INTERVISTA CON LA COMPOSITRICE E PIANISTA GIUSEPPINA TORRE, IN CONCERTO A MILANO DOMENICA 20 MAGGIO

La compositrice e pianista Giuseppina Torre, pluripremiata in America, domenica 20 maggio, alle ore 22.00, terrà un concerto alla terrazza Aperol in Piazza Duomo a Milano, in occasione dell’evento culturale Piano City Milano.

Giuseppina Torre eseguirà al pianoforte le sue composizioni per piano solo estratte dall’album “Il Silenzio delle Stelle”, uscito nel 2015, e dalla colonna sonora del film documentario “Papa Francesco – La mia Idea Di Arte”, il cui cofanetto contenente il dvd e il cd con tutte le soundtrack è stato pubblicato il 21 marzo scorso.

Vincitrice di quattro Los Angeles Music Awards, due International Music and Entertainment Awards e due Akademia Awards of Los Angeles, Giuseppina Torre è un esempio di eccellenza italiana che ha conquistato ammirazione e consensi oltreoceano prima ancora che nella sua terra natale.

Anche quest’anno è in nomination per gli International Music And Entertainment Awards, prestigioso premio che seleziona musicisti di tutto il mondo, produttori e interpreti di musical, in tre categorie: “Classical Artist Of The Year”, “Classical Song Of The Year” con “Mirabilis Mundi” e “Classical Album Of The Year” con “Papa Francesco – La Mia Idea Di Arte”.

Giuseppina Torre è l’unica artista in nomination a rappresentare i colori dell’Italia sia con il suo ultimo progetto “Papa Francesco – La mia Idea Di Arte” sia con l’estratto “Mirabilis Mundi”.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Giuseppina Torre. Ecco cosa ci ha raccontato.

Buongiorno Giuseppina, il 20 maggio sarà in concerto a Milano. Ci può anticipare qualcosa di quello che vedremo?

“Durante il concerto suonerò degli estratti dai miei ultimi due lavori discografici, “Il silenzio delle stelle” e “Papa Francesco – La Mia Idea Di Arte”. Sarà un viaggio emozionale-musicale nei meandri nascosti del nostro cuore, quindi cercherò attraverso la musica di orientare l’ascoltatore nel labirinto del cuore, andando in profondità per far riaffiorare quelle emozioni che sono spesso sedimentate al suo interno e a causa della frenesia della vita quotidiana cerchiamo di tenere a bada e di coprire perché distratti da altre cose. In questo concerto proverò a creare un filo conduttore che partendo dal mio cuore arrivi a quello del pubblico. Mi piace incontrare la gente subito dopo la mia performance al pianoforte per coglierne le emozioni che ha provato. Le persone mi dicono che è come se la mia musica parlasse, raccontasse qualcosa. Questo mi piace perché significa che l’esperimento è riuscito perché attraverso ogni mia composizione racconto qualcosa che è mio e che ogni ascoltatore fa poi proprio”.

cover_la mia idea di arte_ Giuseppina Torre

Riguardo il documentario “Papa Francesco – La Mia Idea Di Arte”, ci può raccontare come è nata questa collaborazione?

“Questa collaborazione nasce dalla richiesta della Imago Film che doveva produrre questo documentario tratto dal libro scritto da Papa Francesco e a cura di Tiziana Lupi. Era  stato pubblicato nel 2015 e si era pensato di farne un documentario. In passato avevo già scritto musiche per i documentari “L’ amore dopo la tempesta”, “Montecassino perché“, “Papaveri rossi“ e “Come manna dal cielo” del giornalista Roberto Olla andati in onda al Tg1 e ovviamente il mio nome iniziava a circolare nell’ambiente. Così mi hanno contattata per questo incarico che è arrivato in un momento per me molto difficile e quindi lo considero una rinascita sia personale che artistica. Avevo tra le mani qualcosa di molto prezioso, descrivere in musica le emozioni delle opere d’arte, della Cappella Sistina o custodite nei Musei Vaticani. Dapprima mi sono fatta ispirare dal libro, poi mano a mano che arrivavano le immagini del regista ho provato a descrivere la bellezza artistica delle opere storiche, scultoree, nella maniera più limpida e cristallina possibile, senza sovrastare né le immagini né la voce di Papa Francesco che si fa portavoce di questo grandissimo messaggio dell’arte intesa come evangelizzazione. Un altro concetto importante contenuto nel documentario è la cultura dello scarto, anche umano, basti pensare al consumismo, agli extracomunitari, appena qualcosa non va bene si getta. Papa Francesco dice che Dio non scarta nessun essere umano e così dovrebbe fare anche l’uomo”.

Lei aveva avuto modo di suonare davanti a Papa Francesco quattro anni fa…

“Ho suonato davanti al Papa al Concerto dell’Epifania del 2014, quindi questa seconda opportunità che ho avuto e che coinvolge la figura del Santo Padre mi ha resa felice. Penso ci sia stata la mano divina nel propormi questo progetto in un momento delicato della mia vita”.

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E’ molto conosciuta e apprezzata negli Stati Uniti. Che differenze ha riscontrato, musicalmente parlando, tra America e Italia?

“Innanzitutto quello statunitense è un popolo meritocratico e apprezza quello che viene dall’Italia. Gli Stati Uniti sono il nuovo mondo, noi rappresentiamo tutto quello che è la cultura, la culla della civiltà e quindi gli americani hanno un grande rispetto verso ciò che proviene dall’Italia, dal canto alla melodia italiana che io rappresento appieno con la musica. Loro individuano e valorizzano le persone, cosa che in Italia non avviene, perchè manca questo lavoro di ricerca e questa curiosità. Molti mi chiedono come mai sono stata scoperta in America anziché in Italia. Faccio un esempio. Quando ebbi la prima nomination agli International Music And Entertainment Awards ero l’unica italiana a rappresentare il tricolore. In Italia la notizia non ebbe nessun eco, invece in America il console italiano Giuseppe Perrone mi mandò una mail di congratulazioni e mi invitò ad un pranzo nella sua residenza. E poi fui invitata a suonare i brani in nomination all’Istituto di Cultura e in quella occasione conobbi i registi Muccino e Bertolucci che si trovavano in sala. L’anno successivo ho avuto l’onore di conoscere anche Sorrentino nell’anno della vittoria dell’Oscar per La grande bellezza. In America ci sono tante possibilità e occasioni. Chi vale viene valorizzato. Un’altra differenza è che all’italiano manca la fierezza, in America invece in qualsiasi casa o luogo c’è sempre la presenza di una bandiera a stelle e strisce, noi ci ricordiamo di essere italiani solo quando ci sono i Mondiali. Ci manca la consapevolezza di avere dei tesori, di essere importanti e questo vale per tutti i settori, c’è una fuga di cervelli che trovano ospitalità all’estero”.

A quali progetti sta lavorando?

“Nei prossimi mesi cercherò di chiudere il mio nuovo disco, che spero possa vedere la luce ad inizio 2019”.

di Francesca Monti

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