Stasera su Rai 3 a Report: i paradisi fiscali, il mare della capitale d’Italia e il digitale terrestre di seconda generazione

Lunedì 7 maggio alle 21.15 Rai3 trasmette un nuovo appuntamento con “Report”. Nel primo servizio dal titolo Il paradiso può attendere, siamo a Singapore, Dubai, Svizzera, Hong Kong: ci sono aree del mondo che attraggono i capitali più di altre. Sono le principali piazze finanziarie ed economiche mondiali. In che modo e perché si sposta la ricchezza che produciamo? Report, grazie alla partnership con il Consorzio internazionale di giornalisti investigativi ICIJ, torna a scavare tra i documenti fuoriusciti dagli studi legali con gli scandali Panama Papers e  Paradise Papers, per ricostruire i flussi che i soldi seguono quando escono dal nostro paese. Il 30 per cento della ricchezza prodotta in Europa è posseduta da società off-shore. Quando il denaro rimbalza tra l’Europa e i paradisi fiscali chi possiede la ricchezza impoverisce tutti gli altri e nasconde l’origine del denaro: a quel punto se è chiaro chi ci perde diventa sempre più complicato capire chi ci guadagna.
Il secondo reportage intitolatio Romanzo litorale, ha per protagonista il mare della capitale d’Italia, tenuto in ostaggio da un ristretto gruppo di famiglie che, senza alcun bando pubblico, gestisce le principali spiagge di Ostia. Nell’ultimo ventennio hanno cementificato l’intero lungomare, costruendo piscine, ristoranti, bar e cabine in cemento armato a pochi metri dalla battigia. Grazie alla connivenza di politici e tecnici comunali corrotti si sono appropriati di interi chilometri di spiaggia senza averne alcun diritto. Hanno creato un sistema di distruzione del territorio e di strapotere, che è stato sostenuto da tutte le giunte di Roma degli ultimi vent’anni: da quelle di centrosinistra a quelle di centrodestra. Eppure, a Ostia, l’attenzione di media e magistratura finora si è concentrata solo sui clan mafiosi e le organizzazioni criminali. Report punterà i riflettori sulla parte che è rimasta finora in ombra, ma che in realtà è la più ricca e la più potente sul litorale romano.
Nell’ultimo servizio dal titolo Occhio alla tv, arriva il DVB-T2, il digitale terrestre di seconda generazione. Tra il 2020 e il 2022 avverrà il passaggio al nuovo sistema e tutti, emittenti televisive e spettatori, dovremo adeguarci. Per continuare a guardare la tv dovremo adattarla con un decoder oppure comprarne una nuova. Altrimenti non si vedrà più niente. Come succede ancora oggi a tutti quelli che, a sei anni di distanza dal passaggio al primo digitale terrestre, sullo schermo vedono solo quadretti scomposti. Anche per gli operatori televisivi si prepara una rivoluzione e, al momento del passaggio, dovranno rinunciare ai telespettatori che non si saranno adeguati in tempo al DVB-T2. Ma perché ci sobbarchiamo tutto questo trambusto? La decisione è europea e in ballo ci sono 2,5 miliardi di euro che lo Stato conta di incassare dalle gare per le nuove frequenze. Gli operatori di rete televisivi dovranno invece stringersi nelle frequenze che restano,, cercando un accordo che garantisca lo spazio per tutte le emittenti.

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