Arriva al cinema il 22 febbraio “Sconnessi”, il nuovo film di Christian Marazziti. Tra i protagonisti della pellicola, incentrata sulla problematica della nomofobia, cioè lo stato ansioso che si manifesta quando non è possibile usare il telefono cellulare, problematica sempre più attuale nella nostra società, c’è l’affascinante Antonia Liskova, tra le attrici più amate del panorama italiano, che veste i panni di Olga, l’affidabilissima tata ucraina che vive nello chalet di montagna in cui Ettore e la sua famiglia si recano per trascorrere un weekend insieme.
Ciao Antonia, nel film “Sconnessi” interpreti Olga. Cosa ti ha più affascinato di questo ruolo?
“Il personaggio di Olga è strepitoso, lo amo tantissimo, perché ha un estremo contatto con la realtà, ciò che oggi si sta perdendo, lei è molto sociale e non social. Essendo diversa dagli altri, vede questa banda di matti che arriva nello chalet e non sa nemmeno tagliare la legna, così pensa che trascorrerà il weekend da sola. Questi due mondi così differenti nel tempo si vanno a incastrare e Olga comincia a sentire queste persone un po’ più vicine a lei. Questa è la cosa bella perché si può essere social e sociale, si può vivere la realtà reale e quella virtuale, basta trovare una via di mezzo per non perdersi nulla né di una né dell’altra. E’ un personaggio che si evolve nel corso della storia e questo mi piace molto”.

Tu sei più sociale o social?
“Ho un profilo instagram, uso il telefonino e internet, certamente la tecnologia mi ha facilitato la vita, però sono armi a doppio taglio e cerco di non abusarne”.
Il film invita tutti a riconnettersi con la realtà, in una società in cui soprattutto i più giovani, hanno perso un po’ il contatto con le cose vere della vita…
“Io sono mamma di una ragazza di 13 anni, la generazione che è nata già tecnologica fa molta più fatica a distinguere le due realtà. Noi che abbiamo vissuto una parte di vita senza social riusciamo invece ad insegnare ai giovani che alla fine il contatto umano è fondamentale”.
VIDEO INTERVISTA CON ANTONIA LISKOVA:
a cura di Francesca Monti
