Deep Purple: due date a luglio in Italia per The Long Goodbye Tour

Photo by Carlos Delgado / CC BY 3.0

Grandi notizie per gli appassionati di Hard Rock. I Deep Purple torneranno in Italia la prossima estate con due concerti, il primo il 9 luglio all’Arena di Verona e il secondo due giorni dopo nella Palazzina di Caccia di Stupinigi a Nichelino (Torino). Reduci dal fortunato tour dello scorso anno e dal successo dell’ultimo album InFinite, Blackmore e compagni torneranno a infiammare i nostri palchi.

La scaletta del The Long Goodbye Tour (18 date in tutto il mondo in due mesi) sarà composta dai nuovi pezzi e dai classici che hanno reso la band un’icona mondiale del genere, quell’hard rock di cui i Purple, insieme ai Led Zeppelin e ai Black Sabbath, sono stati i progenitori.

La band di Smoke On The Water, inno generazionale oltre che canzone entrata nella cultura pop tra i pezzi più belli dedicati al mondo dei casinò, è ancora un’istituzione a livello planetario. E con una carriera così è quasi impossibile non esserlo.

I Deep Purple nascono a Hertford nel 1968. Fin dagli esordi si dimostrano abili a fondere influenze musicali estremamente varie che spaziano dal blues al folk e dal Rock and roll al jazz con puntate nella musica classica. Una miscela esplosiva che ha permesso loro di vendere oltre 100 milioni di dischi in carriera.

Alla fine degli anni ’60, la line-up formata dal cantante Rod Evans, dal bassista Nick Simper, dal tastierista Jon Lord, dal chitarrista e autore della maggior parte dei brani Ritchie Blackmore e dal batterista Ian Paice pubblica “Shades of Deep Purple”. Un disco seminale che otterrà un buon successo grazie a singoli come “Hush” e “Kentucky Woman”. Nel 1969 escono “The Book Of Talyesin” e “Deep Purple” e Simper e Evans vengono sostituti da Ian Gillan e Roger Glover, due musicisti che faranno la storia della band.

Con questa formazione, siamo nel 1970, i Purple pubblicheranno il proprio capolavoro: “Deep Purple in Rock”. Un disco che definirà i canoni dell’hard rock negli anni a seguire con pietre miliari del genere come “Speed King”, “Child in time”, “Black Night” e “Strange Kind Of Woman”.

Dopo “Fireball” del 1971, i Deep Purple sono pronti a diventare un’icona della musica mondiale. L’anno è il 1972 e il primo singolo di “Machine Head”, “Smoke on the Water” li trasforma in superstar planetarie. Un successo a cui contribuisce il successivo “Made in Japan”, uno dei primi dischi live mai registrati e ancora oggi considerato un capolavoro.

Da qui inizierà un periodo ricco di cambi di formazione. Nel 1973 il cantante Ian Gillan lascia la band per tentare la carriera solista e viene sostituito da David Coverdale. L’anno successivo abbandona anche il bassista Glover per far spazio a Glenn Hughes. Con la nuova line-up la band pubblicherà gli ottimi “Burn” e “Stormbringer”, a metà tra rock, hard rock e funky.

Nel 1976 la band si scioglie ufficialmente per la prima volta. Tornerà insieme nel 1984 per dare alle stampe “Perfect Strangers”, disco che riscuoterà un ottimo successo di critica e vendite. Nonostante i buoni numeri del disco i contrasti tra Gillan e Blackmore non si attenuano e porteranno i due a lasciare il gruppo in momenti diversi. Per avere un nuovo lavoro di inediti con la formazione originale (con Steve Morse alla chitarra) i fan dovranno aspettare il 2003, anno in cui esce “Bananas”, seguito da “Rapture of the Deep” del 2005.

Otto anni dopo esce “Now What??”, album dedicato alla memoria del tastierista e membro fondatore Jon Lord. Nel 2018 ecco “InFinite”, il ventesimo disco in studio che sarà la base del “The Long Goodbye Tour” che toccherà l’Italia a luglio.

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