Il poeta e performer cileno Raul Zurita, in Italia per 4 appuntamenti

Nuovo appuntamento con Diálogos, ciclo d’incontri letterari in programma all’Instituto Cervantes di Roma. Martedì 27 marzo alle ore 18, la Sala Dalí di Piazza Navona accoglie il poeta, performer e artista cileno Raúl Zurita protagonista del dialogo con Chiara Bolognese, docente della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università “La Sapienza”.

L’incontro “El arte total” – promosso e organizzato dall’istituto di lingua e cultura spagnolo in collaborazione con l’Ambasciata del Cile in Italia e l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” – è il primo di una serie di appuntamenti in Italia per Zurita. Dopo Roma, infatti, ad aprile sarà ospite al Premio Dubito a Venezia, al  Vicenza Poetry Festival e a Treviso.

Quella di Raúl Zurita è una delle voci più importanti della letteratura latinoamericana contemporanea. Cileno classe 1950, di origine italiana, da sempre ha mostrato un forte interesse per la scrittura, per l’arte nel suo senso più globale e per la militanza politica. Al tempo stesso, il contatto con la cultura italiana, che avvenne grazie alla profonda relazione che aveva con la nonna materna e la complessa situazione socio-politica cilena che affrontava nella sua quotidianità, tracciarono quello che sarebbe stato il suo percorso artistico. Non a caso, la sua opera è fortemente segnata dalla dittatura militare instaurata dopo il golpe dell’11 settembre 1973. Militante comunista fu arrestato, torturato e detenuto sulla nave cargo Maipo.

Zurita ha sempre sostenuto un’arte che si fa, accessibile a tutti. In perfetta simbiosi con la vita. La fusione e il dialogo costante tra arte e vita che caratterizzano la sua formazione e il suo credo artistico lo avvicinarono alle attività del CADA (Colectivo de Acciones de Arte), le cui performance provocatorie arrivarono sulle strade di Santiago e perfino nel cielo di New York.

La sua proposta artistica si è articolata attraverso diverse tematiche che si intrecciano fra loro: la riflessione sulla natura cilena, l’amore per un’umanità che soffre, la denuncia contro la violenza, in ogni sua forma, perpetrata nel corso del XX secolo. Tutte queste riflessioni sono state proiettate in opere imprescindibili, come la trilogia  “Purgatorio” (1979), “Anteparaíso” (1982) e “La Vida Nueva” (1994), considerata tra le più importanti della sua produzione poetica. Senza dimenticare, “Canto a su amor desaparecido”, “Inri” (Premio Nazionale di Letteratura del Cile), “Cuadernos de guerra”, “Zurita” fino al recentissimo “Habré vuelto a ver de nuevo las radiantes estrellas” Raúl Zurita e Dante Alighieri.

Il suo discorso non si è mai limitato alla sola poesia e all’arte, ma è stato fondamentale per capire la società ispanoamericana contemporanea, dal periodo delle dittature fino ai nostri giorni.

 

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