Continua inarrestabile il successo di Ermal Meta. Dopo il disco d’oro per il singolo “Non mi avete fatto niente” con Fabrizio Moro, oggi anche l’album “Non abbiamo armi” è certificato Oro.
Le nuove canzoni del disco verranno presentate per la prima volta dal vivo in un Mediolanum Forum già sold out, il 28 aprile.
“Non abbiamo armi per comandare il tempo e l’esercito dei suoi miliardi di secondi che attraversano tutto…”. Inizia così la title track del 3° album da solista di Ermal Meta; la canzone fa parte dei 12 brani che compongono questo nuovo progetto entrato direttamente al 1° posto della classifica di vendita nella settimana della sua pubblicazione, avvenuta il 9 Febbraio.
12 canzoni per raccontare la contemporaneità e la paura che spesso la invade; in Europa questa paura si è concentrata in luoghi ove normalmente ricerchiamo svago, divertimento o anche solo un attimo di pausa e le riflessioni su tutto ciò di Ermal Meta e Fabrizio Moro, si sono trasformate in una canzone – Non Mi Avete Fatto Niente – presentata con vittoria allegata sul palco più conosciuto d’Italia e a seguire sul palco più internazionale d’Europa: da Sanremo a Lisbona per l’Eurovision Song Contest.
12 canzoni per parlare anche d’amore, un amore che fa spostare il mondo sul perno della fiducia (Dall’Alba al Tramonto) o un amore che sta stretto in sette borse (9 Primavere); un amore che riecheggia tra i passi come un metronomo tarato sui ricordi (Le Luci Di Roma) o l’amore “che spacca le ossa non lascia ferita” (Quello Che Ci Resta), ma anche per la vita, o per la propria squadra “anche se non vince mai”( Io Mi Innamoro Ancora).
Come spesso ama dire Ermal Meta, le canzoni lo circondano; basta guardare bene, sentire meglio e loro arrivano.
Una canzone può nascere anche da una telefonata fatta ad un amico (Caro Antonello) o dall’eco del rimbombo dei proclami salutisti sulle varie dipendenze (Amore Alcolico).
Una canzone può nascere dalla consapevolezza di chi siamo, di dove vogliamo andare, di che mezzi possiamo usare e di come possiamo curare le ferite di percorso (Il Vento Della Vita, Molto Bene, Molto Male); poi arriva la canzone che ti fa intuire quale sarà la prossima strada. È quella che apre una nuova porta ma è anche quella che mette la parola “fine” (Mi Salvi Chi Può).
