Intervista con Daniela Poggi, protagonista del film “L’esodo”

“L’esodo” è il titolo dell’intenso film di Ciro Formisano che a partire da una storia vera affronta il delicato e attuale tema degli esodati e vede protagonista una delle attrici italiane più versatili e amate dal pubblico, Daniela Poggi, che quest’anno festeggia quaranta anni di carriera. Nella pellicola interpreta magistralmente Francesca, una sessantenne che nel 2012, a causa della legge Fornero, si ritrova senza stipendio, senza lavoro e senza una pensione, con a carico la nipote Mary, un’adolescente che disprezza la miseria. Non trovando alcuna soluzione sulla grave condizione economica, Francesca finisce a mendicare in piazza della Repubblica a Roma, con davanti a sé un cartello che la identifica. Così facendo, la donna conosce molte persone ma le cose si complicano quando la nipote, durante una manifestazion,e la sorprende mentre mendica in piazza.

Il film è stato proiettato giovedì 5 aprile al Cinema Spazio Oberdan di Milano, nell’ambito del progetto “Lo spettacolo della sicurezza”, organizzato da Fondazione Cineteca Italiana, in collaborazione con Inail Direzione Regionale Lombardia e Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Daniela Poggi per parlare del film L’esodo e di molto altro.

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Buongiorno Daniela, nel film L’Esodo interpreta Francesca, può presentarci il suo personaggio?

“E’ un film che parte dalla realtà e racconta tante storie Francesca si trova in una situazione molto delicata, ha speso i suoi risparmi per aiutare la figlia, ha una nipote di 16 anni, non ha un lavoro perchè a sessanta anni è molto difficile trovarlo, non prende la pensione, quindi a un certo punto con grandissima determinazione si mette sotto i portici dichiarando di essere una esodata, con tanto di cartello, e inizia a chiedere l’elemosina. Francesca affronterà questa sua lotta per la sopravvivenza ma anche per essere riconosciuta come lavoratrice, e per far capire che si è trovata a fare la mendicante semplicemente perchè lo Stato, con una legge sbagliata, l’ha messa in quella situazione”.

Per preparare il personaggio ha incontrato delle persone esodate? 

“Devo dire che non c’è stato bisogno nel senso che il copione era molto ferreo e scritto bene. Negli anni anche precedenti al film ho visto tante persone rovistare nei cassonetti, andare a chiedere aiuto in parrocchia, alle mense, persone che non avevano piu’ nulla, abbiamo ascoltato tante testimonianze, quindi non ho voluto incontrare l’esodata che era andata a chiedere l’elemosina perchè volevo costruire un personaggio partendo totalmente da me, dalla mia faccia, dal mio cuore, dal mio sentimento, dal mio bisogno di dare a Francesca ogni caratteristica possibile per poter esprimere quel dolore ma anche quella forza e la capacità di sorridere nonostante tutto e quel grande amore verso sua nipote che la porta a questa decisione estrema con la consapevolezza di non essere lei sbagliata, ma che sia stato un grave errore del governo. Mi sono buttata e lasciata andare totalmente ai sentimenti che partivano da me, dalla mia esperienza, dal mio vissuto, dalle immagini che vedo che non mi sono indifferenti quando cammino per strada o mi sposto in macchina. Vedo quello che accade intorno a me, quindi ho semplicemente lasciato andare le cose al posto di Francesca che è un nome di finzione, mi sono immedesimata dicendo: ma se fosse successo a me come vivrei questa cosa, come vivrei questa situazione, cosa ho io da dare a Francesca?”.

esodo

Che idea si è fatta della legge Fornero che ha causato gravi problemi a moltissimi italiani?

“La Fornero ha dichiarato che la situazione era disastrosa, drammatica e quindi doveva essere fatta una manovra restrittiva. All’interno della legge Fornero ci sono tante leggi, non soltanto il discorso degli esodati, quindi noi parliamo di quella parte che è andata a impattare sulla realtà umana di 380.000 mila persone che non avrebbero dovuto essere toccate. Va bene fare le restrizioni e le scelte politiche ma non puoi farle ricadere sulla vita di queste persone. Tutti gli italiani hanno sofferto per questa legge. Pensate che questi 380000 che avrebbero dovuto ricevere la pensione se l’avessero ricevuta avrebbero mandato l’Italia al naufragio? Non ci credo, io non sono una politologa ma avendo ascoltato gli esodati e in seguito letto tante cose, è stato un enorme errore e penso sia stato voluto, credo sia stata fatta una scelta o forse non se ne sono resi conto subito e quando hanno capito secondo loro era troppo tardi per tornare sui loro passi e anzichè modificare la legge sono andati avanti, anche perchè all’inizio sembravano essere interessate solo 10000 persone poi sono aumentate. Sta di fatto che nonostante siano passati 6 anni ci sono ancora 6000 persone che non hanno ricevuto l’ultima salvaguardia e tra questi potrebbero esserci nostri amici, parenti o potremmo essere noi. Non hanno ricevuto quello che spetta loro di diritto. Allora uno si chiede: perchè anche con la manovra dell’ultima legislatura non è stato fatto nulla, non è stata salvaguardata la dignità di queste persone, che dall’oggi al domani si sono ritrovate senza niente?”.

Quest’anno festeggia quaranta anni di carriera. Che ricordo ha del suo esordio nel 1978 con Walter Chiari?

“Ho un ricordo meraviglioso perchè era una persona eccezionale, era una festa ogni sera, ho imparato tantissimo da Walter, mi sono divertita e mi sono scoperta un animale da palcoscenico nel senso che ci stavo bene e mi sentivo a mio agio, era una bellissima compagnia. Walter è stato l’artista piu’ eclettico che ho conosciuto e incredibilmente bravo, con dei tempi straordinari, comici e drammatici”.

Lesodo

Tra i tanti ruoli che ha interpretato ce n’è uno a cui è piu’ legata? 

“I lavori che ho fatto sono stati tutti importanti perchè ogni volta che ho firmato un contratto l’ho fatto con la gioia di interpretare quel ruolo credendoci al 100%. Alcune cose avevano un valore assoluto altre meno, però sono orgogliosa e felice di tutto quello che ho fatto, mi sono divertita a interpretare ruoli drammatici, classici, leggeri, intensi, sia a teatro che al cinema che in tv. La mia è una bella carriera, sarei potuta arrivare in alto ma anche piu’ in basso quindi guardo il bicchiere mezzo pieno. Sicuramente L’esodo è il film che ha incoronato la mia carriera, è il ruolo dei sogni, perchè, cosa rara al cinema, in 100 minuti di pellicola  sono sempre presente, tutto il film ricade sulle spalle di Francesca, il dramma, la speranza, la resurrezione, la rinascita. Mi auguro di interpretare un altro film di questo genere ma so che non mi devo viziare e coccolare pensando che succederà. E’ un regalo meraviglioso che il regista mi ha fatto ed è il film della mia vita”.

In quali progetti per la tv, il teatro o il cinema la vedremo prossimamente?

“Per la tv ho preso parte alla serie “Le tre Rose di Eva 4″ ma non so cosa potrà succedere in seguito, ho fatto anche una bella partecipazione ne L’allieva. Ho portato dei progetti in Rai e vediamo cosa accadrà, sperando che siano accolti. Per il teatro farò una commedia brillante, Mariti e mogli, che partirà ad ottobre e avrà una tournée nelle principali città italiane. Per quanto riguarda il cinema resto in attesa che ci si accorga che c’è una brava attrice che ha voglia di lavorare”.

di Francesca Monti

 

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