BAFF 2018: il Programma del 9 maggio

Prosegue con grande successo e con tanti interessanti appuntamenti l’edizione 2018 del B.A.Film Festival.

Alle ore 9.00 presso il Cinema Teatro Manzoni (Via Calatafimi, 5) di Busto Arsizio per la sezione Made in Italy – Scuole proiezione del film La ragazza nella nebbia di Donato Carrisi (127’, Italia 2017) e incontro con il produttore Maurizio Totti.

Alle ore 11 Masterclass al liceo artistico Paolo Candiani (incontro a porte chiuse): Giuliana Gamba presenta il progetto Trame d’autore di Simona Marchini.

Tre gli appuntamenti pomeridiani allo Spazio Festival (Piazza San Giovanni).

Alle 16.30, nell’ambito del gemellaggio con Ortigia Film Festival, presentazione del video vincitore del “Premio del pubblico miglior Corto OFF9”: Veneranda Augusta di Francesco Cannavà, che ha ottenuto una menzione speciale per l’impegno civile ai Nastri d’Argento 2018. Il cortometraggio  denuncia le innumerevoli morti nel paesino siciliano di Augusta, causate dalla presenza del polo petrolchimico più grande d’Europa.

Alla stessa ora partenza dell’Itinerario Turistico Cittadino curato dai Tourist Angels.

A partire dalle 17.00 proiezione della seconda parte dei cortometraggi finalisti al concorso Baff Short Cuts 2018.

Due le proiezioni serali, per la rassegna Made in Italy – Film Anteprima.

Alle 20.45 presso il Cinema Manzoni (Via Calatafimi, 5, Busto Arsizio) in programma Voice from the stone (90’ USA, 2017, versione originale con sottotitoli) di Eric D.Howell.

Il film, tratto dall’omonimo romanzo La voce della pietra di Silvio Raffo, ospite in sala, è ambientato nella Toscana degli anni ’50 e vede protagonisti un’infermiera e un ragazzo, traumatizzato dalla morte della madre, entrambi vittime di un incantesimo.

Alle 21.30 presso la Sala Ratti (Corso Magenta, 9, Legnano) verrà proiettato La bella e le bestie di Kaouther Ben Hania (100’, Tunisia, Francia, Svezia, Norvegia, Libano, Qatar, Svizzera, 2017). Presente in sala Emanuela Piovano (Kitchenfilm distribuzione).

Il film narra le difficoltà di Mariam, una giovane tunisina che, dopo l’incontro con Youssef, capirà di dover combattere per i propri diritti e la propria dignità in un mondo sommerso dalle ingiustizie e disparità sociali.

Alle ore 22.00 presso il Circolone di Legnano, appuntamento con la sezione BAFF OFF.

In programma Bloom Movie, docufilm dedicato al celebre club di Mezzago, di Filippo D’Angelo (Italia, 2018 – 96’).

Questo slideshow richiede JavaScript.

BLOOM MOVIE
Regia di Filippo D’Angelo – Riprese di Ezio Riboni

Docufilm –  Durata 96 minuti

Dal 1987 dalla parte del palco, il Bloom continua essere fonte d’ispirazione e stimolo per generazioni.

Non solo per la musica ma anche e soprattutto per le arti in generale.

Dopo l’uscita del libro in occasione del 25° anno “Sviluppi Incontrollati – Bloom Crocevia Rock” a cura di Volo Libero edizioni, per il 30° anno si è sentita l’esigenza di mettere su “pellicola” questa enorme esperienza.

Nasce BLOOM MOVIE con alla regia Filippo D’Angelo e alle riprese Ezio Riboni.

Come sempre nessuna autocelebrazione, il film si inquadra nel contesto storico degli ultimi 30 anni della scena underground e indipendente, senza fronzoli o scorciatoie o sedute sugli allori.

Un racconto incalzante che rispecchia quello che è successo dentro e fuori dal Bloom, a partire dal luogo di origine Mezzago, fino a scrutare nei contesti sociali e artistici dell’Italia di quel periodo, dalla ribellione giovanile, alla ricerca d’avanguardia, alla voglia di socialità.

 Voglia d’immaginario, emozioni personali, esperienze vere di gioia e rivoluzione si intrecciano in un Film che si può già definire un documento storico che parte da metà anni ’80 fino ad oggi.

Ringraziamo tutti gli attori, gli artisti, gli scrittori, poeti e cittadini comuni ma soprattutto i Bloommers che hanno dato il cuore e cervello a questo sogno.

“Perchè il Bloom è stata davvero la nostra casa per tanto tempo…”

Filippo D’Angelo Regista

Quelli del Bloom li chiamano Sviluppi Incontrollati. Trent’anni e più, dal maggio ’87 all’odierno che “continua”. Una media di due concerti e mezzo alla settimana che moltiplicati nel corso del tempo diventano migliaia. Ma il Bloom non è solo un music-club. E’ un luogo multifunzionale in cui trovano spazio svariate produzioni ed espressioni artistiche e nel quale convivono varie generazioni, sia tra chi lo fa, sia tra il pubblico. Gestito da una cooperativa sociale ha visto l’incessante succedersi di live musicali, film e relative rassegne, rappresentazioni teatrali (da quello d’avanguardia e di ricerca al teatro per bambini), incontri con scrittori, registi e diverse figure ed esponenti che operano in svariati ambiti socio-culturali. Spesso e volentieri e soprattutto nei mesi estivi il Bloom è “fuori”. Ovvero: è solito organizzare rassegne musicali senza nessuna barriera di “generi” e arene “visual” nelle quali vengono proiettati novità, cose poco viste, film indipendenti e classic-movies. Ho deciso di raccontare il Bloom (ci suonai con i Blak Vomit, la mia punk-band nell’92) con l’intento di farci stare il più possibile, sapendo, da subito, che è impossibile. Perché i fatti, gli aneddoti, le storie che hanno visto come protagonista questa location sono innumerevoli. Dagli amori sbocciati alle band che “saranno famose” (Nirvana, Primal Scream, Green Day, Sharon Jones, persino gli Havana 3 A.M. la band post-Clash orchestrata da Paul Simonon, tanto per citare alcuni nomi). Tramite un lavoro di sintesi ho voluto immortalare tutti gli input di ieri, oggi (e domani), l’arte degli incontri, gli artisti non solo quando sono sul palco ma anche quando si confondono tra il pubblico, il tu per tu tra ospiti, organizzatori e platea. Con il proposito di riuscire a raccontare alle nuove e future generazioni cosa sta dietro le quinte ad una realtà come questa. Così, per incuriosire ulteriormente e per dimostrare che volendo si può fare. Perché Bloom (r)esiste ed ha saputo attraversare, in modo più o meno indolore e tra alti e bassi, più decenni. Quasi una rarità nel nostro Paese e in certi ambiti in cui sono le culture “altre” ad essere le vere protagoniste.

Ho voluto sottolineare contesti, rapporti con il territorio, percorsi paralleli che si sono sommate agli avvenimenti successi nel locale di Mezzago. Per fare ciò mi sono avvalso della collaborazione di Ezio Riboni, mio inseparabile compagno in questa esperienza e fine cesellatore di immagini, del regista Tino Franco, del fotografo Stefano Borghesi e di Massimo Pirotta che ha coordinato tutto ciò che andava coordinato.

Ho “scartabellato” tra il passato e il presente: dai resoconti dei soci fondatori (con tanto di “prequel” in quanto molti di loro provengono dall’esperienza di Radio Montevecchia, una delle prime radio libere sorte in Italia e che iniziò le sue trasmissioni il 25 dicembre del ’75, cioè nel giorno di Natale…) ai componenti dell’attuale staff. Un “filo rosso” che attraversa la Brianza ma con gli sguardi oltre la stessa.

La colonna sonora è stata affidata quasi interamente a band emergenti, salvo alcune eccezioni, perché questo è sempre stato uno dei punti saldi del Bloom: dare, tra i primi, una possibilità a chi ha avuto difficoltà nel trovarla (seppur meritevoli), cercare nel nuovo che avanza, scrutare dove in pochi lo fanno.

Dentro, anche le impressioni di musicisti, scrittori, performer, esponenti poetry-slam, operatori nel mondo delle cooperative e dell’associazionismo, promoter, giornalisti, critici musicali e cinematografici. Il tutto per fornire una panoramica più ampia possibile.

Tra questi:
Aldo Castelli (presidente della cooperativa “Il Visconte di Mezzago che gestisce il Bloom), Andrea Castelli (Shandon, Firewater, Le Mine Vaganti), Andy (Fluon, Bluvertigo), Chiara Pederzoli, Claudio Agostoni, Cristina Donà, Daniela Giombini (Subway Production e tour manager dei Nirvana ’89-’91), Davide Passoni, Davide Sapienza, Diego “Dead Man” Potron, Enrico Molteni (Tre Allegri Ragazzi Morti), Giorgio Monti, Kissing Venus, Lorenzo Monguzzi (Zoo, Mercanti di Liquore, musicista di Marco Paolini), Marco Philopat, Mario Ruggeri, Massimiliano Rossin, Mauro Ermanno Giovanardi, Miko Cantù (The Backseat Boogie), Nando (Senza Benza), Mauro Gervasini, Paolo Agrati, Paolo Castelli, Punkreas, Rodrigo D’Erasmo (Afterhours), Vittoriano Ferioli, Vittorio Pozzati.

Buona visione

Filippo D’Angelo

Colonna sonora a cura di: Carnival Of Fools, Usual, The Gaffas, Maledetta Dopamina, Jezoo, G. Testa, Melloncek, Psychovox, Diego “Dead Man” Potron, Pipsiranja Posse, Kissing Venus, Babylonish

 

Rispondi