Intervista con i Volwo, che martedì 6 marzo saranno live alla Salumeria della Musica di Milano per presentare il nuovo disco “Dieci Viaggi Veloci”

Martedì 6 marzo, i Volwo si esibiranno in concerto alla Salumeria della Musica di Milano (Via Antonio Pasinetti, 4 –  ore 21:30 – Ingresso: 10,00 euro). La band, composta dai due fondatori Pasquale Paz De Fina (voce e chitarra) e  Roberto Romano (sax, loop e voce) insieme a Enzo Velotto (batteria), presenterà live il suo ultimo disco “Dieci Viaggi Veloci”. Special guest il cantautore Luca Gemma, la cantautrice Ylenia Lucisano e il chitarrista e compositore Renato Caruso. Il disco si compone di 10 tracce e affronta tematiche diverse, dal viaggio al lavoro, all’emigrazione in altri Paesi alla ricerca di un futuro migliore. Dieci tappe di un viaggio musicale che coinvolge e fa riflettere su argomenti di grande attualità, raccontati con sentimento e verità.

I Volwo pubblicano il loro primo lavoro “Viva Vittoria” nel 2002. Insieme a Paz De Fina, Roberto Romano (Rosso Maltese, Luca Gemma, Baustelle, Dente) a sax, clarino e flauto, Max Peri (Rosso Maltese) alla batteria ed alle percussioni ed Andrea Viti (Karma, Afterhours, Luca Gemma) al basso. “Revolwo” (2009) è il terzo album di Atleticodefina, interamente registrato in presa diretta nella sola giornata del 17 marzo 2009 alle Officine Meccaniche, con la produzione artistica di Giorgio Canali. In seguito, inizia la scrittura e la produzione del secondo disco di Volwo “Dieci Viaggi Veloci” e partecipa al disco di Renzo Rubino “Il gelato dopo il mare” nel brano “Superinutile”. A settembre 2017 pubblica il secondo disco dei Volwo “Dieci Viaggi Veloci”. Da novembre 2017 il brano “Se ti sabir“ viene scelto come sigla del nuovo programma di Gad Lerner “Ricchi e Poveri” in onda su RaiTre.

Ecco cosa ci ha raccontato Pasquale Paz De Fina in questa interessante chiacchierata.

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Ciao Pasquale, ci racconti come è nato il vostro nuovo disco “Dieci Viaggi Veloci”, in cui affrontate tematiche attuali e molto importanti come l’emigrazione, il viaggio, il lavoro?

“Ho iniziato a lavorare su questo tema per una questione pratica, nel senso che ho partecipato a un contest nel 2015 in cui bisognava riformulare una canzone che si rifaceva agli standard americani dei primi del Novecento, quindi alla scoperta dell’era dell’oro, all’emigrazione verso gli Stati Uniti. Facendo questa operazione mi sono trovato di fronte a una tematica più personale. Io sono nato a Milano, ma sono di origini calabresi. Parlando con mia mamma per avere più informazioni possibili sullo spostamento dei miei avi al Nord negli anni Cinquanta, ho scoperto che diverse generazioni della mia famiglia sono emigrate in altri Paesi, il mio bisnonno in Brasile, mio nonno in America, i miei zii in Germania. C’è stato uno spostamento in differenti posti del mondo nelle varie epoche, come accade oggi con i giovani che si trasferiscono a Londra per trovare lavoro”.

La prima canzone del disco “M’arricordu e non mi scordu” parla proprio di questo tema…

“E’ un brano in cui canto in un calabrese molto accessibile, mi sono immaginato dai racconti di mia mamma il viaggio incredibile che ha dovuto fare mio nonno, da Napoli, con la nave. Tre mesi di navigazione per arrivare a New York, una persona che viveva in un paesino, senza i mezzi tecnologici che ci sono ora, non sapeva neanche dove fosse l’America, partivano senza sapere dove stavano andando, senza una foto del posto d’arrivo, e spesso senza molti soldi. Era una vera avventura. Sono partito da qui per fare il disco, poi mi sono allargato verso il tema del viaggio di qualsiasi tipo, per motivazioni diverse: ci si sposta per amore, per fuggire dalla guerra, per lavoro, per mangiare e si ritorna anche per mangiare. E’ quello che racconto nel brano “Canto dell’emigrato in Francia” , in cui un uomo del bresciano parte verso le miniere della Francia per cercare fortuna ma non ce la fa e scrive questa lettera dicendo che tornerà a casa per poter mangiare”.

Parlando della tematica del viaggio, ce n’è uno che hai fatto e a cui sei particolarmente legato?

“Sicuramente i primi viaggi che ho fatto da solo, la prima vacanza a 18 anni, è stato come vivere un film. Nei primi anni Ottanta c’era l’Interrail, una sorta di biglietto unico con cui potevi viaggiare per un mese all’interno dell’Europa. Da Milano sono andato in Portogallo, quindi sono arrivato fino alla Svezia, tornando poi a casa e visitando tanti Paesi diversi. E’ stata una prima esperienza liberatoria, nel senso di libertà di movimento assoluta, con incontri inaspettati. Poi mi piace molto viaggiare per andare a suonare in posti nuovi. Quando arrivo in una città o in un paese che non ho mai visitato, mi sveglio presto la mattina e vado alla scoperta di quel luogo. Il territorio italiano è magnifico, offre tante bellezze, anche il paese più piccolo ha delle cose da mostrare, basta aprire gli occhi e guardarle”.

Nel disco ci sono diverse prestigiose collaborazioni con Rachele Bastreghi, Ylenia Lucisano, Paolo Benvegnù e Luca Gemma. Come si sono sviluppate?

“Sono nate per stima e per amicizia. Con Luca Gemma siamo amici da tanti anni, non è la nostra prima collaborazione ed è sempre un piacere lavorare insieme, con Paolo Benvegnù ci conosciamo da molto ma ci frequentiamo poco a causa della distanza, ci piace collaborare, quando possibile. Ylenia Lucisano l’ho conosciuta lo scorso anno mentre stavo finendo il disco, ho collaborato con lei per il suo nuovo lavoro, ha una vocalità incredibile, bellissima, particolare e non potevo fare a meno di chiamarla per un cameo in “Dieci Viaggi Veloci”. Rachele Bastreghi infine è unica, ha una voce di velluto, ci incrociamo ogni tanto a Milano e le ho fatto sentire il brano, le è piaciuto molto, e ha accettato di collaborare con grande affetto”.

Il 6 marzo presenterete “Dieci Viaggi Veloci” alla Salumeria della Musica. Cosa vedremo? 

“Sarà un concerto che rispecchierà le canzoni del progetto ma adattate a una versione live. Sarà un concerto molto suonato,  Ylenia Lucisano e Luca Gemma saranno nostri ospiti, e ci sarà anche Renato Caruso, un chitarrista veramente speciale che ci accompagnerà in due brani. Sul palco saremo io, Roberto Romano ai fiati ed Enzo Velotto alla batteria. L’apertura sarà affidata a un altro artista milanese, Luca Lezziero, che a me piace molto. Venite a vederci dopo aver cenato o cenate alla Salumeria, dove si mangia molto bene. Il tour poi proseguirà sabato 10 marzo a Tremezzo all’Acqua Cheta, mentre dal 23 marzo all’8 aprile saremo in tour al Centro-Sud, da Roma alla Sicilia, alla Calabria. Sulla pagina Facebook @Volwoband ci sono tutti gli appuntamenti, gli eventi e le prossime date”.

Questa la tracklist del disco: “M’arricordu e non mi scordu” feat. Luca Gemma; “Milano immaginazione”; “Dammi tutto l’oro”; “Canto dell’emigrato in Francia”; “A debita distanza”; “Sotto le tre nuvole”  feat. Ylenia Lucisano; “La cuccagna”; “Cusago”; “Metastasio (la Didone abbandonata)”; “Se ti sabir”.

a cura di Francesca Monti

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