La Stagione 2018/19 del Teatro Menotti, l’ultima prima di presentare nel 2019 il cinquantenario (1969/2019), propone un cartellone che punta, tra diversi generi e contaminazioni di prosa, musica, danza e poesia, a un teatro di emozione.
17 titoli tra produzioni, riprese e spettacoli ospiti, di cui 7 per la prima volta a Milano al Teatro Menotti, 4 prime nazionali per oltre 150 alzate di sipario. E ancora 1 Festival di narrazioni e contaminazioni (Talkin’ Menotti-terza edizione), 1 premio teatrale (Scintille 019) rivolto alle giovani compagnie under 35, 1 stagione di teatro per l’infanzia e le famiglie.
“Questa che presentiamo è l’ultima stagione prima del nostro cinquantenario (1969/2019) e ci è sembrato inevitabile un bilancio, non tanto fatto di numeri e calcoli, nemmeno di previsioni per il futuro, ma abbiamo provato a guardarci un po’ dentro. – dichiara Emilio Russo, Direttore Artistico del Teatro Menotti – Abbiamo provato ad immaginarci in un tempo sospeso sul presente, abbiamo anche provato a frenare la corsa di un mondo che corre molto più velocemente dei nostri pensieri e che continua a proporre cambiamenti, a volte efficaci, spesso contraddittori, quasi sempre e sempre di più non immaginabili. Chi avrebbe pensato fino a pochi anni fa che i telefoni non servissero solo a telefonare, che la musica non fosse dentro i dischi, ma fluttuasse nelle nuvole, che i libri non fossero nelle librerie e tutto il resto di questo meraviglioso e spaventoso reale mondo virtuale? Ma i pensieri, appunto, vanno molto più lentamente del tempo, ma a volte del tempo si fanno gioco, lo fermano, lo fanno ruotare attorno a sé stesso, lo capovolgono. Provano, i pensieri, a fermare il suo scorrere e a difendere, con fatica e coraggio, gli spazi per le idee, le visioni, l’immaginazione. Così ci piace pensare il teatro, il nostro teatro, un luogo dove il tempo e lo spazio si capovolgono, dove le parole del passato parlano agli uomini di oggi e le parole del presente si specchiano su quelle del passato, dove le regole non esistono e se esistessero sarebbero rovesciate, dove le persone si incontrano per davvero come persone. Su questa idea vogliamo tenere diritta la nostra barra. Ritornare, se mai ci fossimo allontanati, a un teatro delle emozioni, con molte sfumature, ma senza deroghe, senza inciampi. Punto e a capo.
Le emozioni hanno bisogno di coraggio per essere vissute fino in fondo, per questo la scelta di un programma ad alto tasso poetico, con scelte originali, che, probabilmente poco hanno a che fare con la consuetudine di un cartellone, ma molto hanno in comune con un percorso esperienziale tra i generi e i linguaggi con affinità, rimandi, punti di contatto. Vogliamo pensare il Teatro Menotti come un luogo, dove poter trovare suggestioni e pensieri differenti dal resto delle variegate occasioni culturali cittadine. Vogliamo lasciare ancora di più il nostro segno preciso, riconoscibile, magari allontanandoci decisamente dalla confortevole genericità ed eterogeneità dei menù sovrabbondanti, che caratterizzano sempre più l’offerta di spettacoli. In ognuno dei 16 appuntamenti proposti, pur nelle differenti poetiche, è contenuto tutto questo, ovvero originalità, coraggio, passione, poesia. In ognuna, ma davvero in ognuna, delle proposte, chi sceglierà di condividere con noi questo lungo percorso, troverà le suggestioni di un teatro che parla direttamente alla mente e al cuore e, siamo certi, che non mancherà la voglia di rivivere queste esperienze lungo tutto il nostro anno teatrale”.
LE PRODUZIONI
I riflettori si accendono sul palco del Teatro Menotti con la prima nazionale di Rock and Resilienza, uno spettacolo di parole e musica dal vivo, scritto da Francesco Caldarola, diretto da Emilio Russo e interpretato da Paola Maugeri, volto storico di Mtv e giornalista musicale. Si prosegue con la ripresa del grande successo di LE BAL, L’Italia balla dal 1940 al 2001 (23 ottobre/4 novembre), una coproduzione TieffeTeatro Milano e O.T.I., uno spettacolo di Giancarlo Fares, che racconta storie da balera, piccoli racconti in movimento per raccontare l’Italia del dopoguerra.
La recente conferma per il prossimo triennio 2018/2020, che ancora inserisce il nostro fare e pensare teatro tra i Centri di Produzione Nazionali, viene sottolineata da un impegno produttivo di particolare responsabilità e qualità con progetti originali, collaborazioni di prestigio, diffusione capillare e anche modalità originali, come la Trilogia Americans, dedicata alla drammaturgia statunitense del ‘900 a cura di Arturo Cirillo, che si conclude con LUNGA GIORNATA VERSO LA NOTTE (27 novembre/2 dicembre) di Eugene O’ Neill. Il progetto, durato cinque anni e distribuito nelle più importanti piazze italiane, è caratterizzato da altri due capolavori del teatro contemporaneo: LO ZOO DI VETRO di Tennessee Williams e CHI HA PAURA DI VIRGINIA WOOLF? di Edward Albee. I tre spettacoli, diretti da Arturo Cirillo, anche interprete insieme a Milvia Marigliano, saranno presentati in una sorta di maratona teatrale al Menotti il 24 e il 25 novembre.
Prosegue il sostegno produttivo alla Compagnia della Fortezza per il nuovo spettacolo di Armando Punzo, BEATITUDO (9/11 novembre), in coproduzione con Carte Blanche, dedicata all’opera di Borges. Lo spettacolo dopo il consueto debutto alla Fortezza Medicea nel prossimo luglio, sarà al Menotti per la prima volta a Milano per poi proseguire in tournée nelle maggiori piazze italiane con una compagnia di oltre 40 elementi.
Va configurandosi come un vero e proprio progetto di residenza creativa a cura di Paolo Rossi – che ritorna nel teatro dove ha debuttato all’inizio degli anni ’80 – insieme a Lucia Vasini e a una compagnia eterogenea di attori e musicisti, lo spettacolo IL RE ANARCHICO E I FUORILEGGE DI VERSAILLES_da Moliére a George Best. Quarta Stagione Completa. Non solo, quindi, lo spettacolo a Milano al Teatro Menotti (11/31 dicembre) e in una lunga tournée nazionale, ma anche una visione iconoclasta dei riti teatrali e un coinvolgimento del pubblico tra incontri e prove aperte.
Lucia Vasini, spesso considerata l’erede naturale di Franca Rame, sarà protagonista di una edizione al femminile di MISTERO BUFFO (26 febbraio/17marzo), storico testo di Dario Fo e Franca Rame, per la nuova produzione TieffeTeatro e la regia di Emilio Russo, che sarà anche impegnato, per la prima volta, con un testo classico, seppur contaminato da visioni contemporanee, come GLI UCCELLI (17 gennaio/3 febbraio) di Aristofane.
La Stagione 2018/19 si concluderà con un’altra nuova produzione, firmata da TieffeTeatro, TRATTORIA MENOTTI (23 maggio/16 giugno), scritto e diretto da Emilio Russo e presentato in un luogo pensato per l’occasione. Lo spettacolo sarà realizzato nella grande platea trasformata in un vero e proprio locale della Milano degli anni ‘60, dove si tirava mattino, tra storie, musica, ballate, discussioni di arte e di politica e uno sguardo verso quel mondo, là fuori, da cambiare in qualche modo, tra un bicchiere o molti bicchieri di vino, un uovo sodo e un risotto tra le creature di una notte che sembrava non finire mai.
LE OSPITALITÀ
In linea con il teatro delle emozioni sono gli spettacoli ospiti, come lo straordinario TEATRO DELUSIO (12/17 febbraio) di Familie Flöz, che ritorna a Milano, e ancora la lettura visiva e visionaria di ABITARE LA BATTAGLIA (CONSEGUENZE DEL MACBETH) (19/24 marzo), per la regia di Pierpaolo Sepe. Racconti senza parole, ma carichi di suggestioni, divertimento e commozione.
E ancora un testo storico di Dario Fo e Franca Rame, TUTTA CASA LETTO E CHIESA (13/18 novembre), con Valentina Lodovini e la regia di Sandro Mabellini, un classico del teatro femminista, sorprendentemente attuale, che raccoglie grandi consensi di critica e pubblico ancora oggi in tutto il mondo.
Parole e musica in un viaggio nel tempo e fra i generi per la terza edizione di Talkin’ Menotti, il festival di narrazioni e contaminazioni: dall’OPERA BUFFA_Il Flauto Magico e cento altre bagatelle… (9/14 aprile) interpretata da Elio (anche per lui un ritorno nel teatro dove si era esibito agli esordi con le sue Storie Tese), all’omaggio sentito e commosso di Mariangela D’Abbraccio, che porta in scena un omaggio ai due grandi maestri Pino Daniele e Eduardo De Filippo, NAPULE È… N’ATA STORIA (2/7 aprile), a Syria con il suo concerto-spettacolo dedicato a Gabriella Ferri, PERCHÈ NON CANTI PIÙ (29-30 marzo).
Ritorna al Teatro Menotti, per il consueto appuntamento con la danza, dopo il successo della scorsa stagione, la Compagnia Artemis Danza di Monica Casadei, una delle nostre coreografe più rappresentate all’estero per la sua originale visione poetica, che intesse la tradizione e il mito con un rivoluzionario utilizzo del linguaggio del corpo e della musica e presenta IL BARBIERE DI SIVIGLIA (4/9 dicembre) per la prima volta a Milano.
Da ottobre a marzo Realtà Debora Mancini presenta la stagione per bambini, famiglie e scuole CON TUTTI I SENSI_Emozioni per tutto l’anno, una rassegna di teatro e musica, con incursioni in tutte le arti.
UNA COMMUNITY PER IL TEATRO MENOTTI
Una novità importante per il pubblico che ci vorrà accompagnare con la curiosità e l’intelligenza consueta sarà la nascita della nostra community, alla quale vogliamo dare significati e contenuti indirizzati ad una partecipazione convinta ed attiva. Ci auguriamo che coloro – pochi, tanti, tantissimi – che spontaneamente aderiranno al nostro nascente progetto, potranno e vorranno aderire anche e soprattutto a un pensiero comune. A tutti i nostri ringraziamenti caldi e anticipati, ma anche agevolazioni e sorprese irrinunciabili.
STAGIONE 2018/2019
Punto e a capo
PROGRAMMA
16 | 21 ottobre
TieffeTeatro Milano PRODUZIONE
ROCK AND RESILIENZA PRIMA NAZIONALE
con Paola Maugeri
regia Emilio Russo
23 ottobre | 4 novembre
TieffeTeatro Milano e O.T.I. COPRODUZIONE
LE BAL RIPRESA
L’Italia balla dal 1940 al 2001
uno spettacolo di Giancarlo Fares
coreografie Ilaria Amaldi
progetto realizzato in collaborazione con Viola Produzioni S.R.L.
9 | 11 novembre
Carte Blanche e TieffeTeatro Milano
con il sostegno di MIBACT–Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo –
Regione Toscana – Comune di Volterra – Comune di Pomarance –
Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra – Ministero della Giustizia C.R. Volterra
Compagnia della Fortezza COPRODUZIONE
BEATITUDO PRIMA MILANESE
drammaturgia e regia Armando Punzo
13 | 18 novembre
Pierfrancesco Pisani OSPITALITÀ
TUTTA CASA LETTO E CHIESA PRIMA MILANESE
con Valentina Lodovini
regia Sandro Mabellini
24-25 novembre
TRILOGIA AMERICANS:
TieffeTeatro Milano PRODUZIONE
LO ZOO DI VETRO RIPRESA
con Milvia Marigliano, Monica Piseddu, Arturo Cirillo, Edoardo Ribatto
regia Arturo Cirillo
TieffeTeatro Milano PRODUZIONE
CHI HA PAURA DI VIRGINIA WOOLF? RIPRESA
con Milvia Marigliano, Arturo Cirillo, Valentina Picello, Edoardo Ribatto
regia Arturo Cirillo
24-25 novembre e 27 novembre | 2 dicembre
TieffeTeatro Milano PRODUZIONE
LUNGA GIORNATA VERSO LA NOTTE RIPRESA
con Milvia Marigliano, Arturo Cirillo, Rosario Lisma, Riccardo Buffonini
regia Arturo Cirillo
4 | 9 dicembre
Compagnia Artemis Danza/Monica Casadei – Italian Festival in Thailand (Bangkok)
in collaborazione con
AMAT – Associazione Marchigiana Attività Teatrali & Comune di Pesaro
IL BARBIERE DI SIVIGLIA OSPITALITÀ
ideazione e coreografia Monica Casadei PRIMA MILANESE
11 | 31 dicembre
TieffeTeatro Milano PRODUZIONE
IL RE ANARCHICO E I FUORILEGGE DI VERSAILLES RIPRESA
da Molière a George Best. Quarta Stagione Completa
scritto e diretto da Paolo Rossi
con Paolo Rossi, Lucia Vasini
e con Renato Avallone, Marianna Folli, Marta Pistocchi, Dimitris Kotsiouros, Marco Ripoldi, Roberto Romagnoli, Chiara Tomei
17 gennaio | 3 febbraio
TieffeTeatro Milano PRODUZIONE
GLI UCCELLI PRIMA NAZIONALE
adattamento e regia Emilio Russo
12 | 17 febbraio
Familie Flöz, Arena Berlin e Theaterhaus Stuttgart OSPITALITÀ
TEATRO DELUSIO RIPRESA
regia e scenografia Michael Vogel
26 febbraio | 17 marzo
Tieffe Teatro Milano PRODUZIONE
MISTERO BUFFO PRIMA NAZIONALE
con Lucia Vasini
regia Emilio Russo
19 | 24 marzo
La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello Roma OSPITALITÀ
ABITARE LA BATTAGLIA (CONSEGUENZE DEL MACBETH) PRIMA MILANESE
da William Shakespeare
drammaturgia Elettra Capuano
regia Pierpaolo Sepe
29 – 30 marzo
Talkin’ Menotti | terza edizione
Mauro Diazzi OSPITALITÀ
PERCHÉ NON CANTI PIÙ… PRIMA MILANESE
concerto-spettacolo per Gabriella Ferri
con Syria
2 | 7 aprile
Talkin’ Menotti | terza edizione
Schegge di Mediterraneo – Festival dell’Eccellenza al Femminile
NAPULE È… N’ATA STORIA OSPITALITÀ
con Mariangela D’Abbraccio PRIMA MILANESE
regia Consuelo Barilari
e con Musica Da Ripostiglio con Gianluca Casadei
9 | 14 aprile
Talkin’ Menotti | terza edizione
Reggio Iniziative Culturali OSPITALITÀ
OPERA BUFFA PRIMA MILANESE
con Elio
23 maggio | 16 giugno
TieffeTeatro Milano PRODUZIONE
TRATTORIA MENOTTI PRIMA NAZIONALE
scritto e diretto da Emilio Russo
LE PRODUZIONI
16 | 21 ottobre
TieffeTeatro Milano
presenta
ROCK AND RESILIENZA
prima nazionale
di Francesco Caldarola
con Paola Maugeri
regia Emilio Russo
“La vita è l’arte dell’incontro” amava ricordare Vinicius De Moraes e se, a ben guardare, nulla succede per caso, tutti gli incontri nella nostra vita hanno un senso e uno scopo; il più delle volte lo comprendi anni dopo, o magari mai, ma il senso è quello e nessuno è ancora riuscito a convincermi del contrario.
Paola Maugeri
Paola Maugeri, che nella sua lunga carriera ha incontrato e intervistato molti dei maggiori protagonisti del rock, ci racconta come questi personaggi idolatrati e ammirati in tutto il mondo non siano semidei moderni, ma persone normali che cercano nella musica la forza per ottenere risultati straordinari, spesso sfidando i propri limiti. E se ci sono riusciti loro, possiamo farlo anche noi, attingendo alla nostra innata capacità di resistere alle prove che la vita ci sottopone, trasformando la fatica e il dolore in energia positiva: mettendo in pratica la resilienza. Lo spettacolo ambientato in un luogo-non luogo, in un tempo sospeso trasforma questa esperienza in narrazione, tra parole, musica dal vivo, suggestioni ed emozioni.
Paola Maugeri, da Catania con amore, è il punto di riferimento del giornalismo televisivo musicale e volto storico di Mtv; soprannominata Wikipaola per la sua cultura musicale, ha condotto programmi su Videomusic, Italia 1, Rai 2 e La7.
Con oltre 1300 interviste in giro per il mondo, ha restituito i segreti non solo delle più grandi rockstar, ma anche di registi, attori, autori.
Conduce tutte le mattine su Virgin Radio Paolaisvirgin, programma molto amato dove invita il suo pubblico ad ascoltare la musica e a guardare il mondo con occhi, cuore e orecchie vergini.
Appassionata di temi ambientali e vegana da oltre vent’anni, è seguitissima su Facebook, Instagram e Twitter, dove racconta come si può vivere in maniera consapevole a suon di rock.
Rock and Resilienza è il suo quarto libro per Mondadori, preceduto da La mia vita a impatto zero, Las Vegans e Alla Salute!
È innamorata, è mamma e vive a Milano.
23 ottobre | 4 novembre
TieffeTeatro Milano e O.T.I.
presentano
LE BAL
L’Italia balla dal 1940 al 2001
da LE BAL, una creazione del Théâtre du Campagnol
da un’idea e nella regia di Jean-Claude Penchenat
uno spettacolo di Giancarlo Fares
coreografie Ilaria Amaldi
con Giancarlo Fares, Sara Valerio, Alessandra Allegrini, Riccardo Averaimo,
Alberta Cipriani, Manuel D’Amario, Vittoria Galli, Alessandro Greco, Lorenzo Grilli,
Alice Iacono, Davide Mattei, Matteo Milani, Pierfrancesco Perrucci, Maya Quattrini, Patrizia Scilla, Viviana Simone
scenografie Marco Lauria / costumi Francesca Grossi
disegno luci e direttore tecnico Anna Maria Baldini / sound designer Giovanni Grasso
datore Luci Gabriele Boccacci / sarta Debora Pino
direzione di produzione Monica Cannistraro, Germana Giorgerini
ufficio stampa Silvia Signorelli / foto Pino Le Pera / concept grafico Livia Clementi
trasporti TRANSMOVIE S.R.L. servizi per lo spettacolo
realizzazione elementi di scena ALL’OPERA di Antonio Pastore
progetto realizzato in collaborazione con VIOLA PRODUZIONI S.R.L.
Dopo il successo di critica e pubblico della scorsa stagione torna al Teatro Menotti Le Bal–L’Italia balla dal 1940 al 2001.
La pista di una balera pronta ad accogliere le coppie che di lì a poco riempiranno la sala. Un luogo d’incontro in cui uomini e donne cercano gli altri, in cui si va a passare i pomeriggi. Uomini e donne che provano emozioni vere tipiche del carattere di ogni essere umano, in primis rancore e gelosia che portano allo scatenarsi di una gara di ballo.
Una competizione in crescendo, che porta ad un movimento accelerato e catapulta i personaggi negli anni ‘40.
Da questo punto parte la storia di Le Bal, attraverso una drammaturgia tutta fatta di musica, azioni, suoni e gesti, che accompagnano il susseguirsi dei decenni.
Lo spettacolo percorre a suon di musica la storia del nostro paese, passando per gli eventi salienti che hanno contribuito a plasmarla: la Seconda Guerra Mondiale, la Liberazione, il boom economico, le lotte di classe.
Un racconto affidato alla musica, agli attori e ai molti cambi di costume che raccontano il susseguirsi dei decenni, i mutamenti dei colori e lo scoprirsi del corpo.
Sulle note di canzoni italiane che appartengono alla memoria comune, dal Trio Lescano a Fred Bongusto, da Domenico Modugno a Mina, Renato Zero, Enrico Ruggeri, Franco Battiato, Adriano Celentano e Ornella Vanoni, solo per citarne alcuni, si racconta l’Italia che balla dal 1940 al 2001.
Lo spettacolo originale nasce dalla mente di Jean-Claud Penchenat, presente come attore anche nella trasposizione cinematografica Ballando Ballando diretta da Ettore Scola.
9 |11 novembre
Carte Blanche e TieffeTeatro
con il sostegno di
MIBACT–Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo –
Regione Toscana – Comune di Volterra – Comune di Pomarance –
Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra – Ministero della Giustizia C.R. Volterra
presentano
Compagnia della Fortezza
BEATITUDO
prima milanese
ispirato all’opera di Jorge Luis Borges
drammaturgia e regia Armando Punzo /musiche originali e sound design Andrea Salvadori
scene Alessandro Marzetti, Armando Punzo / costumi Emanuela Dall’Aglio
Cosa è reale? È reale quella finestra? Sono reali quelle punte di ferro? Sono reali quelle mura che ci proteggono? E l’aria che si muove dolcemente oggi, e il cielo che guardiamo sempre poco, e il sole nostro padre e madre, tutore, angelo custode che nasconde la sua corruzione in miliardi di anni, e la mia mano, e la notte che la nasconde, e i miei occhi che non possono vedersi se non in un riflesso, e la schiena dell’altro che non sarà mai la tua e la ricorda e te la rappresenta per non darti da pensare, e il cuore che batte nascosto il suo moto vitale infinito, che ripete con le sue fragili forze quello delle stelle, delle acque che battono una riva, che fluiscono tra morbidi argini e ferme specchiano il Narciso di un attimo, e la luna che cresce, decresce fino a farsi dimenticare, e l’anima che non si trova tra le viscere, in nessun luogo situabile, e l’amore oltre noi, insostenibile, che svela la nostra incapacità, e lo sforzo di comprendere la natura che ci sfugge come una tenera gemma che appare al mondo, e il colpo di un artiglio crudele e giusto, e le umane vicende che si ripetono senza tempo, e il dolore che ci cerca? Questo attimo è reale, solo questo, quest’attimo che li condensa tutti e li nega, li sospende, quest’attimo che non potrai mai trattenere e la cui forma svanirà per sempre per apparire in altre forme mutevoli.
Armando Punzo
Noi siamo il sogno che vorremmo sognato dagli altri
Beatitudo, seconda tappa di un di un lungo e complesso lavoro biennale ispirato a tutta l’opera di Borges, si pone come il frutto di una ricerca intorno al rapporto tra realtà e pratica artistica. Una ricerca che, con tratti più o meno espliciti, sottende il lavoro di Armando Punzo e della Compagnia della Fortezza, fin dalla sua origine.
Attraverso quali meccanismi la presenza dell’artista impatta la realtà (in particolare quella del carcere) per sconvolgere le sue dinamiche e categorie, fino a farne un luogo completamente altro? Uno spazio di lavoro quotidiano che spinge tutti i suoi abitatori, attori e pubblico insieme, a confrontarsi con i limiti dell’umano e che chiede continuamente di superarli. Quanta cura, ostinazione e amore ci vogliono per trasformare un carcere in un teatro? Qui l’istanza della ricerca artistica e di quella spirituale si intrecciano inestricabilmente, l’attore si fa uomo ideale e l’orizzonte verso il quale indirizzare lo sguardo non può essere altro che quello di una felicità possibile, praticabile.
Borges, attraverso la sua scrittura, ci invita a perderci, ci chiede di smettere la presunzione della comprensione e di seguirlo tra sentieri di parole che conducono ad un’altra realtà.
Assistiamo ad una messa in crisi della dittatura del reale, entro la quale la percezione sensoriale, anziché confermare la nostra idea di mondo, si trasforma in uno sterminato serbatoio di immagini che si aprono e si moltiplicano all’infinito, dando la sensazione che non esista una dimensione definitiva dell’esperienza.
Borges è imprendibile, non si lascia raggiungere e inquadrare facilmente, ci disorienta continuamente.
Lo spettacolo è un cammino verso l’inarrestabile de-attivazione del senso e dell’uso delle idee del mondo così come le intende il senso comune. Borges è stato il compagno di strada di questo percorso. Nei suoi testi la Compagnia cerca le parole che danno nuovo spazio al sogno, alla ricerca, all’impulso di andare oltre l’umano, per come lo conosciamo.
Beatitudo è lo spettacolo dei trent’anni, frutto di un lavoro lungo ed impegnativo che si pone quasi più come una pratica filosofica che teatrale, nel quale Armando Punzo ha deciso di affrontare la sfida di rappresentare l’irrappresentabile.
In Beatitudo tutto accade come per la prima volta.
Come nell’opera di Borges, mettendo continuamente alla prova tutto quello che pensiamo, sovvertendo ogni tipo di certezza, spostando di continuo il nostro livello di comprensione e disattendendo tutte le nostre aspettative.
24 – 25 novembre
TieffeTeatro Milano
presenta
TRILOGIA AMERICANS:
LO ZOO DI VETRO
di Tennessee Williams
traduzione Gerardo Guerrieri
con Milvia Marigliano, Monica Piseddu, Arturo Cirillo, Edoardo Ribatto
scene Dario Gessati /costumi Gianluca Falaschi /luci Mario Loprevite
regia Arturo Cirillo
CHI HA PAURA DI VIRGINIA WOOLF?
di Edward Albee
traduzione Ettore Capriolo
con Milvia Marigliano, Arturo Cirillo
e con Valentina Picello, Edoardo Ribatto
scene Dario Gessati /costumi Gianluca Falaschi /luci Mario Loprevite
regia Arturo Cirillo
24-25 novembre e 27 novembre | 2 dicembre
LUNGA GIORNATA VERSO LA NOTTE
di Eugene O’ Neill
con Milvia Marigliano, Arturo Cirillo, Rosario Lisma, Riccardo Buffonini
scene Dario Gessati /luci Mario Loprevite
regia Arturo Cirillo
Quando cinque anni fa, era il 2013, incominciammo a provare Zoo di vetro non immaginavo che sarebbe stato l’inizio di un lungo viaggio nella drammaturgia americana del ‘900. In questi anni oltre ai tre spettacoli con il Teatro Menotti varie sono state le mie frequentazioni di drammaturgia americana, soprattutto attorno ai testi di Tennessee Williams, che forse è l’autore che preferisco di più, quello che sento a me più vicino. Di Williams dicevo ho fatto anche altri testi, fuori da questa trilogia, e soprattutto è stato recitato e studiato da molti allievi di varie scuole di teatro dove in questi anni ho insegnato (la Silvio d’Amico di Roma, la Paolo Grassi di Milano, la Nico Pepe di Udine). Mi soffermo su questo aspetto perché passati questi cinque anni quello che maggiormente penso è che questa drammaturgia sia una grande palestra per degli attori. Sono storie, e soprattutto personaggi, in cui gli attori possono trovare una materia vasta e ricchissima per le loro interpretazioni. Quindi oltre che ricordate come questo progetto sia stato voluto e prodotto da Emilio Russo e realizzato con tutto lo staff del Teatro Menotti di Milano, oltre ai collaboratori costanti che ho avuto, dallo scenografo Dario Gessati, al disegnatore luci Mario Loprevite, ai costumisti Gianluca Falaschi prima e Tommaso Lagattolla dopo, con cui ho realizzato questo viaggio non filologico, non didascalico, anzi in fondo abbastanza astratto ed immaginativo dentro i testi di Williams, Albee e O’Neill, ci tengo a ricordare i molteplici attori che hanno fatto sì che questa trilogia potesse prendere vita. In primis Milvia Marigliano che con me è stata presenza costante in questi spettacoli, attraversando personaggi, di madri e di mogli, che ritengo abbiano portato una grande maturità al suo percorso artistico, figure molto differenti tra loro e tutte portatrici di notevoli complessità di carattere e sentimento, che lei è riuscita a far vivere immergendosi nelle storie di Amanda, Martha e Mary con generosità e passione. Poi c’è Edoardo Ribatto con cui abbiamo affrontato Zoo di vetro e Chi ha paura di Virginia Woolf? che entrando in grande sintonia con la natura di questi due spettacoli ha donato ai suoi personaggi di Jim e Nick, apparentemente secondari e alquanto stereotipati, un grande peso scenico, facendoli essere molto più mossi e contraddittori, e anche più sofferenti, rispetto a come di solito li si affronta. Poi c’è stata la dolente Laura di Monica Piseddu e la fragile Honey di Valentina Picello, che hanno portato alla storia di questa trilogia un apporto imprescindibile, trovando entrambe dei ruoli che hanno permesso loro di far fiorire delle interpretazioni tutte costruite dal di dentro, in un lavoro costante di scavo nel profondo.
Nell’ultimo spettacolo, Lunga giornata verso la notte, due attori diversissimi hanno dato vita alle vicende dei due fratelli Tyrone. Rosario Lisma portando umanità e istrionismo al suo tormentato Jamie che è diventato così un grande personaggio in continua contraddizione anche perché fedele, nonostante tutto, al grande amore che prova verso la madre e il fratello, e Riccardo Buffonini che ha dimostrato ancora una volta di avere delle notevoli corde drammatiche e dolenti oltre a quelle già riconosciute di ironia e comicità, il suo Edmond è il termometro emotivo ed esistenziale di Lunga giornata verso la notte. Ho parlato degli attori, e soprattutto di loro, perché oggi questo mi appare la grande esperienza di questa trilogia. Come si recita, quanto si mente, cosa vuol dire fare il naturalismo e nello stesso tempo minarlo in continuazione. Cercando di far diventare il grande sogno americano il difficile rapporto con la realtà e con l’immaginazione con cui ci confrontiamo tutti noi ogni giorno, in questi anni di crisi delle famiglie, crisi delle vocazioni, mancanza di lavoro, solitudini e miracolosi ricongiungimenti. Direi che sono stati cinque anni molto umani.
Arturo Cirillo
11 | 31 dicembre
TieffeTeatro Milano
presenta
IL RE ANARCHICO E I FUORILEGGE DI VERSAILLES
da Molière a George Best. Quarta Stagione Completa
scritto e diretto da Paolo Rossi
con Paolo Rossi, Lucia Vasini
e con Renato Avallone, Marianna Folli, Marta Pistocchi, Dimitris Kotsiouros, Marco Ripoldi, Roberto Romagnoli, Chiara Tomei
assistente alla regia Laura Negri
luci Giuliano Bottacin
Paolo Rossi, il più imprevedibile e incisivo degli attori comici italiani, qui presente non solo nella veste di autore, ma anche di regista e interprete, prosegue con la quarta e ultima tappa il lungo viaggio attorno al pianeta Moliere, con Il re anarchico e i fuorilegge di Versailles (da Moliere a George Best. Quarta Stagione Completa).
Lo spettacolo, prodotto da TieffeTeatro Milano, debutta in prima nazionale al Teatro Menotti dal 7 al 17 giugno e racconta la straordinaria visione teatrale di un autore-attore, maestro dell’Improvvisazione, sempre in bilico tra il dentro e il fuori scena, tra il personaggio, l’attore e la persona.
Paolo Rossi, capocomico per eccellenza, qui ancora assieme alla storica e straordinaria compagna di sempre Lucia Vasini, dirige una straordinaria compagnia di attori e musicisti, che agiranno con grande professionalità, grazie a un’improvvisazione rigorosa, rendendo lo spettacolo nuovo ogni sera. In scena, ad affiancare Paolo Rossi e Lucia Vasini, troveremo Renato Avallone, Marianna Folli, Marta Pistocchi, Dimitris Kotsiouros, Marco Ripoldi, Roberto Romagnoli, Chiara Tomei.
Il re anarchico e i fuorilegge di Versailles è il racconto di un sogno, attraverso cui la compagnia arriva finalmente a destinazione, è un varietà onirico di diversi numeri e di diversi livelli di espressioni artistiche, che spaziano dalla prosa alla musica.
La musica dello spettacolo è una contaminazione tra canzoni e danze popolari italiane e rebetiko, un genere musicale greco nato a cavallo tra il XIX e il XX secolo da persone emarginate, che volevano raccontare i loro disagi con la musica.
Ancora una volta si incrociano con le visioni del tempo presente la storia del conflitto tra il potere e i fuorilegge, intesi come coloro che vivono ai margini della strada e non hanno voce, il bilico tra la scena e la vita, tra il teatro e il potere.
Uno spettacolo di teatro, sogno, speranza, parola, musica e… risate.
17 gennaio | 3 febbraio
TieffeTeatro Milano
presenta
GLI UCCELLI
prima nazionale
di Aristofane
traduzione Dario Del Corno
adattamento e regia Emilio Russo
cast in via di definizione
L’azione della commedia, arrivata seconda al concorso delle Grandi Dionisiache del 414 a.C., è immaginata da Aristofane sullo sfondo di un’Atene rovinata dalla guerra contro Sparta, ma anche dall’odio interno alimentato dai numerosi processi politici. Evelpide e Pistetero, due cittadini giunti al limite della resistenza, decidono di tentare la scalata al mondo degli uccelli, per fondare tra le nuvole una città libera e indipendente da quel mondo che andava a rotoli. Accolti da Upupa, il mitico Tereo, che per i suoi delitti era stato tramutato dagli dei in uccello, si accordano con lui e fondano Nubicuculia convincendo tutte le razze di uccelli ad inseguire il sogno di un mondo per l’uguaglianza, senza leggi e senza denaro contro l’avidità e la corruzione degli uomini e degli dei.
Dalle NOTE DI REGIA
In teatro si costruiscono sempre e comunque mondi immaginari, perlomeno alternativi al tempo e al modo della nostra esistenza reale. A volte il salto nei mondi di fantasia è dichiarato e consapevole e il teatro – o la letteratura – diventa una straordinaria utopia, a volte negativa, altre volte positiva, ma sempre in grado di tramettere messaggi, verità e speranze a noi contemporanei: ovvero queste opere ci dicono come dovrebbe essere meglio, o come potrebbe essere sicuramente peggio, se non corriamo in fretta ai ripari. Uno sguardo sul mondo tra rabbia e tenerezza.
Aristofane nel 414 a.C., mentre il suo mondo si sgretola tra guerre e scontri ideologici e generazionali, riesce a fermare il tempo, cerca una via di fuga nell’immaginario, disegna un impossibile mondo possibile. Per farlo non guarda in faccia a nessuno, uomini e dei accumunati da corruzione e avidità, saranno da ora in poi divisi, da Nubicuculia, la città costruita sulle nuvole (altra metafora di straordinaria efficacia), ma soprattutto dal sogno di libertà e partecipazione degli uccelli, suoi abitanti, che decideranno per una vita senza leggi e senza denaro. Non tutto andrà per il verso giusto, ma questa è la storia, forse la storia delle rivoluzioni, ma resta il sogno di una vita migliore a guidare i passi smarriti degli abitanti di questo pianeta tra incanti e delusioni.
Sarà proprio in questo spazio, quello della voglia di cambiamento, quello della rivoluzione possibile, quello delle pulsioni adrenaliniche, che proveremo a raccontare il capolavoro del più grande poeta comico della commedia classica. Un racconto senza tempo, attualizzato nel linguaggio, con echi tra George Orwell e Rabelais, con estrema fedeltà per le dinamiche e gli intrecci dei personaggi originari, con un finale – che non sarà una conclusione – che ci piace pensare aperto alle suggestioni ed emozioni del tempo presente. In scena una compagnia di giovani interpreti, parola, musica, canto per uno spettacolo di teatro totale per restituire la forza comica e le emozioni della straordinaria e controversa opera del grande poeta ateniese.
Emilio Russo
26 febbraio | 17 marzo
TieffeTeatro Milano
presenta
MISTERO BUFFO
prima nazionale
di Dario Fo e Franca Rame
con Lucia Vasini
regia Emilio Russo
Il Premio Nobel per la Letteratura viene assegnato a Dario Fo perché, insieme a Franca Rame, attrice e scrittrice, nella tradizione dei giullari medievali, dileggia il potere e restituisce la dignità agli oppressi.
Forse sarebbero sufficienti queste righe dell’Accademia di Svezia, quando decise di premiare quella straordinaria vicenda umana e artistica, per giustificare l’interesse per un classico del teatro contemporaneo, ma anche di tutti i tempi, come Mistero Buffo.
Dario Fo ci ha insegnato il valore della cultura popolare scagliata contro quella egemone dei professori e dei filosofi, perché molto più ricca di contenuti e suggestioni, molto più libera nel rapporto tra pubblico e narratore, perché senza schemi e senza schermi.
Ci piace così pensare ad uno spettacolo di piazza, una rappresentazione popolare, epica, ma non didascalica, un racconto diretto nella tradizione e nella forza degli affabulatori e dei cantastorie itineranti.
In scena un’attrice di grazia e spessore come Lucia Vasini, considerata, a ragione, ma ovviamente non solamente, una delle eredi naturali di quella storia teatrale di comicità, narrazione, impegno civile.
La scelta di un Mistero Buffo al femminile ci porta a delle scelte, ma anche a delle scommesse affascinanti all’interno del corpus dell’opera che nel corso degli oltre 40’ anni di storia Dario Fo e Franca Rame hanno integrato sino a far diventare Mistero Buffo una vera e propria antologia dell’affabulazione popolare. Rappresentati come un assolo fatto di rimandi, collegamenti e digressioni, la narrazione spazierà da brani come Bonifacio VIII, La nascita dello Zanni, Maria alla Croce, Il miracolo delle nozze di Cana e il Grammelot dell’Avvocato Inglese, intervallati e accompagnati da musica dal vivo e canzoni popolari.
Emilio Russo
23 maggio | 16 giugno
TieffeTeatro Milano
presenta
TRATTORIA MENOTTI
prima nazionale
scritto e diretto da Emilio Russo
con attori, musicisti, cantanti, osti e camerieri
cast in via di definizione
Ci son quattro dischi, due tanghi una polka, un’antica mazurka, due mosci foxtrot, e il twist non c’è nel trani a gogò. Si passa la sera scolando barbera. Nel valpolicella la vecchia zitella cerca l’amor nel trani a gogò…
Con la sua grande ironia Giorgio Gaber ci ha regalato con questa cartolina un’immagine della Milano degli anni ‘60 alla quale vorremmo ispirarci per allestire la nostra Trattoria Menotti, un salto in un passato che ci appartiene, anche se non scritto nelle antologie e nei libri di storia, tracce di una città che voleva cambiare, e quel cambiamento avveniva soprattutto nei luoghi di condivisione, scuole, fabbriche, università, ma anche, e forse soprattutto, nei locali dove si tirava mattino, tra un bicchiere, o molti bicchieri, di vino, un risotto e un uovo sodo, a cantare, raccontare, a parlare di politica, ma non di potere, semmai di contro potere. Luoghi dove la tolleranza non era una moda, ma una pratica di vita quotidiana. Palcoscenici minimi, che diventavano le palestre per una grande stagione di comici, musicisti e cantautori, ma anche pittori e poeti. Tavolate di puttane, intellettuali e giornalisti, ognuno con i propri abiti da lavoro, mentre la notte si faceva giorno, con ancora la voglia di scambiarsi esperienze e giudizi sul mondo e forse tutti ad immaginare una vita e una città probabilmente molto distante da quella di oggi, o chissà. Nessuna nostalgia e nessun rimpianto, ma forse e solamente un chiedersi cosa è successo, tra i tavoli della Trattoria Menotti con un teatro svuotato da poltrone, quinte, sipari e palcoscenico, dove il pubblico, se lo vorrà, potrà bere, mangiare, partecipare, ma anche solo guardare ed ascoltare per un viaggio emozionale che ci auguriamo ricco di suggestioni e sorprese. Non è gradito l’abito scuro…
Emilio Russo
LE OSPITALITÀ
13 | 18 novembre
Pierfrancesco Pisani
presenta
TUTTA CASA LETTO E CHIESA
prima milanese
di Dario Fo e Franca Rame
con Valentina Lodovini
regia Sandro Mabellini
distribuzione Parmaconcerti
Tutta casa, letto e chiesa è uno spettacolo sulla condizione femminile, in particolare sulle servitù sessuali della donna. Si ride, e molto, ma alla fine resta addosso una grande amarezza.
Il primo debutto è stato a Milano, alla Palazzina Liberty, nel 1977, in appoggio alle lotte del movimento femminista.
Il testo è tuttora allestito in oltre trenta Nazioni: la condizione della donna, purtroppo, è simile ovunque. Il protagonista assoluto di questo spettacolo sulla donna è l’uomo.
In scena Valentina Lodovini interpreta quattro diversi personaggi femminili: una casalinga che all’interno della famiglia ha tutto, al di fuori della considerazione; una donna subalterna all’uomo nell’atto sessuale; un’operaia sfruttata tre volte, in fabbrica, in casa e in camera da letto; e un’Alice nel paese senza meraviglie, protagonista del disincantato atto finale.
4 | 9 dicembre
Compagnia Artemis Danza/Monica Casadei – Italian Festival in Thailand (Bangkok)
in collaborazione con
AMAT – Associazione Marchigiana Attività Teatrali & Comune di Pesaro
presentano
IL BARBIERE DI SIVIGLIA
prima milanese
ideazione e coreografia Monica Casadei
musica Gioacchino Rossini
elaborazione musicale Luca Vianini
corpo creativo Fabian Albertini, Teresa Morisano, Giovanni Pastore, Daniela Usai,
Davide Tagliavini
corpo d’azione Compagnia Artemis Danza
In occasione dei centocinquant’anni dalla morte di Gioacchino Rossini, Artemis Danza affronta uno dei titoli più celebri del maestro pesarese: Il Barbiere di Siviglia, che ha debuttato lo scorso 3 marzo 2018 al Teatro Rossini in collaborazione con AMAT – Associazione Marchigiana Attività Teatrali con questo spettacolo per 14 danzatori.
Uno spettacolo che Monica Casadei vuole definire come un avveniristico balletto d’azione e che, come di consueto, coinvolgerà tutto il ben consolidato corpo creativo di Artemis, composto non solo da danzatori e coreografa, ma anche dagli artisti visivi e dai musicisti che costituiscono ormai un tutt’uno con l’ensemble danzante. Altro marchio di fabbrica degli spettacoli di Artemis sarà il coinvolgimento del territorio, in particolare con la partecipazione del pittore Giuliano Del Sorbo per le scene e con la collaborazione del ROF (Rossini Opera Festival) che fornirà alcuni fra i suoi storici costumi.
Uno progetto articolato dunque, che si dipana attorno alla celeberrima figura di Figaro, la cui notorietà senza confini trova conferma nell’invito ricevuto da Artemis a presentare lo spettacolo nella cornice dell’Italian Festival in Thailand di Bangkok lo scorso 28 marzo 2018.
Ma chi è davvero Figaro? C’è qualcosa che si cela dietro la leggiadria e l’astuta bonarietà che sembra caratterizzarlo? Cosa ne sarebbe di lui, se vivesse oggi?
Nella lettura di Monica Casadei Figaro è il prototipo dell’uomo di successo nel mondo di oggi. Inguainato in rigorosi abiti manageriali, l’eroe rossiniano diventa l’emblema di chi riesce a soddisfare con efficacia, vivacità e savoir faire le aspettative di una società, che impone ogni giorno di raggiungere i propri obiettivi, ottimizzando tempi ed energie.
Figaro diventa allora il problem solver, indispensabile e ricercatissimo proprio perché capace di agire in maniera versatile e poliedrica, con scaltrezza, classe e intelligenza. In ogni situazione il barbiere di oggi è l’individuo multitasking per eccellenza, con la sua mobilità intellettuale, l’abilità nel trovare sempre il giusto argomento di conversazione, l’astuzia nel generare incontri fra le persone e, soprattutto, di piegare ogni cosa a proprio vantaggio. Con grinta e grazia.
Sul piano coreografico, il personaggio di Figaro si moltiplica nei corpi dell’intera compagnia, dove, senza distinzioni di genere, gli interpreti agiscono con la determinazione, l’energia e il rigore di una squadra speciale: tonici, grintosi e iper-concentrati, la loro danza manipola il tempo e lo spazio senza tregua, tesse e scioglie in continuazione una rete infinita di cambi di direzioni, incroci di traiettorie e intarsi di movimenti. Quasi seguissero le rotte di affollatissime e rumorose highways i danzatori vi si districano con lucidità ed energia marziale, ingranaggi sapienti del folle meccanismo del vivere sociale.
12 | 17 febbraio
Familie Flöz, Arena Berlin e Theaterhaus Stuttgart
presentano
TEATRO DELUSIO
di Paco González, Björn Leese, Hajo Schüler e Michael Vogel
con Andrès Angulo, Dana Schmidt, Björn Leese, Johannes Stubenvoll, Daniel Matheus, Michael Vogel, Thomas van Ouwerker, Sebastian Kautz, Hajo Schüler
regia e scenografia Michael Vogel
musica Dirk Schröder
maschere Hajo Schüler
costumi Eliseu R. Weide
disegno luci Reinhard Hubert
direttore di produzione Gianni Bettucci
assistente di produzione Dana Schmidt
La pièce Teatro Delusio, portata in scena per la prima volta nel 2004 all’ Arena di Berlino,
gioca con le innumerevoli sfaccettature del mondo teatrale: in scena e dietro le quinte, fra illusioni e disillusioni nasce uno spazio magico carico di toccante umanità. Mentre la scena
diventa backstage ed il backstage è messo in scena, mentre sul palco appena riconoscibile si rappresentano diversi generi teatrali, dal mondo opulento dell’opera a selvaggi duelli di spada, da intrighi lucidamente freddi a scene d’amore passionali, i tecnici di scena Bob, Bernd e Ivan tirano a campare dietro le quinte. Tre aiutanti instancabili, divisi dal luccicante mondo del palcoscenico solo da un misero sipario eppur lontani da esso anni luce, che lottano per realizzare i propri sogni: Bernd, sensibile e cagionevole, cerca la felicità nella letteratura, ma la trova improvvisamente personificata nella ballerina tardiva; il desiderio di riconoscimento di Bob lo porterà al trionfo e alla distruzione, mentre Ivan, il capo del backstage che non vuole perdere il controllo sul teatro, finirà per perdere tutto il resto… Le loro vite all’ombra della ribalta si intrecciano nei modi più strani al mondo scintillante dell’apparenza.
E all’improvviso loro stessi si ritrovano ad essere i protagonisti di quel palcoscenico che in fondo equivale al loro mondo.
Teatro Delusio è teatro nel teatro. L’inquietante vivezza delle maschere, le fulminee trasformazioni ed una poesia tipicamente Flöz trascinano il pubblico in un mondo a sé stante, un mondo carico di misteriosa comicità.
Con l’aiuto di costumi raffinati e di suoni e luci ben concepiti, i tre attori mettono in scena 29 personaggi e danno vita ad un teatro completo.
19 | 24 marzo
La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello Roma
presentano
ABITARE LA BATTAGLIA (CONSEGUENZE DEL MACBETH)
prima milanese
da William Shakespeare
drammaturgia Elettra Capuano
con Federico Antonello, Marco Celli, Paolo Faroni, Noemi Francesca, Biagio Musella, Vincenzo Paolicelli, Alessandro Ienzi
movimenti di scena Valia La Rocca
costumi Alessandro Lai
regia Pierpaolo Sepe
Debutto giugno 2018 Napoli Teatro Festival
NOTE DI REGIA
Macbeth è morto, la tragedia è consumata. Che cosa è rimasto il giorno dopo l’ultima battaglia? Uno spazio vuoto, una brughiera troppo lontana da Dio perché i suoi echi possano raggiungerci. Al riparo dallo sguardo divino, prendono vita nuove forme dell’umano; vediamo le loro figure avanzare a passo lento, stagliandosi dalla densa notte di Dunsinane per venirci incontro.
Eccole, “Non sembrano di questo mondo/ Eppure lo abitano.” Le parlatrici imperfette del Macbeth, le Streghe barbute che hanno condotto l’eroe alla sua rovina e ora, sembra quasi, vogliano farsi beffe di noi. Ci deridono imitando il gioco dell’uomo, la sua vanità, le sue ambizioni, il suo desiderio di grandezza da cui nessuno è esente, la sua inevitabile fine.
Incarnando di volta in volta diversi aspetti di Macbeth, quella che le Streghe raccontano non è la storia scritta dal bardo, ma le sue conseguenze, per l’appunto. Non la vicenda del Re di Scozia, ma il sogno fatto il giorno dopo l’ultima battaglia, se i morti potessero ancora sognare. Questo sogno si trascina dietro, come una marea immonda, le suggestioni del testo di Shakespeare, facendone materia per una storia altra, che ruota prevalentemente intorno alla coppia di Macbeth e Lady Macbeth; dai trionfi dell’eros, al silenzio, all’incapacità di amare.
Uno spettacolo muto, ma in cui qualche verso di Shakespeare ancora risuona nei corpi balbettanti dei protagonisti, ridotti – come il povero attore – a pavoneggiarsi ed affannarsi sulla scena, nella ingenua speranza che la vita possa risolversi in qualcosa di più che un fugace passaggio. L’impossibilità del linguaggio all’interno di questo vuoto cosmologico, si articola in una danse macabre di corpi rotti, feriti e sanguinanti, che scalciano il terreno per sollevarne dal fondo i depositi dell’opera scespiriana. In questa nuvola di polvere prendono forma le figure della coscienza di Macbeth, la coscienza di chi soffre profondamente sapendo di compiere azioni malvagie, e sa di doverne compiere ancora. Ma prima che questa polvere abbia il tempo di posarsi ci accorgiamo di aver fatto un’orribile scoperta; in quella coscienza di assassino abbiamo colto lampi della nostra. Anche noi, come Macbeth, siamo caduti vittime della speranza che ci possa essere una ricompensa in fondo a questa vita che non sia una morte polverosa, ci siamo trasformati in ladri e usurpatori mentre inseguivamo quel sogno di immortalità e bellezza. Le Streghe hanno vinto ancora, non c’è modo di contrastare lo straripante potere che hanno su di noi. Non resta che Abitare la Battaglia, sguazzare nel luogo del massacro e goderne a piene mani. Gettarsi in fondo all’abisso con il coraggio superbo dell’idiota, in uno slancio vitale che travolge tutto.
Pierpaolo Sepe
29-30 marzo
Talkin’ Menotti | terza edizione
Mauro Diazzi
presenta
PERCHÉ NON CANTI PIÙ …
concerto-spettacolo per Gabriella Ferri
prima milanese
con Syria
ideato da Pino Strabioli e Cecilia Syria Cipressi
con la supervisione di Seva, figlio di Gabriella
direzione musicale Davide Ferrario e Massimo Germini
costumi Lori Girgenti/Cecilia Syria Cipressi
Da una valigia rossa è nato un libro-album dove ho raccolto scritti, disegni, appunti, scarabocchi, lettere e pensieri di Gabriella. Quella valigia mi è stata data da suo marito e da suo figlio.
In quella valigia ho rovistato per intere notti e interi giorni, accatastati, sparsi, mischiati c’erano e ci sono ancora fogli di carta colorati e in bianco e nero. Ho incontrato Syria in un ristorante di Trastevere e mi ha dichiarato la sua passione per Gabriella.
Abbiamo pensato di provare ad aprirla insieme quella valigia per farla diventare suono e voce. Stiamo sparpagliando le note e le canzoni che Gabriella amava di più e le stiamo mischiando ai suoi pensieri.
Sarà un cantare recitando o un recitar cantando. Un concerto, un racconto. In molti me l’hanno chiesta in prestito quella valigia rossa, l’ho sempre tenuta stretta.
Syria ha nella voce e nel cuore quei pezzetti di Roma che sapranno dove portarla, dove aprirla, dove lasciarla cantare e raccontare.
Buon viaggio.
Pino Strabioli
2 | 7 aprile
Talkin’ Menotti | terza edizione
Schegge di Mediterraneo – Festival dell’Eccellenza al Femminile
presentano
NAPULE È… N’ATA STORIA
prima milanese
con Mariangela D’Abbraccio
regia Consuelo Barilari
e con Musica Da Ripostiglio:
Luca Pirozzi – chitarra e voce, Luca Giacomelli – chitarra,
Raffaele Toninelli – contrabbasso, Emanuele Pellegrini – batteria
con Gianluca Casadei – fisarmonica
Mariangela D’Abbraccio, attrice, cantante e artista, con il volto mutevole per ogni personaggio interpretato, con il cuore colmo di gratitudine, porta in scena un omaggio ai grandi Maestri Eduardo De Filippo e Pino Daniele.
Un collage nato da un lavoro di sperimentazione tra mondi affini di Teatro, Musica e Poesia, che si cercano e si incontrano in scena, in un dialogo immaginario tra giganti del ‘900 napoletano, tra cui Eduardo De Filippo e Pino Daniele.
24 canzoni tratte dal repertorio di Pino Daniele, eseguite dal vivo:
Lazzari felici, Chi tene ‘o mare, Je so’ pazzo, Viento, Cammina cammina, Bella ‘mbriana, A me me piace ‘o blues, Saglie saglie, Donna Concetta, Anna verrà, Napul’è…
Lo spettacolo non è solo un omaggio a Pino, è la risposta al bisogno prepotente di studiare, cantare, suonare, interpretare la sua musica, cercandone la profondità e i significati per valorizzarli attraverso il Teatro.
Con una tessitura drammaturgica emozionale ogni canzone s’intreccia con una poesia, un monologo, un frammento del Teatro di Eduardo, che Pino Daniele tanto amava, al quale spesso si era ispirato.
Mariangela D’abbraccio e la band Musica Da Ripostiglio portano in scena un atto d’amore e di musica, che si sviluppa anche sul piano delle immagini, grazie alle proiezioni e video scenografie, che fanno riferimento al Cinema e all’’Arte Figurativa del ‘900.
Napoli è al centro di questo dialogo: trionfante, densa di contenuti, di luce, di ombre e contraddizioni. L’immaginario evocato dalle proiezioni porta il contributo artistico anche di città lontane, come Genova, con i porti, il mare, le città antiche, cercando di recuperare le assonanze, le sfumature dei colori comuni nelle loro culture. Le immagini raccontano Pulcinella, il personaggio simbolo della maschera partenopea, rivisto da un artista figurativo genovese internazionale, Emanuele Luzzati. Frammenti dei suoi famosissimi cartoon realizzati con Giulio Giannini, in omaggio a Napoli, mostrano un Pulcinella che danza al ritmo della musica di Pino Daniele.
… L’intreccio della loro poetica con la musica e le immagini innesca un processo a catena inarrestabile di senso e nuovi profondi significati, in un’onda continua e senza limiti di energia fino al punto in cui si vorrà spingere il desiderio di emozioni e conoscenza dello spettatore…
Consuelo Barilari
9 | 14 aprile
Talkin’ Menotti | terza edizione
Reggio Iniziative Culturali
presenta
OPERA BUFFA!
Il Flauto Magico e cento altre bagatelle…
prima milanese
con Elio – voce recitante e canto
Scilla Cristiano – soprano
Gabriele Bellu – violino, Luigi Puxeddu – violoncello, Andrea Dindo – pianoforte
Spettacolo brillante e vivace, una carrellata nel repertorio più conosciuto dell’opera buffa per soprano e baritono che tocca il repertorio di capolavori quali Il Flauto Magico e Don Giovanni di Mozart, Il Barbiere di Siviglia di Rossini, fino ai Racconti di Hoffmann di Offenbach.
Uno straordinario Elio, nella doppia veste di narratore e cantante, dà vita nella prima parte dello spettacolo ad una rielaborazione-rilettura del libro Il Flauto Magico di Vivian Lamarque intrecciata a parti del libretto d’opera originale, dando voce ai differenti personaggi e interpretando anche vocalmente la celebre aria e i duetti del buffo uccellatore Papageno.
Testi e musica si alternano e si integrano nelle pregevoli esecuzioni del trio, Elio stesso e il soprano Scilla Cristiano, interprete dei tre principali ruoli femminili.
La seconda parte vede i due protagonisti canori alternarsi in un recital lirico incentrato sull’esecuzione di alcune delle più note arie del repertorio per soprano e baritono: dall’ aria del catalogo dongiovannesco Madamina il catalogo è questo del fido Leporello a Batti batti bel Masetto della giovane contadinella Zerlina, passando poi alle due celeberrime Cavatine di Figaro e Rosina de Il Barbiere di Siviglia, e alle due brillanti Chanson du bébé di Rossini e Les oiseaux dans la charmille, nota come aria della bambola, da I racconti di Hoffman di Offenbach.
PROGRAMMA
W.A. Mozart Il Flauto Magico
Narrazione in musica
Elio, voce recitante e canto
Scilla Cristiano, soprano
- Rossini Ouverture (da La Gazza ladra)
W.A. Mozart Madamina, il catalogo è questo, baritono
(da Don Giovanni)
- A. Mozart Batti, batti bel Masetto, soprano (da Don Giovanni)
- Rossini Largo al factotum, baritono (da Il Barbiere di Siviglia)
- Rossini Cavatina di Rosina, soprano (da Il Barbiere di Siviglia)
- Rossini La Chanson du bébé, baritono
- Offenbach Les oiseaux dans la charmille (aria della bambola), soprano (da I racconti di Hoffmann)
STAGIONE 2018 | 2019
BIGLIETTERIA
CAMPAGNA ABBONAMENTI
PREZZI
- intero – 30.00 € + 2.00 € prevendita
- ridotto over 65/under 14 – 00 € + 1.50 € prevendita
ABBONAMENTI
- 10 ingressi + 2 omaggi – 105 € acquistabili entro il 15 settembre
- 5 ingressi – 60 €
TEATRO MENOTTI
Via Ciro Menotti 11, Milano – tel. 02 36592544 – biglietteria@tieffeteatro.it
ORARI BIGLIETTERIA
Dal lunedì al sabato dalle ore 15.00 alle ore 19.00
domenica ore 14.30 | 16.30 solo nei giorni di spettacolo
Acquisti online
con carta di credito su www.teatromenotti.org
ORARI SPETTACOLI
martedì, giovedì e venerdì ore 20.30
mercoledì e sabato ore 19.30 (eccetto le prime ore 20.30)
domenica ore 16.30
lunedì riposo
