INTERVISTA CON ANDREA BOSCA, PROTAGONISTA DELLA SERIE “IL CAPITANO MARIA”, IN ONDA IL LUNEDI’ SERA SU RAI 1

Si intitola “Il Capitano Maria” la nuova serie in quattro puntate in onda il lunedì in prima serata su Rai 1, prodotta da Palomar con Rai Fiction, che al debutto ha riscosso un immenso successo con oltre 7 milioni di spettatori e che vede Andrea Bosca, uno dei giovani attori italiani più talentuosi e amati dal pubblico, protagonista nel ruolo del tenente Enrico Labriola, insieme a Vanessa Incontrada, che interpreta il Capitano Maria.

La serie, girata in Puglia a Trani, Bari e Bisceglie e a Roma, è diretta da Andrea Porporati e affronta tematiche importanti e attuali, dal rapporto genitori-figli al terrorismo, dalla droga alla mafia.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Andrea Bosca e parlato con lui della fiction “Il Capitano Maria”, ma anche della sua partecipazione alla serie americana “Quantico 3” e dei prossimi progetti.

credit foto ufficio stampa Kinoweb

Ciao Andrea, ci puoi presentare il tuo personaggio, il tenente Enrico Labriola?

“Il tenente Labriola comanda il nucleo operativo che sta sul territorio ed è un esperto di deep web, per cui è un personaggio un po’ rigido, militare, che grazie all’arrivo del Capitano Maria Guerra troverà un leader vero e verrà anche aiutato a comprendere le dinamiche del cuore più interne e incontrollabili. Lui è come se fosse un grande controllore di robot ma per quanto riguarda la parte umana deve imparare tutto e Maria sarà fondamentale in questo”.

Come ti sei preparato per interpretare questo personaggio?

“Intanto ho studiato guardando in rete il deep web, un mondo effettivamente brutto dove c’è veramente tanta sporcizia, un mare magnum dove puoi perderti,  però io non sono un hacker nella vita quindi tante cose non sono facili da capire. Così ho parlato con i Carabinieri passando molto tempo con il maggiore Gianluca Zara e con il tenente Carosone del Comando del Parioli. Mi hanno spiegato le dinamiche e ho capito come districarmi in questo mondo così complesso. Tutte le cose che abbiamo visto nella fiction e che sembrano improbabili le ho vissute con loro e ho avuto l’impressione che la realtà superasse l’immaginazione, perché c’erano dei pericoli veri e seri mentre studiavo con loro. In realtà gran parte del lavoro che fanno non si vede perché è preventivo, ma è grazie a loro se finora in Europa siamo uno dei Paesi in cui è successo meno caos. Questo ruolo mi ha permesso di fare un’esperienza anche umana importante. Spesso si parla male dei Carabinieri, a causa di pochi che sbagliano e creano un danno di immagine a tutta l’Arma. Per rispetto verso chi sta facendo un grande lavoro è giusto che chi si comporta male venga punito. Devo dire però che i Carabinieri che ho visto sono molto dediti al lavoro. Le stesse caratteristiche le ho ritrovate in Labriola, che è un uomo che non ha mai staccato dal lavoro e per questo non è riuscito a creare una famiglia”.

Hai trovato dei punti in comune tra te e Labriola?

“Forse la parte romantica, affettiva. E’ un personaggio diverso da me per tanti aspetti. La cosa simile è l’attitudine a organizzare, a buttarsi in prima persona in cose folli, fuori dall’ordinario. E’ un Carabiniere modello e mi sono allenato molto perché lo fosse, ma quello che fa, e lo si è capito fin dalla prima puntata, è qualcosa di molto rischioso”.

credit foto ufficio stampa Kinoweb

Proprio all’inizio della serie abbiamo visto che c’è un rapporto di frizione tra Labriola e Maria, non vanno subito d’accordo…

“Sì e mi è piaciuto questo fatto non scontato della sceneggiatura, perchè quando uno entra in un nuovo mondo lavorativo non accetta di buon grado che altri stiano comandando al posto suo, però la competenza di Maria crea una leadership e gli altri automaticamente la accettano. Maria è il capitano non solo perché svolge quel ruolo ma perché ha intuito, capisce prima di tutti che c’è un pericolo che sarebbe stato difficile da scoprire, poi essendo madre ha un occhio di riguardo verso i bambini e questo è importante”.

Come ti sei trovato sul set dove hai ritrovato Vanessa Incontrada con cui avevi già lavorato in “Non dirlo al mio capo”?

“Mi sono trovato benissimo. Con Vanessa siamo amici, siamo tutti e due figli di artigiani, arriviamo da un mondo semplice ed è stato bellissimo rivedersi. Eravamo molto felici di lavorare di nuovo insieme e ci siamo aiutati. Infatti non sempre era facile girare con questo rigore dato dalla divisa e dalla presenza dei Carabinieri sul set, per cui ci siamo confrontati più volte. Ho un rapporto particolare con gli altri attori che compongono la mia squadra, come Jerry Mastrodomenico e Manuel Zicarelli perché abbiamo condiviso le gioie e i dolori del set. Sicuramente mi ha fatto piacere lavorare con Martino Lauretta, un bambino meraviglioso, e poi anche con Camilla Diana e Beatrice Grannò che sono ragazze i cui personaggi assumeranno importanza nelle prossime puntate. Quelli con cui ho condiviso poche scene sono i miei nemici, i mafiosi, li ho osservati molto col drone”.

quantico

Sei anche tra i protagonisti della serie americana Quantico 3, in onda su Fox. Cosa ci racconti a riguardo?

“Ho un piccolo ruolo che poi è cresciuto perché mentre giravamo lo showrunner ha visto che questa coppia funzionava e poteva essere interessante svilupparla. Interpreto un ragazzo padre che non sa che Alex Parrish sia un agente Fbi. Vedendo questa famiglia affiatata, il cuore che abbiamo messo in quelle scene e una serenità che nel personaggio non si era mai vista, Michael Seitzman che è la mente che sta dietro la scrittura della serie ha deciso di prolungare il ruolo e ne sono molto felice. La cosa deliziosa è stata passare cinque giorni in Toscana con Priyanka Chopra che è una persona molto amichevole, protettiva, generosa, ci siamo aiutati a vicenda, io con l’italiano e lei con l’inglese, e avendo poco tempo è stata bravissima. E’ tanto talentuosa quanto intelligente e bella altrimenti non potrebbe essere ai livelli che ha raggiunto”.

In quali progetti sei attualmente impegnato?

“In questi giorni sto ultimando la preparazione di una serie innovativa che mi sta molto a cuore, La porta Rossa 2, uno dei grandi successi della passata stagione di Rai2, con Lino Guanciale e Gabriella Pession e la regia di Carmine Elia. Il mio personaggio, Jonas,  nella prima stagione era solo tratteggiato anche se carismatico, mentre nella seconda sarà molto sviluppato e un po’ protagonista nonchè nettamente diverso dai personaggi che ho interpretato finora. Questo mi spaventa e al tempo stesso mi riempie d’orgoglio. Sono molto eccitato, stiamo facendo un lavoro di preparazione più che cinematografico. C’è grande attesa da parte del pubblico per questa seconda stagione. La storia prosegue anche se dopo la prima serie sembrava aver avuto una conclusione. Gli sceneggiatori hanno dedicato un po’ di tempo in più perché volevano dare qualcosa di vero e funzionante dal punto di vista della scrittura, per cui Carlo Lucarelli si è messo di grande impegno e Carmine Elia ogni giorno prepara le scene. Ci vedrete tutti tirati a lucido”.

Tra un set e l’altro riesci a passare a Canelli nella pasticceria della tua famiglia?

“Ci vado sempre volentieri e mi piace anche mettermi a lavorare in negozio o in laboratorio per preparare i dolci. Quest’anno sono stato più tempo a Natale rispetto a Pasqua, perché poi sono dovuto andare in Irlanda dove ho girato Quantico. Quindi ho dovuto fare una scelta. In questi giorni sono a Canelli (At) invece con uno spettacolo teatrale che si chiama “L’altra lingua. Primo Levi e la scienza”, incentrato sulla figura dello scrittore Primo Levi, che affronta la scienza raccontando l’animo umano. Per l’uso della lingua e le competenze che aveva e per la persona che era, riesce, attraverso la scrittura, a dare un’idea di come la materia sia fatta ma sempre come se fosse animata e umanizzata. E’ una produzione ad hoc per il Festival Classico, un festival internazionale che si tiene appunto a Canelli ed è dedicato a Giambattista Giuliani, padre della lingua italiana. Questa volta abbiamo fatto un Festival Classico con una tematica scientifica e quindi Primo Levi ci sembrava l’autore più indicato. Con me in scena ci sarà Demetrio Paolin, grande scrittore. Io darò voce a Primo Levi, mentre lui interverrà in un dialogo tra le parole dette e quelle pensate per raccontare cosa c’è di particolare in questi brani che io leggo. Speriamo piaccia al pubblico”.

di Francesca Monti    

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