Non è giusto farlo.

Iena: No ma non è giusto niente qua. Praticamente le norme edilizie non sono rispettate.

Giudice: Sì, sì.

Iena: Le norme fiscali non sono rispettate. La legge Mancino.

Giudice: Davvero?

Iena: La registrazione dei documenti.

Giudice: Ma che mi dice?

Iena: Eh sì, diversi ospiti sono venuti da voi, non gli avete manco chiesto il documento.

Giudice: No, nessuno, non credo.

Iena: Non sa niente?

Giudice: Sarà la stessa società.

Iena: Però è sereno e tranquillo.

Giudice: Come debbo essere?

Iena: Il giudice Giusto Sciacchitano non ne fa una giusta?

Giudice: Va bene. Non ne fa una giusta. Abbiamo finito?

Iena: Però lei ride. Ma non c’è da ridere.

Giudice: E che devo fare?

Iena: Perché ride?.

Giudice: Se non finisci di parlare io resterò qui.

Iena: Ma la possiamo smontare l’insegna di questo Hotel Elena secondo lei?

Giudice: Possiamo continuare?

Iena: La smontiamo questa insegna?

Giudice: Possiamo continuare?

Iena: A Palermo.

Giudice: No, no voglio sapere questo, debbo stare qui un’ora o basta?

Iena: Ma una risposta…

Giudice: No, non ti do nessuna risposta e basta. E ho chiuso. E basta. E basta.

Iena: Come ha chiuso?

Giudice: Sì.

Iena: Il fatto di essere stato un magistrato l’ha aiutata rispetto ai controlli di tipo edilizio, fiscale, tributario?

Giudice: No no no, non mi ha aiutato proprio nulla. Nessun aiuto da parte di nessuno.

Iena: Cioè il fatto che lei fosse una figura molto importante, non è che ha influito su.. Dice che glieli fa i controlli a un alto magistrato?

Giudice: Ma non è assolutamente vero.

L’albergo, che non sarebbe più stato in possesso della licenza dal 2012, risulta chiuso definitivamente da anni, eppure, secondo quanto mostrato dalle immagini del servizio, in cima all’edificio e all’ingresso continuava a campeggiare la scritta “Hotel Elena”.

All’entrata, inoltre, si veniva accolti dalla signora Galasso che spiegava ai potenziali clienti come all’interno della struttura ci fossero «appartamenti» dotati di «due tipologie di stanza, tipo un albergo, però hanno in più i cucinini: ci sono pentole, bicchieri, piatti, tutto».

Da quanto appare nel filmato la donna, dopo essersi accordata sul prezzo delle stanze a seconda delle esigenze di ciascuno (gli alloggi venivano messi a disposizione anche per poche ore), avrebbe consegnato loro le chiavi senza però richiedere alcun documento d’identità né rilasciare ricevuta o fattura valida. Ai clienti, la signora avrebbe fatto firmare un documento con la dicitura “contratto di locazione di immobile ad uso turistico” che, però, in assenza di marca da bollo, non avrebbe alcun valore. Il pagamento sarebbe avvenuto in anticipo, quindi all’arrivo degli ospiti, e in contanti.

Nel corso del servizio, si vede come Antonino Monteleone si rechi presso il comando di Polizia Municipale di Palermo, poco distante dall’albergo stesso, per capire se siano stati effettuati controlli alla struttura.

Successivamente, la Iena, munita di scala e sacchi neri, ha provveduto in prima persona alla copertura delle insegne dell’hotel abusivo.

Nei giorni seguenti, alcuni agenti sono intervenuti per mettere sotto sequestro preventivo lo stabile e multare i responsabili per un totale di circa 2000 euro più gli arretrati di Tari, la tassa sui rifiuti che non sarebbe mai stata pagata negli ultimi sei anni. Inoltre, i vigili ritengono anche che, come sembra emergere dalle immagini del servizio, i lavori di ristrutturazione in corso all’interno della struttura potrebbero non essere in regola. Il manufatto è stato, quindi, messo sotto sequestro e a disposizione dell’autorità giudiziaria.

 

 

 

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